lunedì 16 gennaio 2017

Cascata di Forcella Magna

Zona: Val Malene
Sviluppo: 2 lunghezze, 60 mt
Esposizione: E
Difficoltà: 3
Materiale: Da cascata
Discesa: Doppia
Tempo: 1 h
Partecipanti: io, Andrea, Sandro


Bella e solare cascata in alta Val Malene, ben visibile nella sua bellezza dall'alta Valle e dalle Grattarole. 
Si raggiunge in 40 minuti di cammino da Malga Sorgazza seguendo il sentiero che all'altezza della Teleferica Brusà si dirama e punta a Forcella Magna, il sentiero passa proprio alla base della cascata, all'altezza di un ponticello.
L'abbondante presenza di acqua in questa zona fa si che il flusso glaciale sia generoso, nonostante la siccità ormai imperante in questo inverno, al contrario di altre cascate della stessa Valle. Formata è anche una bella candelina verticale sulla destra che si può salire aggiungendo un pò di pepe all’uscita.
La facile cascata principale si può spezzare in due tiri da 30 mt (sosta su nicchia a destra) oppure in un unico tiro da 60 mt (3), sosta finale sui mughi di destra; rientro in doppia.

Dopo aver spiccozzato per bene le varie linee salibili, vista la larghezza del flusso glaciale, ci si può sbizzarrire sulla candeletta che si noterà scendere da un colatoio sulla destra: unico tiro da 30 mt con sosta su radice di mugo (4).










lunedì 9 gennaio 2017

Canale - Mamma li Turchi (5a, 165 m)

Zona: Valdadige, Canale
Sviluppo: 6 lunghezze, 165 m
Esposizione: S-E
Difficoltà: 5a, 5b brevi passaggi
Protezioni: Spit e cordoni
Materiale: friend mp
Discesa: a piedi
Tempo: 2 ore
Prima ripetizione: M. Brighente


Aperta nel dicembre 2016, la prima sulle pareti a destra sopra l'abitato di Canale di Rivoli ad opera della cordata Gianesini-Leorato-Confente. La via dal carattere sportivo supera con logicità una successione di pareti, rampe e placche levigate fino a giungere in prossimità del crinale superiore. La parete il cui toponimo proposto "Parete S. Barbara" allude ad una statuetta votiva posta sopra l'ex cava Vianini, a sinistra rispetto all'attacco della via.

Accesso: a piedi in 10 minuti dalla chiesa di Canale di Rivoli per il sentiero CAI che conduce a Castelpresina, imboccarlo e risalire il primo ghiaione sulla sinistra dopo 50 mt, si giunge così all'ex cava, salire verso il bordo sinistro per trovare il nome della via.

Discesa: vi sono 2 opzioni, in doppia con calate massimo di 40 mt oppure dopo l'ultima sosta raggiungere una pianta evidente (libro di via), quindi per tracce verso nord (bolli blu) fino a raggiungere un ghiaione pensile, continuare dritti fino ad un salto che si scende con l'aiuto di una corda fissa. Superato un breve tratto di bosco (fisse) si giunge ad un ghiaione che, tenendo la sinistra, riporta nuovamente sul sentiero.

AD OGGI, MAGGIO 2025,  LA VIA PRESENTA FIX SULLE PRIME 2 LUNGHEZZE E CORDONI IN CLESSIDRA SULLE RIMANENTI.




Secondo tiro



Placca Parabolica

Placca Parabolica



Relazione originale

giovedì 22 dicembre 2016

Dinosauri, Valle del Sarca

Zona: Valle del Sarca, Dro
Sviluppo: 13 lunghezze, 450 m
Esposizione: E
Difficoltà: 6b max
Protezioni: Spit
Materiale: qualche cordino per le soste
Discesa: Traccia, sentiero delle cavre
Tempo: 6 ore

