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domenica 26 luglio 2026

Ailefroide, La Raclure (180 m, 5c, 5a obb.)

Zona: Paroi de la Draye 
Sviluppo: 180 m
Esposizione: W
Tempo: circa 3 h
Difficoltà: 5c, 5a obb.; variante finale 6a
Materiale: singola,12 rinvii
Discesa: a piedi

Via aperta dal compianto Jean-Michel Cambon nel 2013 e sale le placche granitiche alla base della Tête de la Draye, in uno dei settori più comodi di Ailefroide, dove si può scalare con la corda singola grazie al rientro a piedi. Il nome gogliardico significa letteralmente “raschiatura” (del muschio molto probabilmente), o “scarto” e, nel francese popolare, può diventare un insulto vicino a “feccia”. La vena goliardica prosegue con le vie vicine: "Mou du Cul" suona come “molle di culo” o "Niveau de Crotte" equivale a un poco lusinghiero “livello di cacca”. L’itinerario, mai esposto, alterna placche di aderenza, piccoli spigoli e brevi muri più ripidi, seguendo una linea ben attrezzata a fix. Le difficoltà rimangono contenute, anche se alcuni passaggi richiedono precisione. Nell’ultima parte è possibile scegliere tra l’uscita più facile verso sinistra e una variante diretta più impegnativa (6a). Unica nota negativa è lo scavo di alcune prese per le mani per mantenere basso l'obbligatorio.


Accesso: Dal ponte sul Torrent de Saint-Pierre prendere l’ampio sentiero quasi in asse con il ponte, seguendo il cartello per Pelvoux–Les Claux. Il percorso passa tra due case sulla sinistra e una sulla destra, quindi piega a destra in direzione della Tête de la Draye.
Abbandonare qui il sentiero principale e proseguire diritto sulla traccia diretta alla Falaise de la Draye. Dopo circa 60 m si raggiunge un bivio con tre diramazioni: scegliere quella di destra, che attraversa il bosco in piano parallelamente alla parete. Dopo circa 250 m il sentiero passa una trentina di metri sotto le vie più occidentali del settore. La Raclure si trova poco prima di Mou du Cul. L’attacco si trova sulla fila di fix più a sinistra, in corrispondenza di un piccolo pilastro che delimita la placca. Circa 10 min.

Descrizione:
L1 – Superare un breve passaggio iniziale e raggiungere il margine sinistro della placca. Seguire i fix lungo lo spigolo, mantenendo una direzione leggermente verso sinistra fino alla sosta. 5b.
L2 – Spostarsi a sinistra su terreno più semplice e raggiungere la seconda sosta. 4a.
L3 – Aggirare lo spigolo verso sinistra, attraversare una breve zona vegetata e salire il successivo speroncino. Prestare attenzione a non seguire i fix che deviano a destra verso Mou du Cul. 5b.
L4 – Traversare a sinistra, passare nei pressi di un larice piegato e continuare sulle placche fessurate, più ripide nella parte finale. 5a.
L5 – Salire direttamente superando due risalti consecutivi. La sosta si trova appesa poco sopra un piccolo terrazzino. 5b+.
L6 – Affrontare la placca e il breve muretto soprastante, quindi obliquare verso destra fino alla sosta posta sotto l’ultimo settore aggettante. 5c.
L7 – Traversare verso sinistra e risalire i facili gradoni che conducono alla sosta finale e al sentiero della Tête de la Draye. In alternativa si può salire direttamente sotto lo strapiombo e superarlo seguendo la linea di fix. 4a; variante diretta 6a.

Discesa: Seguire verso valle il sentiero della Tête de la Draye. Raggiunta la base delle pareti nel settore Petites Dalles, continuare verso destra in direzione di Ailefroide fino a tornare al parcheggio. Circa 20 min.

