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lunedì 20 aprile 2026

Monte Lefre-Fracena, La scala di Penrose (A1, 350 m, VII obb.)

Zona: Lefre-Fracena, Valsugana (TN)
Sviluppo: 350 m
Esposizione: SW
Tempo: 8-10 h
Difficoltà: A1 (
IX-?); VII obb.
Materiale: friend fino al 4, 1 staffa.
Discesa: 1h30 a piedi
Apritori: F.Sartori, A.Rossi

Una linea di arrampicata evidente infilata nel punto più logico di una parete che per anni ha respinto ogni tentativo anche solo pensato, complice la fama della roccia. Qui si segue il diedro meno appariscente rispetto a quello dei primi salitori più a sinistra sui grigi (Sent e Melchiori, via Lino della Maria, 1954), quelli che definirono la roccia del Fracena “putrida”, e non avevano torto.. Il diedro guida tutto: continuo, fisico, a tratti ostile. Un piccolo “Diedro Casarotto”, come lo ha battezzato a caldo il mio compagno di cordata Federico, che da solo vale la via, assieme anche all'ultimo tiro forse il più solido e lavorato.
Nella parte terminale del grande diedro arriva la sequenza più caratteristica: cinque tetti in scala rovesciata che definiscono il carattere della via oltre che il suo nome. Tetti superati con logica ed intuito, mentre la roccia vira al giallo e assume un aspetto quasi terroso. La libera, pur con chiodatura ottima, resta ancora troppo delicata: le prese non danno quasi mai fiducia e tendono a sfaldarsi. In artificiale invece il ritmo cambia, più fluido, con numerosi tratti alternati alla libera che risultano divertenti.
La roccia nonostante la grande opera di pulizia, alterna tratti solidi a molte sezioni dove serve attenzione e sensibilità specialmente nei primi tiri. L'ambiente è appartato, caldo e selvaggio nonostante la vicinanza al paese, e con una certa rusticità che a momenti mi ha evocato sentori di Supramonte sardo nonostante la bellissima vista sui Lagorai ancora imbiancati di neve.

La nostra è stata la prima ripetizione assieme a Federico, Lodovico e Stefano, il 18 aprile 2026, in memoria di Franco Sartori, accademico, co-apritore della via e storico fornitore di solidi chiodi artigianali, deceduto per un malore fatale proprio alla base di questa parete 2 giorni prima. R.I.P.

Accesso: Da Villa Agnedo seguire le indicazioni per Castello Ivano e imboccare Via Scura. Salire fino al termine della strada dove si parcheggia (46.061177 N, 11.535257 E). Dopo la sbarra traccia a destra con bolli rossi e ometti che traversa nel bosco sotto vecchi muri a secco. Superare una zona con alberi abbattuti fino a una piccolo ghiaione, quindi salire e prendere il sentiero a zig-zag seguendo sempre i bolli fino alla base della parete. Circa 45 minuti.

Descrizione: lascio alla relazione precisa di Alessandro Rossi qui.

Discesa: Dalla cima seguire a destra una traccia che porta ad un intaglio. Risalire il sentiero bollinato di rosso nel bosco fino a intercettare una specie di totem. Da qui un sentierino ripido conduce alle trincee e in breve alla strada asfaltata del Monte Lefre. Si segue in discesa abbandonandola prendendo i sentieri CAI che riconducono alla base, stando attenti a tenere sempre la sinistra. (circa 1h30 dalla cima).
In alternativa, possibile discesa in doppia al lato della via (da S10), veloce ma meno interessante e con qualche tratto ancora delicato. In alternativa potete lasciare una seconda auto alle trincee (46°03'40.9"N 11°32'57.6"E).

L1

L3

L5

L7

Diedro esigente e di soddisfazione

Lodovico quasi in sosta

Prosecuzione del diedro

Uscita dal primo tetto






Penultima lunghezza.


lunedì 7 luglio 2025

Val Orsera, Via Tuareg (6a+, 280 m, 5c obb.)