Bella e lunga ripetizione, sulla soleggiata parete laterale sinistra della Cima delle Coste. La via è interamente sportiva ed ottimamente protetta. Divisa idealmente in due sezioni, lo zoccolo che alterna divertenti risalti a tratti vegetati e una stupenda parte finale verticale che segue con logica una seguenza di fessure e lame.
Tiro chiave esigente con fessura e lama di opposizione che necessita di un pò di pompa per riuscire nella libera. Tutte le soste nella parte bassa hanno cordone ed anello di calata, nella parte alta sono tutte con doppio fix da 10 mm. La lunghezza 5 è un pò dubbia su grande placca aperta ma basta guardare bene e si trova la via. Per il rientro abbiamo aggiunto un pò di ometti sul grande pianoro detritico ma comunque basta scendere subito verso sinistra in direzione del bosco e da li per traccia su giunge al sentiero delle Cavre. Complimenti agli apritori per l’impegno nel realizzare un itinerario sportivo così complesso.

Più relazioni si trovano facilmente in rete.

Tiro 1



Tiro 7

Tiro 8

Tiro chiave

Ultimo tiro





martedì 13 dicembre 2016

Via Del Torso al Piz Ciavazes

Zona: Piz Ciavazes
Sviluppo: 8 lunghezze, 240 metri
Esposizione: S-O
Difficoltà: III-IV
Protezioni: Alcuni chiodi in via, soste presenti
Materiale: 10 Rinvii, friend medi e cordini
Discesa: Sentiero+Doppie
Tempo: 3h

Approfittando dell'inversione termica ormai di consuetudine in Dicembre, percorriamo vie classiche su cui abbiamo trovato la coda in estate..E che dire? C'è tutto un altro gusto ad arrampicare in dolomiti sotto il tiepido sole invernale, solo rade spruzzatine di neve che nulla disturbano la progressione, sui rientri nei versanti a nord incontriamo tratti di neve un pò più dura, ma nel nostro sacco di sono i ramponi che comunque non usiamo.
Le cascate pensili del Piz Ciavazes invece, con le loro scariche, ci danno qualche pensiero sulla Cengia dei Camosci, ma tutto il resto procede liscio. 2°C non è una temperatura proibitiva neanche se si arrampica all'ombra e arrampicare in inverno in 2016 in Dolomiti non è più ne un tabù ne un privilegio per arditi invernalisti.
Il secondo tiro, IV sostenuto


Quarto tiro, sempre in ombra

Dal penultimo tiro iniziamo a riscaldarci al sole

La via è sempre logica e divertente

Sulla lunghezza 9 che non esiste assicuro a spalla dalla cengia

Soddisfazione..In parete nessuno


Sulla cengia poca neve


Le cascate continuano a crollare sul sentiero


Il "sottopasso"

Unici tratti ghiacciati

L'ultima delle due doppie sul rientro

Topo by Sergio Ramella



lunedì 28 novembre 2016

Occhio di falco, Roda del Canal

Zona: Valdadige, Roda del Canal
Sviluppo: 4 lunghezze, 100 metri
Esposizione: E
Difficoltà: max 6a+
Protezioni: Fix
Materiale: 10 Rinvii
Discesa: Sentiero
Tempo: 2h


"Occhio di falco" una delle ultime nate sulla ahimè già affollata Roda del Canal. Indubbio successo dovuto al mix esplosivo di short climb sommato al breve avvicinamento e alle difficoltà contenute. La via si trova nel mezzo tra Linea Grigia e la Via del Bafo. 
Primi 2 tiri bellissimi ed esposti, il primo è un traverso ascendente con tratto di 6a, il secondo è una lunga "S" che evita uno strapiombetto (10 rinvii, occhio all'attrito) sempre con passo di 6a+.
Terzo e quarto tiro in puro stile Tessari con roccia lavoratissima e lame taglienti come rasoi: breve risaltini in sequenza con passo di 6a+ sul terzo tiro. Treasferimento su cengione boscoso e ultimo tiro di IV su roccia super lavorata.

Discesa come per le altre vie della Roda. Consigliata in abbinamento ad altre vie della parete.