Ph credits grandevoie.com










domenica 5 luglio 2026

Corno d’Aquilio, Via Lessinia Crack (75 m, VII+)

Zona: Lessinia orientale
Sviluppo: 75 m
Esposizione: W
Tempo: 2 h
Difficoltà: VII+ (VI+ e A0/A1), R1/R2
Materiale: friend fino al 5; doppiare 1-2-3-4
Discesa: in doppia
Schizzo degli apritori qui

Il ripido versante ovest del Corno d’Aquilio precipita sulla Val d’Adige in un dedalo di piccole e grandi pareti, un angolo appartato della Lessinia dove l’arrampicata conserva un carattere pienamente alpinistico. Lessinia Crack segue una linea breve e molto fisica, quasi sempre in fessura, su calcare di qualità generalmente ottima. La via è stata aperta il 23 maggio 2026 da Walter Polidori, Said Taghipour e New Rocks team. Le protezioni in posto sono ridotte al minimo: poche tracce lungo i tiri, soste attrezzate e il resto da armeggiare con friends e incastri. Itinerario consigliato a cordate abituate alla scalata trad e clean alla valutazione del terreno, con attenzione ad alcuni blocchi incastrati e ai tratti più delicati. 
Dalla cima della torre il colpo d’occhio sulla Val d’Adige è notevole e l'ambiente ombroso, fresco e ricco di piccoli larici fa sembrare di essere almeno 1000 m più in alto. Sulla stessa torre salgono anche Tastasal e Fessur-INA. Nella zona, poco più avanti si trova la Parete dei Lavoratori con Cotechino e Pearà. Periodo consigliato: fine primavera, estate e autunno. La nostra è stata la prima ripetizione (F.Busato, M.Leorato).

Accesso: raggiungere la località Coste 
di S.Anna d'Alfaedo, in Lessinia orientale. Da Coste proseguire fino al grande e gratuito parcheggio “Tommasi 2”. Dal parcheggio prendere la strada asfaltata che sale a sinistra, seguendo le indicazioni del sentiero 234 per il Corno d’Aquilio. Quando la strada piega a destra, continuare dritti passando nei pressi dell’agriturismo Le Coste. La sterrata diventa poi sentiero e raggiunge una palina con indicazione a sinistra per il sentiero 250, Rocca Pia; proseguire invece dritti sul 234.
Al successivo cartello della Riserva Naturale il sentiero 234 piega a destra, ma si può anche continuare dritti per scalinata terrosa. Al bivio seguente tenere la destra e proseguire a lungo, prima in falsopiano e poi in leggera discesa, fino al tratto in cui il sentiero inizia a salire con decisione. In prossimità di una barriera rocciosa, dove il sentiero piega a destra presso un muretto a secco, abbandonarlo e traversare a sinistra su traccia circa orizzontale, sempre vicini alla fascia rocciosa. In breve oltrepassato un bel masso squadrato si trovano gli attacchi delle 3 via. La prima è Tastasal sotto una fessura-lama. Poi la nostra Lessinia Crack sotto ad un diedro evidente con fessura. Poco oltre inizia Fessur-INA. Ometto e cordone su sasso incastrato poco sopra terra. Attacco GPS: 45°41'04.9"N 10°56'45.6"E. 1 h.

Descrizione:
L1 - Attaccare la fessura, inizialmente con bordo buono poi con buoni incastri di pugno. Si raggiungono due cordoni su massi incastrati ed un fix. Più in alto si trovano due chiodi. Uscita su cengia a sinistra. 20 m, VI, VI+, poi VII+ oppure VI+ e A0/A1 su friend.

L2 - Traversare a destra della sosta (fix), quindi rientrare nel diedro fessurato. Seguire la fessura liscia, aperta e leggermente strapiombante, dove sono presenti in alto due chiodi ed un cordino su masso incastrato. Uscire su cengia erbosa e spostarsi a destra fino alla S2 della via Tastasal. 25 m, VI+, fino al VII+ oppure VI+ e A0/A1 su friend.

L3 - Traversare a sinistra e imboccare un ampio camino. Usciti dal camino si raggiunge una zona più appoggiata, dove da destra arriva la via Tastasal. Continuare pochi metri fino alla S3 di Tastasal. Libro di via. 20 m, V+.

L4 - Salire leggermente e poi traversare a sinistra doppiando lo spigolo. Continuare verso sinistra fino a prendere una piccola fessura poco sotto la cima. Salirla e raggiungere la sosta su cordone. 10 m, 1 passo di VI+.

