mercoledì 15 maggio 2019

Sardinia Climbing Trip 2019

Anche quest'anno, con gli amici del Gruppo Rocciatori Valdalpone, ci siamo regalati 5 giorni di arrampicata spensierata in una delle nostre regioni verticali preferite. A differenza del Trip 2018 abbiamo trovato un clima ben più fresco e ventilato con qualche giorno di pioggia e Maestrale intenso che per fortuna ha minato solo in parte i nostri piani. La formula è rimasta sempre la stessa, volo + noleggio auto + tenda = tanta arrampicata itinerante. In loco nuovi e vecchi amici ritrovati quasi per caso, nuove famose pareti da scoprire e la zona è rimasta volutamente la stessa: Gallura e Ogliastra, per approfondire ulteriormente la conoscenza di queste fantastiche terre.

Pilastro Marragone: Mi tocca aprire

Zona: Padru
Sviluppo: 150 m
Tempo: 2 h
Esposizione: S
Difficoltà: VI+ (VII la variante del diedro)
Materiale: Serie di friends, cordoni e fettucce.


La via parte come una parallela della via della Difesa, prende di petto una placca con chiodo ben visibile per raggiugere rocce più facili e tafonate. Terminato il primo lungo tiro ci si trova su una grande cengia, dove camminando ci si sposta sulla destra viso a monte fino alla base di una bella fessurina sotto i grandi tetti. La si sale fino a prendere una fessura bel più larga che aggira lo strapiombo verso sinistra, si sosta sotto la successiva fessura. Si sale il diedro fessurato verso destra ignorando il diedro strapiombante a sinistra (altrimenti VII) ma oltrepassando lo spigolo per raggiungere rocce più lavorate. In verticale senza via obbligata fino alla cima. Discesa con una doppia e poi canale fino alla strada.






Variante di VII, invece di uscire sulla destra seguire il diedro a sinistra



Pedra Longa: Signorina Fantasia

Zona: Baunei
Sviluppo: 90 m
Tempo: 1 h
Esposizione: N
Difficoltà: 5c
Materiale: Singola e rinvii

Simpatica nuova vietta della Pedra Longa, ideale per le giornate incerte, parte sullo spigolo a fianco di Marinaio di Foresta ma rimane sempre sulla destra. Verticalità ed esposizione per gradi semplici e plaisir. Rientro seguendo la cengia verso sinistra fino ad incontrare le doppie che riconducono alla base.





Punta Su Lumone: Altlantide

Zona: Baunei
Sviluppo: 400 m
Tempo: 5 h
Esposizione: E
Difficoltà: 6b (5c obb.)
Materiale: Mezze e rinvii

Nuovissima via di Oviglia sulla punta Su Lumone, retrostante la Pedra Longa. Sviluppo notevole e gradi decisamente plaisir nella prima parte, tant'è che sui primi tiri si può arrampicare con le scarpe da avvicinamento. I tiri finali si impennano un pò nelle difficoltà con bellissimi passaggi sulle caratteristiche gocce sarde. La quasi obbligata discesa in doppia crea un pò di ingorghi sulle soste, vista l'alta frequentazione. Da un anno dall'apertura iniziano già a comparire i segni delle ripetizione..quanto durerà non unta?








Parete della Luna: Via dei Lecchesi

Zona: S. Teresa Gallura
Sviluppo: 300 m
Tempo: 4 h
Esposizione: O
Difficoltà: V
Materiale: Serie di friends, cordoni e fettucce

La via con il maggior sviluppo e anche la prima aperta sulla Parete della Luna a Capo Testa. Attrezzata con solo 1 resinato alle soste e qualcun'altro nei passaggi più difficili, necessita di un pò di fiuto per scovarne il tracciato. Le difficoltà non sono mai estreme ma bisogna avere confidenza con le tecniche di opposizione in camini svasi e poco proteggibili. Discesa in doppia dalla via del Greco o a piedi dalla normale. Attenzione alla via del Greco: nella sosta sotto il caratteristico diedro, i due fix sono intasati da maglie rapide arrugginite, noi abbiamo agigunto la nostra nell'unico posto disponibile, i successivi ripetitori dovranno portarsi un martello per spezzare quelle in eccesso che durano non più di un anno in ambiente marino e a contatto con i fix inox (corrosione galvanica).



I due camini di attacco, quello di sx è il più difficile.



opposizione pura

Sul facile tiro finale

mercoledì 8 maggio 2019

"D" per Dolomia, la nuova guida digitale gratuita

Dopo "V per Valdadige" arriva "D per Dolomia" la nuova guida digitale e gratuita che raccoglie una selezione di vie di M. Brighente e i Rocciatori Valdalpone: Valle de Sarca, Piccole Dolomiti e Dolomiti per chi ha ancora voglia di avventura e alpinismo.