Zona: Val Caldenave (Lagorai)
Sviluppo: 280 m
Esposizione: NW
Quota: 2400 m
Tempo: 3 h
Esposizione: W
Difficoltà: 6a+, 5c obb.
Materiale: mezze corde,2-3 friend mp, cordini.
Discesa: a piedi
Apritori: Manuel Leorato, Christian Confente, Daniele Dal Pozzolo, Paolo Schiavo

Via di arrampicata idealizzata dall'amico Alessio Conz, grande conoscitore del Lagorai con l'intento di superare la grande placca dorata fino a prendere il pilastro che porta fino in vetta. Iniziata nel 2021 con le prime 5 lunghezze aperte da M.Leorato con l'aiuto di D.Dal Pozzolo prima e P.Schiavo poi.  Terminata il 4 luglio 2025 assieme a C.Confente con il quale sono state salite in alternata le ultime 4 lunghezze fino alla cima. Sufficientemente protetta con fix, chiodi e cordoni, soste tutte comode, rientro a doppie possibile fino alla sesta lunghezza. Si alternano placche di aderenza e diedri fessurati molto belli su roccia sana, entusiasmante e con poco lichene, dove ogni tanto si può integrare con friend nei punti facili e in fessura, tuttavia non sono indispensabili. Sul tiro 5 si intercettano, durante l'attraversamento del canale roccioso, degli spit gialli che salgono dal basso che ipoteticamente possono essere della variante di uscita della via "Scivolo Peloso", indicata però sulla guida CAI TCI poco più in alto. Il nome "Tuareg" deriva dalla placconata delle prime 2 lunghezze che ricorda una duna pietrificata del Sahara ed è ispirato dai racconti dello scrittore-accademico Cino Boccazzi. Per godere a pieno del granito della valle è consigliabile pernottare all'ottimo Rifugio Caldenave e concatenare più salite in zona.

Avvicinamento: dal Rifugio Caldenave, raggiungibile in un ora dalla Val Campelle, si prende il sentiero E373A per forcella Orsera. Al termine del bosco si prosegue in falso piano (sorgente d'acqua e posto da bivacco) fino ad un ghiaione rosso nei pressi del nevaio basale di Punta Brunella dove il sentiero vira a sinistra in direzione della forcella. Abbandonare il sentiero superando o aggirando il nevaio e proseguire per roccette fino a dei piccoli larici sul margine destro della placconata. L'attacco è contraddistinto da un fix con cordone sulla verticale di una fessura ad L rovesciata. Più a sinistra attaccano le vie Supertrump, Vuoti di Memoria e Scivolo Peloso. 1 ora dal rifugio.

Descrizione:
L1: Per facili placche fino alla sosta su chiodo più golfaro. 3 protezioni. III 33 m. 
L2:  Placca di aderenza verso destra fino ad un punto dove si attraversa leggermente a destra. La sosta è poco sopra. 5 protezioni. Sosta chiodo più golfaro. 5a, 35 m
L3:  Tiro un po' erboso fino a prendere uno spigolo che porta ad una rampa che conduce alla sosta su fix. 4b, 5a se si sta sullo spigolo. 30 m
L4: Bellissimo diedro a dulfer. 1 friend nero consigliato in partenza. 5c, 35 m
L5:  Tiro tortuoso (allungare i rinvii). Si sale un po' per poi attraversa a destra il canale ignorando gli spit di una via sconosciuta (ipoteticamente una variante diretta di uscita dalla cengia di Scivolo Peloso) che salgono da quest'ultimo. Rimontare fino ad un piccolo pino con cordone e proseguire sul pilastro in breve fino alla sosta. 4a, 28 m
L6: Proseguire sul pilastro partendo dallo spigolo di destra e poi prendere una fessura ad arco si sale in direzione di un pino per rocce facili (chiodo un po' spostato a destra) fino a sostare. 6a+, 35 m
L7: Prendere il diedro fessurato a sinistra poi risalti facili fino a 2 diedri gemelli. Si esce su quello di sinistra (friend utile) fino a comodo terrazzo con libro di via. Da qui in poi risulta difficile scendere a doppie. 5c, 30 m 
L8:  Risalire il canale roccioso sul margine destro fino ad uscire su cengia a destra. 23 m. 5a, 23 m
L9:  Salire la paretina ammanigliata verticalmente fino a prendere la cresta che conduce alla trincea. Sosta su fix e sasso incastrato. 4c, 30 m

Discesa: Seguire la trincea in discesa fino a trovare il sentiero, questo con alcune corde fisse porta a Forcella Orsera. Da qui si scende il ghiaione (altre fisse) fino al punto di partenza. Un' ora e mezza totale fino al Rifugio.