Discesa: dalla cima scendere con brevissima doppia da cordone a sinistra faccia a valle fino all'anello di S3. Da qui una doppia di 50 m riporta alla base della parete, nei pressi dell’attacco.



Fessura Crack

L1

In partenza da S3

Ultima lunghezza oltre lo spigolo


mercoledì 1 luglio 2026

Monte Verena, Via Custodi Erranti (V+, 140 m, V obb.)

Zona: Altopiano dei Sette Comuni
Sviluppo: 140 m
Esposizione: N
Tempo: 3 h
Difficoltà: V+ max, V obb.
Materiale: cordini, friend m.p., dadi
Discesa: 45 min.

Salita breve e da ricercare sul pilastro occidentale della bastionata Orientale del Verena, nel cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni di fronte a Cima Portule. Ambiente aperto e panoramico, roccia generalmente buona ma con alcuni tratti dove serve attenzione specialmente nella parte facile centrale. La via è stata aperta da Marco Toldo e Mathias Stefani il 28 agosto 2021, con chiodatura minimale e protezioni da integrare nelle fessure. Attenzione alla gradazione delle difficoltà non bonaria e tipicamente dolomitica.

Accesso: si parcheggia nel piazzale degli impianti del monte Verena, gratuito in estate. Prendere la strada sulla destra dell'impianto che risale la pista. Arrivati nel falsopiano in vista dell'impianto superiore (Pista dei Caprioli) prendere una strada-raccordo con sbarra che si collega alla forestale n°820 che si segue in discesa fino al tornante con una palina CAI (30 minuti). Scendere il canale per 200 m, al bivio (ometti) per Dama Bianca a sinistra viso a valle noi prendiamo la traccia verso destra.
Attraversare lungamente sotto parete su cenge esposte e superando un primo spigolo e un canale, arrivando ad un secondo. Attacco indicato da un chiodo con cordone in prossimità di un grande larice. (1 ora in totale).

Descrizione:
L1 - Salire prima per una piccola fessura e poi per placche compatte ed una strozzatura fino ad una cengia con sosta intermedia su larice. Si forza una fessura verticale (clessidra) e con ancora alcuni metri di fessurine si esce su zolle d'erba. Sosta su 2 chiodi e comoda cengia a sinistra. 30 m, V.

L2 - Proseguire verso destra per superare una fascia aggettante (cordone) fino ad una cengia, poi per diedri e placche in verticale fino a sostare su chiodi nei pressi di un larice. 30 m, V.

L3 - Continuare per diedro facile sulla destra e poi si segue la facile cresta (roccia delicata) fino al penultimo larice dove si sosta (sosta da attrezzare). 25 m IV.

L4 - Continuare sulla crestina (chiodo) e poi attraversare a destra sotto allo strapiombo (cordone) poi in verticale fino alla cengia dove si sosta su 2 chiodi. 30 m V+.

L5 - Rimontare il muretto poi traverso verso sinistra fino ad un diedro formato da dei blocchi che rimontato permette si superare un ultimo muretto fino all'uscita. Sosta su larice e libro di via. 25 m IV+

Discesa: dall’ultima sosta salire pochi metri fino ai prati sommitali. Costeggiare il ciglio della parete verso destra, faccia a monte, per circa 100 m, quindi abbassarsi una cinquantina di metri fino a intercettare la carrareccia erbosa che in pochi minuti riporta al tornante della strada forestale. Da qui rientrare lungo il percorso di accesso. 10 min fino al tornante.



Il Rifugio Verena

Uscita della via

Strapiombo di L4

L2

Uscita da L1

Cengia di attacco

Relazione da bacheca Rif. Verena

lunedì 15 giugno 2026

Pizzetto Ovest, "Facoceri nello Spazio" (200 m, VI-)

Zona: Rifugio Scarpa Agner
Sviluppo: 200 m
Esposizione: Sud
Tempo: 3-4 h
Difficoltà: VI-
Materiale: NDA, friend medi, cordini per clessidre.
Discesa: in doppia

Conosciuta anche come "Borsato-Portaluri" è una delle linee classico/moderne più frequentate dei Pizzetti. Aperta nel 2003 supera la parete sud del Pizzetto Ovest in prossimità dello spigolo sfruttando una successione di placche appoggiate e fessure che offrono un'arrampicata continua ed elegante.
La roccia è quasi sempre eccellente e la chiodatura discreta lascia spazio all'utilizzo delle protezioni veloci. Dopo una prima parte caratterizzata da placche compatte e molto lavorate, la via raggiunge una grande cengia mediana da cui attacca l'evidente sistema di diedri che costituisce il tratto più caratteristico dell'itinerario. 