Vista dall'attacco

Primo tiro in traverso


Secondo tiro



Andamento serpeggiante del tiro 2

Terzo tiro: le onde di roccia della Roda

martedì 15 novembre 2016

Via dello Spigolo al Dain

Zona: Sarca, Pietramurata
Sviluppo: 12 lunghezze, 450 metri
Esposizione: E
Difficoltà: VI max
Protezioni: Miste spit/cordoni
Materiale: friends e cordini
Materiale: 12 Rinvii
Discesa: Sentiero
Tempo: 4h

Autunno significa il gran ritorno in Sarca Valley e sempre sulle belle vie del buon Heinz! La via dello Spigolo al Dain di Pian della Paia è sempre stata un sogno nel cassetto, una via completa di tutto su roccia buona, alpinistica ed esigente sui primi due tiri  con magnifiche placche nella parte sommitale. Non fatevi intimorire dalla lunghezza, alcuni tiri sono concatenabili e alcune lunghezze sono veramente brevi visto l'andamento tortuoso del tracciato.
Unica pecca della zona è il rumore assordante ed incessante della pista da motocross, quasi più fastidioso dell'autostrada in Valdadige, inoltre nella fase finale della discesa, per raggiungere il parcheggio dell'hotel Ciclamino  ci si può facilmente perdere per ritrovarsi nel bel mezzo della pista da Trial! Quindi "ocio"!

Relazione seguita 



Il traverso ascendente del tiro 3


Sulle placche del tiro 4


La stupenda lunghezza n° 9

Tiro 9 visto dall'alto

venerdì 4 novembre 2016

Via Zig Zag, Roda del Canal

Zona: Valdadige
Sviluppo: 6 lunghezze, 170 metri
Esposizione: E
Difficoltà: max 6a+
Protezioni: Spit
Materiale: 12 Rinvii
Discesa: Sentiero
Tempo: 2h

Un altra via ad arricchire la rosa di percorsi aperti nel 2016 dall'attivissimo M. Brighente sulla Roda del Canal ai Tessari (Valdadige).
Potrebbe essere una falesia della Sardegna, tanto la roccia è lavorata dall'acqua e questa è la seconda ripetizione assoluta, calcolando che la prima è stata fatta dall'apritore stesso.
La via Zig Zag a mio parere è la più bella della parete, questo grazie alla lunghezza del traciato e ai passaggi tecnici su roccia ottima. Unica pecca? Il rumore dell'autostrada che disturba un pò la comunicazione della cordata.


Avvicinamento, come tutte le vie sulla Roda, partendo dal classico parcheggio dei Tessari, raggiunta la falesia di Tessari Storica, costeggiare il canale e superare una serie di ometti sul ciglio del bosco che indicano gli attacchi delle altre vie. Zig Zag parte 30 mt a sinistra della via del Bafo, e una decina sulla sinistra di un ambiguo cartello di divieto di arrampicata.



1° Tiro
Si parte subito salendo traversando a destra su buoni appigli poi verticalmente superando uno strapiombetto fino sotto al grande tetto. 5c.

2° Tiro
Bellissimo traverso verso sinistra su canne sotto al tetto con appoggi minimi, superato il ciglio salire vericalmente su rocce più facili fino alla sosta. Difficile comunicazione a causa del rumore dell'autostrada. 6a.

3° Tiro
Tiro chiave, attraversare a sinistra e salire il bellissimo pilastro. Sosta in cima. Eventualmente è possibile una variante diretta sulla verticale della sosta su rocce più lavorate ma ancora da ripulire. 6a+

4° Tiro
Tiro di raccordo fino alla grande cengia boscosa. 2.

5° Tiro
La "solita" roccia magnifica dei Tessari fino ad un altra cengia. 4.

6° Tiro
Con un ultimo risaltino si arriva sul pianoro sommitale. 3.

Discesa: seguire gli ometti fino ad intersecare il sentiero, procedere in direzione nord fino a raggiungere nuovamente l'abitato di Tessari.








Bellissimo traverso su canne


Pilastro chiave



Roccia magnifica, quasi "Sarda"

L'onda di roccia dell'ultimo risaltino


Giovani dolomitisti crescono