 

lunedì 6 maggio 2019

Sequenza di Fessure di Cala Spinosa

Zona: Cala Spinosa, Capo Testa, Sardegna
Sviluppo: 100 m 
Tempo: 1 ora 
Esposizione: O
Difficoltà: V
Materiale: singola, fettucce, friend fino al 4.
Salitori: M.Leorato, A. Leorato, A. Roncolato. 30/4/2019

Simpatica combinazione di 5 fessure, nata per gioco, dopo una giornata di Maestrale passata sulle fessure della ex falesia di Cala Spinosa. L'attacco è ben evidente, dal sentiero che sale dalla spiaggia in direzione ex falesia, si notano 3 fessure diagonali e parallele, attaccare quella centrale. Sviluppo totale di 100 m, un pò discontinua nelle difficoltà: i raccordi tra le fessure per evitare la vegetazione spinosa sono per di più banali ma i singoli passaggi sulle fessure assomigliano per lo più a dei blulder concatenati. Massimo V+ con passi talora in aderenza pura e talora con tecnica ad incastro di pugno ed off-width, necessaria una serie di friend completa fino al 4 BD a anche qualche micro. Fettucce e cordoni per soste su spuntoni. La discesa per blocchi dalla cresta verso destra fino a trovare una doppia che riconduce alla spiaggia, fate molta attenzione a non entrare nelle proprietà private situate sul lato opposto della parete.

L1: Successione di 2 fessure da incastro, la prima più stretta la seconda più difficile e larga. Attraversare a dx e sostare su spuntone sotto al masso. V.
L2: Trasferimento aggirando il masso sulla destra per diedrino fino a sotto la successiva parete fessurata. II.
L3: Attaccare la fessurina centrale con passo difficile in partenza poi dritti in verticale fino a sostare su pianta. V.
L4: Scendere leggermente e attaccare una non facile fessura formata da masso incastrato sulla destra, poi per altra fessurina su cengia nei pressi della "scaletta" formata da un affioramento di cristalli, attraversare a sx, sosta su spuntone (cordone blu lasciato). V.
L5: Salire la prima fessura sulla sx della "scaletta di cristalli" poi un altra fessurina sempre sulla sx della vena di cristalli condurrà sulla cresta. Sosta su clessidra sotto al masso. IV.

Nota: sulla guida "Pietra di Luna" si evince chiaramente che la linea salita non è percorsa da vie esistenti ma ciò non esclude che visto il facile avvicinamento non sia mai stata salita in passato, per questo motivo la via non ha un nome proprio ma la proponiamo come possibile combinazione multipitch.




Le fessurazioni del terzo tiro









lunedì 1 aprile 2019

Torre Luca Franceschini, Via Stefani-Bertolotti

Zona: Torre Luca Franceschini (Cornetto)
Gruppo: Piccole Dolomiti
Sviluppo: 160 m 
Tempo: 3 ore 
Esposizione: S-O
Difficoltà: fino al VII- 
Materiale: NDA serie completa di friends


Piccole Dolomiti, queste sconosciute.. continua l’esplorazione sulle nostre montagne e questa volta a cadere è un'altra torre, avancorpo del Cornetto. La cordata Stefani-Bertolotti nello scorso inverno 2018-2019 ha tracciato una linea su una logica teoria di fessure e camini ben visibili dai prati di Malga Bovetàl e che con una serie di traversi conduce direttamente in vetta. Il tutto con 6 tiri di corda con difficoltà massime fino al VII, chiodatura minimale e passaggi psicologici ne fanno una via adatta all’alpinista esperto che si muove con disinvoltura su queste difficoltà e che sa auto proteggersi. Non vi nascondo che la roccia negli ultimi 2 tiri perde di qualità e costringe ad un arrampicata mista roccia e toppe d'erba, ma siamo in Piccole e questo è una loro caratteristica. Con una doppia di 40 m ci si trova sul sentiero di arroccamento a brevissima distanza dall'attacco della via degli Ometti, quindi via libera alle combinazioni e ai concatenamenti.


Tiro 1: Entrare nel camino e salirlo completamente per venti metri fino a dove si restringe di molto (difficile da primo con zaino), uscire comodamente sulla sinistra, sosta su cengia. 2 chiodi, 1 clessidra. 25 m V+.
Tiro 2: Salire la fessurina di sx in dulfer, piazzando appena possibile un friend sotto al chiodo (tratto chiave, volo su sosta altrimenti..). Al termine attraversare la placca verso destra fino a ritornare in camino, più facilmente e brevemente alla sosta comoda. 25 m, 3 Chiodi. Fino al VII.
Tiro 3: Scendere per qualche metro e compiere un traverso ascendente fino ad una cengia per circa 30 m. Sosta su mugo, 5 chiodi. Su questo aereo e bel tiro la roccia inizia però a perdere di qualità. V.
Tiro 4: Continuare in traverso fino a rimontare un grosso masso sospeso (delicatezza), salire il diedro formato da grossi blocchi fessurati, sosta sotto ad un camino erboso. 25 m IV.
Tiro 5: Risalire in camino fino a sistare su mugo. 30 m. IV.
Tiro 6: Prendere una costola rocciosa sulla sinistra e facilmente fino alla vetta. 30 m. III