Accesso
Da Frassenè raggiungere il Rifugio Scarpa lungo la strada forestale (1 ora, utili le biciclette). Dal rifugio seguire il sentiero Miniussi passando per il Col Colander 
fino al bivio con la vecchia via normale dell'Agner e proseguire verso destra fin sotto al Pizzetto Ovest (quello di sinistra). Risalire il pendio erboso alla base del Pizzetto spostandosi sul sul margine sinistro fino ad individuare l'attacco della via. Circa 1 ora dal rifugio.

Descrizione
L1 - Si attacca a destra del cordone seguendo un facile sistema di diedrini e gradoni che porta a una serie di fessure parallele ben evidenti. Sosta su grande clessidra con cordone. 50 m, IV+.
L2 - Traversare leggermente verso destra e risalire un pilastrino articolato. Si continua poi su belle placche lavorate fino a raggiungere un canale-camino che conduce a un albero di sosta. 55 m, IV.
L3 - Per terreno più semplice si superano alcuni risalti rocciosi aggirando una caratteristica quinta sulla sinistra. Sosta in una piccola nicchia attrezzata. 20 m, III.
L4 - Salita diretta su roccia compatta seguendo una marcata colatura scura che funge da riferimento. Uscire sulla cengia superiore e sostare in una nicchia sulla sinistra. 45 m, V.
L5 - Tiro breve ma sostenuto. Superare un piccolo strapiombo sopra la sosta e spostarsi progressivamente verso destra fino ad entrare nel camino soprastante. Sosta su chiodi. 15 m, VI-.
L6 - Risalire il diedro-camino con arrampicata atletica ma ben protetteggibile. Le difficoltà diminuiscono gradualmente fino a una comoda cengia con alberello. 25 m, VI- poi IV.
L7 - Seguire una fessura verticale che richiede qualche movimento più deciso. Una breve placca conduce quindi alla cresta superiore, raggiunta aggirando le ultime difficoltà sulla destra. Sosta tra grandi blocchi. 40 m, IV.
L8 - Ultima lunghezza molto panoramica. Un breve muro conduce a una cengia esposta che va percorsa verso ovest e dalla quale si guadagna la cresta terminale e la vetta per facili rocce. 30 m, IV.

Discesa
Con due rapide doppie da 60 m sul versante occidentale fino al canale che si scende con facile disarrampicata fino all'attacco.




Ph. Credits Sito Rif. Scarpa

Spiz de la Lastia, "Spigolo Est" Santomaso-Zilio (270 m, V)

Zona: Rifugio Scarpa Agner
Sviluppo: 270 m
Esposizione: Est - Sud-Est
Tempo: 4-5 h
Difficoltà: V
Materiale: NDA, friend dal BD 0.5 al 3, cordini per clessidre.
Discesa: in doppia


Arrampicata piacevole e panoramica sul versante meridionale dell'Agner: aperta nel 2007 da Sergio Santomaso e Luca Zilio, segue con logica l'affilato margine orientale dello Spiz de la Lastia, alternando fessure, diedri e placche compatte sempre ben proteggibili. Le difficoltà rimangono contenute e distribuite lungo tutto il percorso. Il lungo avvicinamento potrebbe scoraggiare a prima vista, ma una volta raggiunta la base dello spigolo il contesto ripaga ampiamente della fatica. La vista sulla Conca Agordina e sulle Pale di San Lucano accompagna la salita dall'attacco fino all'anticima e contribuisce a rendere l'itinerario uno dei più interessanti del settore per chi cerca una giornata di arrampicata classica in totale isolamento nonostante la vicinanza quasi palpabile con la valle.