2021: in apertura su L4



Verso l'attacco: l'obiettivo è il pilastro centrale

Dulfer in L4


Diedro Dulfer di L7


Ultima lunghezza

L8

L2

Tracciato fotografico



lunedì 13 gennaio 2025

Ghiaccio Mocheno: Cascate della Miniera & del Torrente Laner

Il gruppo del Lagorai, oltre ad offrire ottima roccia da scalare, presenta una miriade di piccole cascate di ghiaccio sparse per tutto il gruppo e poco frequentate. Queste due che vi presentiamo sono sicuramente le più famose e ripetute. Situate a 3/4 d'ora da Trento, si trovano proprio alla partenza degli itinerari scialpinistici che si sviluppano nella zona del Rifugio Sette Selle. È quindi relativamente facile verificarne la formazione tramite il passaparola. Nonostante ciò, vista la loro brevità, non soffrono del sovraffollamento di altri spot più blasonati. Sono ideali per didattica e principianti.

CASCATA DELLA MINIERA
Dislivello: 30 m
Difficoltà: 3
Esposizione: W
Pendenza: 70°/80°
Discesa: corda doppia

Da Palù del Fersina (TN) si parcheggia in località Frotten, biglietto giornaliero 6€. Seguire le indicazioni per la Miniera del Lago Endermolo. Arrivati al piccolo museo sarete in vista della  cascata, posta esattamente nell aparte posteriore dello stesso. 20 minuti.
Arrivati alla prima sosta sembra che si possa proseguire a piedi per un tratto fino a raggiungere un secondo ed ultimo risalto (soluzione non verificata).



La cascata



CASCATA DEL TORRENTE LANER
Dislivello: 50 m
Difficoltà: 3
Esposizione: W
Pendenza: 70°/80°
Discesa: Doppia da albero

Da Palù del Fersina (TN) si parcheggia in località Frotten, biglietto giornaliero 6€. Seguire le indicazioni per la Miniera del Lago Endermolo. Dopo 15 minuti di cammino nei pressi di un ponticello sul Laner noterete la cascata sulla sinistra.
A sinistra dell'attacco si può salire anche il ramo sinistro del torrente, dopo un primo tiro di 30 m su cavolfiori dovrebbero esserci degli altri risalti (non trovati in formati). Per scendere attraversare verso destra fino al larice di discesa comune per la cascata principale.



Principale

Ramo sinistro




martedì 26 ottobre 2021

Rifugio Sette Selle - L'ora d'oro (90 m, 5c)

Zona: Rifugio Sette Selle (Lagorai) 
Manuel Leorato, Christian Confente
Ottobre 2021
Sviluppo: 90 m
Esposizione: W
Tempo: 1 h
Materiale: friend medi, cordini 
Difficoltà: max 5c (da confermare)

Divertente arrampicata plaisir protetta a fix su porfido nero, si snoda tra muretti, diedri e brevi trasferimenti erbosi. Portare eventualmente qualche friend medio per diminuire la distanza tra le protezioni. Il caratteristico diedro denominato “CONZolino” si supera con bei passi con incastro di mano Si consiglia il concatenamento con le vicine vie multipitch del Roat Mauer: Vipera Turchina, Pic Nic ad Hanging rock oppure alla Falesia Sette Selle: Bubba Ho Tep o la Via del Gheppio.

Accesso: raggiunto il Rifugio Sette la struttura è ben evidente a Nord sulla sinistra della Falesia Sette Selle. Scendere brevemente davanti al Rifugio e risalire per sentiero fino alla pietraia, da li senza percorso obbligato fino alla base. Raggiunta la forcelletta con muretto a secco sotto alla Torre Makkia, scendere una decina di metri in direzione della Malga Cagnon, l’attacco è nel punto piu basso del pilastro.

Descrizione:
L1 Serie di muretti puntando all'evidente pilastro sporgente, si esce a sx su comoda cengia. 30 m 4b 
L2 Placca diedro di aderenza poi terreno facile verso sx su crestina, sosta sul canale erboso. 20 m 5a
L3 Si risale il pilastro nero sulla sinistra fino ad una strozzatura oltre la quale si raggiunge il diedro fessurato, albero con cordone. 20 m 5b
L4 Diedro fessurato da incastro con lama sporgente in uscita, segue facile e ultimo breve muretto. 20 m 5c

Discesa: con 3 doppie (20+20+30) direttamente nel canale erboso sotto la sosta 2 oppure a piedi raggiungendo prima la cima per facile cresta e poi lungo il canale a destra della struttura rocciosa (sentiero) facendo attenzione all’erba scivolosa. 












venerdì 2 luglio 2021

Sette Selle - Picnic ad Hanging Rock (5c, 100 m)

Roat Mauer (Top. proposto)
Alessio Conz, Manuel Leorato, Christian Confente
27 Giugno 2021
Zona: Rifugio Sette Selle (Lagorai)
Sviluppo: 100 m
Esposizione: E
Tempo: 2 h
Difficoltà: 5c
Materiale: singola e rinvii


Divertente arrampicata plaisir interamente protetta a fix su porfido eccezionale, si snoda tra placche e diedri e brevi trasferimenti erbosi. Si consiglia il concatenamento con le vicine vie multipitch della falesia Sette Selle: Bubba Ho Tep (3L 6a), Vipera Turchina (4L 5c), Via del Gheppio (4L VII).