In uscita dal camino


Piazzando il friend sul chiave


La traversata su placca


In arrivo alla seconda sosta




Il traverso aereo


Arrivo in vetta


La doppia da 40m



mercoledì 27 marzo 2019

Via Luca Franz Franceschini, Cima delle Coste

Zona: Cima delle Coste
Sviluppo: 450 m 
Tempo: 3 ore 
Esposizione: E
Difficoltà: 6b (5c obb.)
Materiale: singola 60m, 15 rinvii
Relazione seguita qui


Recente salita della cordata Pilati-Fox dedicata ad un giovane amico scomparso. Lo stile è quello delle vie adiacenti (Dinosauri) ma la roccia è decisamente meno unta e più “gripposa”. Nella parte bassa dove la via corre sullo zoccolo il tracciato si avvicina molto alla via adiacente, tanto che alcune cordate possono scambiare la sosta dell’una o dell’altra, mano a mano che si sale per terreno più abbattuto (anche in conserva) si raggiunge la seconda metà della via, più verticale e tecnica. Si attacca sotto ad una fessura verticale (nome alla base) da affrontare con una dulfer molto faticosa oppure eventualmente in A0. Successivamente per due tiri più facili si giunge ad una placca compattissima da affrontare in A0 oppure eventualmente in libera (si parla di 7a ). Segue uno strapiombetto seguito da traverso che conduce agli ultimi facili tiri che portano all’uscita e al libro di via. Discesa per comodo sentiero fino al campo sportivo di Dro.




M. Stefani in solitaria 









lunedì 4 marzo 2019

La magia dell'arrampicata notturna

Metti una giornata di teoria tra moschettoni e corde..
Metti due giovani irrequieti..
Metti il tardo orario…
Metti due frontali nel bagagliaio..

Cosa ne esce? Una vietta chill-out ai Tessari, quattro tirelli illuminati di metro in metro. Uscendo dall’ordinario si scoprono cose nuove, arrampicare di notte ha tutto un altro gusto, le altezze si appiattiscono, la visione si distorce e tutto si limita. Tutto sembra esistere nel raggio dei pochi metri illuminati attorno a sé stessi. Ogni singolo passaggio lo assapori come imboccare un buon piatto ad occhi chiusi e se provi a guardare più in là solo la tua immaginazione può aver ragione. Salire nella notte sembra di essere in una bolla nella quale ci sei tu e la prova che ci sia qualcos’altro ti è data dalle prese nelle falangi delle mani e dal sostegno sui piedi, niente altro. Sembra di galleggiare ad ogni movimento, quando la vista vien meno sembra quasi di essere sospesi nell’aria. 

Ogni tanto bisogna lasciar spazio alla follia, forse è un richiamo che ci viene da dentro, forse è semplicemente voglia di libertà, sempre e comunque in verticale. Rientrando alla macchina la luce si spegne, e quell’interruttore sul caschetto spegne la magia, si torna al mondo reale.

C. Confente

Via del Bafo, Roda del Canal





lunedì 25 febbraio 2019

Vajo Alte Planke

Zona: Cherlong, Gruppo del Carega
Sviluppo: 200 m 
Tempo: 2 ore solo il canale
Esposizione: N
Difficoltà: IV AD+
Materiale: N.D.A.

L'Alte Planke è il vajo che si trova alla quota più elevata dell'intero gruppo del Carega, sottogruppo del Cherle. Si sviluppa sulla parete nord di Cima Cherlong (2210 m) con una linea verticale ed estetica ammirabile in tutta la sua imponenza dal Vallon dei Cavai. Questa è la sua maggior caratteristica, l'estetica, non certo la lunghezza e le difficoltà tecniche se si esclude però un avvicinamento di tutto rispetto. Un ottima alternativa alla lunga ravanata dall'alpe di Campogrosso può essere il fatto di spezzare l'uscita in due giorni pernottando al bivacco invernale del Rif. Fraccaroli, che disponde di 6 posti letto, arrivando dalla Val Revolto o sempre da Campogrosso attraverso il Boale dei Fondi. La zona, se in buone condizioni di neve, si presta ad una miriade di concatenamenti. Tornando alla descrizione della salita, la sezione delicata si trova sui primi due tiri, facili ma con roccia decisamente degna della cattiva fama del Cherle, soste presenti su cordini abbastanza mimetici, non più rossi ma ormai grigi. Superata la fascia rocciosa basale ci si trova nel flusso nivale che sale fino alla cima senza interruzioni ma con pendenza via via sempre più marcata fino a trasformarsi in uno stretto budello. In caso di scarso innevamento la parte finale presenta comunque buoni agganci per la salita dry.