Accesso
Da Frassenè raggiungere il Rifugio Scarpa lungo la strada forestale (1 ora, utili le biciclette). Dal rifugio seguire il sentiero Miniussi passando per il Col Colander fino alla Pala della Madonna, riconoscibile per la presenza dei paravalanghe. Risalire il pendio erboso passando tra le strutture fino al loro termine fino a raggiungere l'evidente spigolo orientale dello Spiz de la Lastia. Circa 1h e 10 dal rifugio.

Descrizione
L1 - Si attacca sopra a dei mughi prendento lo spigolo sulla destra e seguendo un evidente diedro ben proteggibile. Sosta su 2 chiodi. 40 m, V-.
L2 - Rimontare la sosta e attraversare a destra poi dritti in direzione di un cordino (passo di V). Un caminetto svaso deposita in cengia dove si sosta su clessidra 35 m, V.
L3 - Per terreno facile si supera in conserva una fascia articolata di gradoni, mughi e cenge fino alla forcella con masso incastrato. Sosta su spuntone. 80 m, II. (in caso di emergenza si può scendere a piedi da questo punto in direzione dei paravalanghe).
L4 - Si affronta il pilastro su bellissima placca a buchi. Sosta su 2 chiodi. 40 m, V.
L5 - Si risalgono due diedri in successione separati da una forcelletta. Sosta su clessidra. 30 m, IV.
L7 - Un'ultima fessura seguita da una serie di camini conduce all'anticima dove si sosta su spuntone, 40  m, IV.

Chi desidera raggiungere la vetta principale può calarsi per circa 30 metri nella forcella tra anticima e cima e risalire le facili placche del versante opposto. Il rientro avviene percorrendo lo stesso itinerario.

Discesa
Dall'anticima seguire la cresta verso sud per circa 50 m (ometto) fino a raggiungere la sosta della prima calata. Due doppie lineari da 60 m sul versante sud-est riportano direttamente alla base della parete nei pressi dei paravalanghe.




A. Gualdo su L1


Da S1

Verso la forcella

Bellissima placca di L4 

martedì 9 giugno 2026

Pizzetto Est, Spigolo Liberalato (200 m, V)

Zona: Rifugio Scarpa Agner
Sviluppo: 200 m
Esposizione: Sud
Tempo: 3-4 h 
Difficoltà: V
Materiale: NDA, friend medi, cordini.
Discesa: in doppia 


Lo Spigolo Liberalato (o Spigolo Sud-Ovest) è una di quelle vie di arrampicata classica che andrebbero percorse all'inizio della frequentazione dell'Agner perché racchiude molte delle caratteristiche che rendono unico questo gruppo: roccia generalmente compatta, ambiente ampio e severo e necessità di saper leggere il percorso e di muoversi con autonomia nelle protezioni. Aperto nel 1967 da Liberalato, Barina e Bonato, l'itinerario segue con grande evidenza il margine meridionale del Pizzetto Est, sfruttando la linea più naturale della parete. Le difficoltà si mantengono costanti lungo tutta la salita e soltanto un breve tratto in camino può risultare più impegnativo, soprattutto dopo periodi piovosi. Per il resto si arrampica con continuità su un calcare compatto, a tratti intervallato da erba e detriti, ma sempre in un contesto di grande respiro. Pur con uno sviluppo contenuto, la via regala una piacevole sensazione di montagna selvaggia e rappresenta un ottimo primo incontro con le immense architetture rocciose che circondano l'Agner.

Accesso
Da Frassenè seguire la strada forestale che conduce al Rifugio Scarpa-Gurekian (1 ora a piedi). Dal rifugio imboccare il sentiero Miniussi in direzione dell'Agner fino al Col Colander. Superato un breve risalto roccioso si raggiunge il bivio tra la vecchia normale all'Agner e il Miniussi, continuare a destra fino alla base del pendio sottostante i Pizzetti. Risalire i prati e i ghiaioni puntando all'evidente spigolo meridionale (cordino viola). Circa un'ora dal rifugio.