Accesso:
raggiunto il Rifugio Sette la struttura è ben evidente a Nord sulla sinistra della Falesia Sette Selle. Scendere brevemente davanti al Rifugio e risalire per sentiero fino alla pietraia, da li senza percorso obbligato fino alla base.
Un altro possibile accesso alternativo più comodo ma che non passa dal Rifugio e da fonti d'acqua è raggiungere a piedi il Passo Palù, quindi il vicino Passo dei Garofani e quindi per saliscendi in cresta ed un breve tratto attrezzato con gradini, si arriva esattamente al sentiero che passa sotto alla parete del Sass Mauer.

Discesa: a piedi lungo il canale a destra (sentiero). In caso di neve si può scendere con 2 doppie. CD1 da una sosta di servizio sulla crestina in direzione del canale, la seconda dalla sosta del monotiro in diedro "Via col vento" fino alla base.









giovedì 10 giugno 2021

Sette Selle - Vipera Turchina (5c, 120 m)

Roat Mauer (Top. proposto)
Alessio Conz, Manuel Leorato, 2021
Sviluppo: 120 m
Esposizione: E
Tempo: 2 h
Difficoltà: 5c
Discesa: a piedi
Materiale: NDA

Il Roat Mauer, "muro rosso" in Mocheno, è il castello di porfido che si trova subito a sinistra della falesia Sette Selle sul Lagorai a poche centinaia di metri a monte del rifugio omonimo. Quest'anno (2021) Alessio Conz con il patrocinio della Sat e del Comune di Palù ha iniziato l'esplorazione di questi fantastiche muraglie, tirando fuori, oltre a bellissimi monotiri, anche una via di arrampicata multipitch plaisir di 5 tiri, si può dire gemella della precedente del 2020 "Bubba Ho Tep" già recensita di questo blog e che si può ora concatenare creando così un bellissimo viaggio di 8 tiri su questa roccia da urlo.

Accesso: raggiunto il Rifugio Sette Selle la struttura è ben evidente a Nord sulla sinistra della Falesia. Scendere brevemente davanti al Rifugio e risalire per sentiero fino alla pietraia, da li senza percorso obbligato fino alla base.

Discesa: a piedi lungo il canale a destra (sentiero). In caso di neve si può scendere con 2 doppie. CD1 da una sosta di servizio sulla crestina in direzione del canale, la seconda dalla sosta del monotiro in diedro "Via col vento" fino alla base.










giovedì 17 settembre 2020

Torre Gillo Cavinato, Via Giorgio Asnicar (IV+, 200 m)

Zona: Cima D'Asta
Sviluppo: 200 m
Esposizione: SE
Tempo: 3 h
Difficoltà: IV+
Materiale: NDA, friend medi

La via più facile della Torre Gillo Cavinato, siamo sulla parete sud di Cima D'Asta a poche centinaia di metri dal Rifugio Brentari. Vi si accede per il canalone dei Bassaneri, scritta alla base. Affronta placche fessurate sul primo tiro Per poi seguire un diedro rosso appigliato che termina su un forcellino dietro il quale vi è la sosta (nascosta, tiro 2) Prestare attenzione ai massi instabili. Seguono poi tiri sempre più divertenti ed esposti fino all’ultimo con sosta su golfarone (l’unica senza catena) per affrontare poi una placca aggettante all’apparenza molto liscia. Si termina sostando facilmente sui massoni della vetta. Anche qui attenzione all’instabilità di alcuni. La spittatura in loco non è proprio un S2 come descritto in certe guide, ma con un po’ di friend medi si integra dove si vuole. La discesa avviene seguendo degli ometti in direzione del canalone dei bassanesi, raggiunta una forcelletta si disarrampica ancora fino ad intrercettare una sosta di calata che deposita direttamente sul ramo destro del canalone sopra citato, con 20 m circa. Vi è la possibilità di scendere disarrampicando stando sulla parete nord ma significa scendere una canaletta con grossi massi che si muovono solo a guardarli, soluzione non verificata. Nel complessivo la via è bella e veloce, ideale per una mezza giornata di arrampicata. Noi successivamente ci siamo recati alla falesia della Placca Socede per riempire la giornata e aspettare l’ora di cena al Brentari.