Descrizione
L1 - Si sale direttamente sopra al cordino e si supera subito una placca compatta e poi per fessure erbose. Sosta su clessidre oltre un canale. 50 m, III.
L2 - Affrontare la fessura verticale (cordino visibile) e ricca di clessidre che conduce ad un canaletto sotto ad una nicchia, si traversa a sinistra e si sale una fessura (chiodo) che porta ad una comoda cengia di sosta sotto al camino umido. 40 m, IV+
L3: Salire il camino (V) che sgrada man mano fino al piccolo larice dove si sosta. 20 m.
L4 - Si continua prima per placche e poi a cavallo della dorsale girando a sinistra un evidente masso. 35 m,  IV-.
L5 - Si prosegue sempre in direzione dell'evidente Naso sommitale, per placche compatte, fino ad entrare nel canale detritico che va risalito fin sotto al diedro. IV+, 50 m.
L6 - Si sale il diedro sul margine destro (cordino) e poi per i bei camini sommitali si giunge alla sosta su clessidre. 45 m, IV+.

Discesa
Dalla sosta di vetta su clessidre effettuare una prima doppia di 20 metri fino all'intaglio con la torre vicina. Seguire una stretta cengia esposta verso ovest ed effettuare una calata di 20 m da chiodi su un diedro fessurato fino al gande terrazzo. Da qui con una calata da 50 m si arriva ad una sosta nel canale. Effettuare un'altra calata per superare un risalto strapiombante, poi valutare se disarrampicare su III detritico
 oppure continuare con altre 2 da 60 m fino all'attacco.


Bellissima fessura di L2


L5

L4

Ph. Credits Sito Rif. Scarpa

Cimoncello, Moreie n'tel Formaio (VII, 250 m, VI+ obb.)

Zona: Valdastico
Sviluppo: 250 m
Esposizione: E
Tempo: 3-4 h
Difficoltà: VI- obbligatorio e A0, 6a+ in libera
Materiale: friend medi, cordini.
Discesa: a piedi


Delle numerose vie di arrampicata che solcano la parete est del Cimoncello, "Morèie n' tel formaio" ("topolini nel formaggio" in dialetto locale) è, a detta degli apritori, una delle più riuscite. Il team di Balasso nel 2013 ha letto la parete, sfruttando cenge, punti deboli e traversi che permettono di superare una muraglia molto compatta. Ne esce una via lunga, varia e continua, che attraversa la grande placconata grigia all'estrema destra della parete.
Non aspettatevi una salita tutta verticale: a metà troviamo una gran cengia erbosa che spezza la continuità dei primi tiri e dove si intuisce la forte ricrescita vegetativa dovuta alla scarsa frequentazione (la nostra è la prima ripetizione dal 2024) e alle temperature sempre più alte a queste quote. Chiodatura presente ma non invasiva che lascia ancora spazio alla possibilità di integrare con protezioni veloci.

Accesso
Da Arsiero salire verso Tonezza del Cimone. Poco prima dell'abitato seguire le indicazioni per Contrà Campana e il Sacrario Militare del Monte Cimone, dove conviene parcheggiare.
Ritornare lungo la strada per qualche centinaio di metri e imboccare il sentiero CAI 547 sulla destra. Dopo circa venti minuti, quando il percorso diventa più pianeggiante (Larice isolato, bollo e grande ometto), abbandonarlo e scendere verso destra. Un ripido canalone (attenzione se bagnato), attrezzato in un tratto con corde fisse, conduce alla base delle pareti. Da qui tenendo la destra viso a valle si raggiunge l'Antro delle Liane, una grande cavità ben visibile. L'attacco si trova 30 m a sinistra, presso un grosso albero incurvato. 40 minuti dal parcheggio.

Descrizione
L1 Tiro facile in comune con la “via dei Diedri” e la via “Fora dai Pensieri”. Dritti per 35 m fino alla cengia erbosa dove si sosta su pianta. IV.
L2 Davanti a noi la difficile placca di Fora dai Pensieri. La nostra via va in traverso a destra. Chiodo molto alto. Si integra con friend e cordino su pianta. 25 m sosta a fix sopra alla pianta. V.
L3 Forzare il muro, poi traverso a dx e scala rovesciata fino alla cengia. 20 m, VI, sosta su fix.
L4 Traverso a destra, fessura non banale e poi traversone tutto a sinistra. 15 m VI+. Sosta su fix.
L5 Placca compatta poi strapiombo di VII. Si entra nel mondo vegetale: guadagnare alla meglio la grande cengia rocciosa sopra sulla verticale, protezioni poco visibili. 20 m.
L6 Traversone tutto a destra fino ad una pianta in spigolo. 30 m II
L7 Diedro poi spostamento a sinistra e poi balze. 30 m IV+
L8 Bel tiro a balze, con un singolo passo difficile (VII) ma ben proteggibile. 25 m.
L9 Traverso a sinistra sotto i tetti, non banale specialmente se umido. 25 m VI+
L10 Tiro molto bello, partenza boulderosa (VII) poi tutto V godibile fino al bosco sommitale. 30 m

Discesa
Dall'uscita seguire il bosco verso ovest fino a intercettare il sentiero CAI 547. Percorrerlo in salita fino al Sacrario del Monte Cimone e al parcheggio. Circa 20 minuti.

Ph. Credits GRRC

L3

L4

L5

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giovedì 4 giugno 2026

Vierge du Flambeau, Via normale (150 m, III)

Zona: Bacino del Gigante
Sviluppo: 150 m
Esposizione: Sud
Tempo: 1 h 45 min 
Difficoltà: III 
Materiale: singola, friend mp, cordini

Tra le guglie minori che punteggiano il Bacino del Gigante, la Vierge rappresenta una meta ideale per chi desidera combinare ambiente d'alta quota e arrampicata senza impegnarsi in lunghe ascensioni. L'itinerario si sviluppa lungo una cresta articolata, con passaggi mai difficili ma sempre piacevoli, immersi in uno dei panorami più spettacolari del massiccio del Monte Bianco. Una salita poco considerata rispetto alle classiche della zona, perfetta per una mezza giornata.

Accesso
Dal Rifugio Torino dirigersi verso il Col Flambeaux e scendere sul ghiacciaio in direzione del Petit Flambeau. Costeggiarne la cresta sulla sinistra sempre in discesa puntando all'evidente guglia della Vierge. Raggiungere la selletta posto tra la guglia e la cresta del Petit Flambeau. 20-30 min

Descrizione
Ad eccezione del primo tiro di 30 metri di III, abbastanza verticale che conduce ad una sosta attrezzata il resto della salita si percorre in conserva fino alla doppia sosta attrezzata sulla vetta che consente di effettuare la prima doppia. Il percorso non è mai obbligato ma abbastanza logico, le difficoltà sono variabili in base a dove si decide di passare. Nell'ultimo tratto se si sta sulla destra risulta meno impegnativo. Sono sempre presenti ottime fessure e spuntoni su tutto il percorso. 

Discesa
Dalla cima effettuare una doppia di 30 m in leggera diagonale verso destra fino ad un terrazzo. Da qui si disarrampica brevemente e si risale fino ad uno spit con moschettone per una doppia di 30 m sul ghiacciaio che deposita sul ghiacciaio. In alternativa si arrampica ancora per un breve tiro fino a raggiungere una sosta a cordoni che con una doppia di 25 m deposita direttamente alla sella iniziale. Rientrare quindi al Col Flambeaux a piedi o per la cresta.

In rosso il nostro percorso, in giallo le soste per le doppie

Sull'ultimo tiro sotto ad una nevicata

La prima calata dalla cima


La prima parte della cresta


domenica 17 maggio 2026

Colodri, Via del Bepi (VI+ A1, 185 m)

Zona: Arco
Sviluppo: 185 m
Esposizione: SE
Tempo: 4 h
Difficoltà: VI+ A1
Materiale: nda, friends fino al 4
Discesa: a piedi

Via classica e molto logica sulla parete sud del Colodri, aperta da Salvaterra e Leviti nel 1980 seguendo una linea evidente che collega spigoli, camini, fessure e il grande tetto della parte alta della parete. Dedicata al “Bepi”, storico personaggio delle marocche di Prabi che viveva ai piedi del Colodri e che per anni fu punto di riferimento per generazioni di arrampicatori di passaggio, ospitati nella sua casa dopo le scalate per un caffè. Arrampicata varia, decisamente alpinistica, con vecchi chiodi e protezioni da integrare nei tratti meno attrezzati. Il ripristino del 2014 ad opera di Grill e soci ha sistemato le soste con fix ad anello e ripulito parte della via, senza però snaturarne il carattere originale. Oggi la scarsa frequentazione si fa sentire soprattutto nei tiri centrali, dove erba, terra e qualche sasso mobile testimoniano una situazione piuttosto comune su diverse classiche della Valle del Sarca, spesso lasciate un po’ all’abbandono. Bello il traverso sotto il tetto e molto elegante la fessura finale, probabilmente il tratto più continuo e riuscito della salita. Ambiente verticale ed esposto sopra la grande Grotta "delle Cavre", una delle strutture più evidenti del Colodri.

Accesso: dalla piscina comunale di Arco (park gratuito) seguire il sentiero e poi la ferrata del Colodri. Quando questa piega decisamente a sinistra in corrispondenza dell’evidente grotta verticale, abbandonarla e traversare per tracce fino ad essa. Attacco sullo spigolo sinistro (fix con cordone). 

Descrizione:
L1 Salire l’evidente spigolo sopra il grottone fino allo strapiombo terminale. Tiro atletico e un po’ unto. VI+, 30 m.
L2 Breve traverso a sinistra su placca a buchi fino al pulpito sospeso. Chiave della via. VII+ o A1, 10 m.
L3 Camino con strozzatura fisica, poi obliquare a sinistra fino a un pulpito molto esposto. VI+, 45 m.
L4 Aggirare il masso e seguire fessura e diedro continui fino al terrazzo con vegetazione. Tiro sporco. VI+, 30 m.
L5 Diedro fessurato più facile, poi traverso verso destra fino alla larga fessura di sosta. Qualche blocco mobile. Tiro sporco. V+, 25 m.
L6 Superare la fessura ad incastro facendo attenzione a non strattonare il leccio sradicato. Spostarsi a destra su roccia più solida sostando poco sotto il tetto. V+, 15 m.
L7 Tiro molto bello spezzabile in 2. Traverso sotto il tetto su concrezioni e vecchi chiodi, poi ribaltamento e larga fessura finale molto estetica. VI+, 30 m.

Discesa: usciti dalla via raggiungere in breve il sentiero marcato e seguirlo verso sud fino a intercettare la ferrata del Colodri che riporta rapidamente alla base e al parcheggio. 30 min.


L1

L2

L2

L3


L7



lunedì 4 maggio 2026

Tessari, Via Lo Sceriffo (VI-, 160 m, V obb.)

Zona: Salto del Faraone
Sviluppo: 160 m
Esposizione: E
Tempo: 2 h
Difficoltà: V, un passo di VI-
Materiale: cordini, friend medi
Discesa: a piedi

Via semplice su roccia lavorata con bei passaggi di movimento da intuire. Aperta da Brighente e soci nel Febbraio 2026. Alcuni passaggi sono stati lasciati da proteggere a cordini e friends. Ottimamente ripulita, termina a ridosso della via Roccolo in Fiore della quale si percorre l'ultimo tiro.

Accesso: dal parcheggio di Tessari attraversare il centro abitato verso nord e proseguire per la Grattugia e Parete Rigata. Oltrepassare la parete Salto del Faraone contraddistinta da grande strapiombo. Trovare l'indicazione di un masso "Rocc. in F.", risalire il bosco e individuato l'attacco della via Roccolo in Fiore, spostarsi a sud di circa 50 m.

Descrizione:
L1 Zoccolo con passo aggettante su roccia delicata, sosta su albero. V, 25 m.
L2 Diedrino a cui segue un traverso per poi rimontare un piccolo strapiombetto. Sosta su clessidre. V, 1 passo di VI-, 30 m.
L3 Attraversare la cengia e poi muretto fino alla sosta su clessidre. V, 23 m.
L4 Lungo corridoio molto lavorato. III, 30 m.
L5 Traverso verso destra tra lecci e olivi selvatici in leggera discesa. 25 m, III
L6 Breve e divertente muro fessurato. V+, 25 m.
L7 Tiro finale di Roccolo in fiore. III, 25 m.

Discesa: si continua con l'ultimo facile tiro di Roccolo in Fiore, dopodichè per traccia si raggiunge il comodo sentiero di rientro, recentemente allargato e sistemato, che si percorre in direzione sud.