Dislivello: 70 m Difficoltà: WI3+/4+ Esposizione: SE Quota: 2100 m Pendenza: 85°/90° Discesa: in doppia
Estetica e solare, questa colata se ne sta proprio di fronte alle affollate cascate del Sass Dlacia: in alto a sinistra rispetto al Rifugio Scotoni, sotto (o sopra) gli occhi di chiunque passi di lì. Fa quasi sorridere pensare che un flusso così evidente non sia mai stato salito. Più realisticamente, lo è probabilmente già stato, ma in assenza di informazioni certe gli appiccichiamo un nomignolo “di servizio”: un’etichetta identificativa, nel pieno rispetto della toponomastica e lingua locale e di eventuali veri primi salitori. Nota importante: vista l'esposizione le condizioni vanno lette sul posto: ghiaccio e pendio di accesso possono cambiare parecchio e meritano una valutazione attenta in loco.
Accesso: raggiunto il parcheggio (gratuito in inverno) della Capanna Alpina risalire le piste da sci ai lati come per raggiungere la parete ghiacciata di Sass Dlacia già in vista della nostra colata in alto sulla sinistra della Cima del Lago. 100 m prima della falesia di ghiaccio prendere la traccia battuta con la slitta per il Rif. Scotoni sulla sinistra. Salire il sentiero fino al settimo tornante in prossimità del canale che scende dalla cascata, risalirlo quindi fino alla base senza traccia obbligata. 1 ora e 20. (46° 33′ 23.52″ N 11° 59′ 51.33″ E)
Descrizione:
L1. Salire il muro dove il ghiaccio è più consistente. Sulla destra difficoltà intorno al 3+, sulla candelina a sinistra 4+. 40 m
L2. Un altro breve risalto nell'ampio canale fino al termine della pendenza. 30 m WI2+
Dislivello: 150 m Difficoltà: WI3+ Esposizione: NE
Quota: 1150 m Pendenza: 85°/90° Discesa: in doppia
Colata facile e divertente, di approccio immediato: si trova a poche centinaia di metri dalla strada e, proprio per questo, è spesso molto frequentata (anche con il maltempo, come è successo a noi). Per stile e difficoltà è paragonabile alle cascate della Valle dei Mòcheni. Valutare quante cordate si ha sopra la testa per le corde doppie obbligate sulla linea di salita.
Accesso: proveniendo da Carbonare si parcheggia ai lati dell'ingresso della galleria del valico della Fricca (SS249). Percorrere la vecchia strada sulla destra per circa 200 m, oltrepassando un area con dei monotiri, fino ad un piccolo ponte. Scendere nel greto del torrente e risalirlo per 100 m fino all'attacco.
Descrizione:
L1: Breve muretto, poi sezione abbattuta e altro breve muretto. Sosta a spit. 2-3. 45 m.
L2: Altro muretto più verticale un po' più continuo. 3+. Sosta a spit. 25 m.
L3 Trasferimento a piedi corde in mano per 50 m.
L4 Ampio muro con più possibilità di salita. Sosta a spit e cavi di acciaio. 3-3+. 30 m.
Discesa: tutte le soste sono attrezzate a spit per la calata.
Avvicinamento: 4 h Esposizione: W Difficoltà: WI3+ Salita: 19-1-2025
Gennaio 2025. Rientriamo da Malga Breguzzo lungo la strada che riporta a Malga Boazzo, immersi in una nevicata fitta, di quelle che ovattano tutto e restringono lo sguardo. A un certo punto, alto nel bosco, compare una macchia bianca. Troppo verticale per essere neve accumulata: deve essere una candela.
Il cambio di programma è immediato. Cambiamo l'assetto da esploratori artici: stacchiamo la pulka (la slitta da traino), abbandoniamo gli sci per infilare i ramponi. Si risale decisi una colata appoggiata su una placca di granito quasi insignificante, che si scarica in uno scolo diretto verso il lago di Malga Bissina. Dopo una decina di metri troviamo una sosta a spit: estiva o invernale? Domanda lasciata lì, sospesa.
La colonna si definisce sempre meglio man mano che saliamo, e continuiamo. Attraversiamo il torrente scavando una trincea nella neve, sotto il ghiaccio gorgoglia l'acqua viva, poi entriamo in una goulotte dove il ghiaccio va e viene, lasciando spazio a tratti a roccia marcia e poco rassicurante, qualche friend torna utile. Saranno 60–70 metri complessivi. Sostiamo alla base della colonna.
L’ultimo risalto misura una ventina di metri. Facciamo tutto in fretta, con quella sensazione tipica delle cose trovate per caso e da consumare senza troppe domande. Poi giù, in doppia, abbracciando i larici fino a tornare alla base per percorrere gli ultimi 9 km di strada prima che la neve bagnata si accumuli troppo, costringendoci a spingere con le pulke in discesa.
Non sappiamo se questa cascata sia già stata salita. Se così fosse, gli apritori possono palesarsi sotto questo blog. Nel frattempo, per semplice dovere di catalogazione e conoscenza della valle, la recensiamo come “Seconda Cascata del Sentiero”: un toponimo provvisorio, senza pretese. Non ce ne vogliano.
Avvicinamento: dalla sbarra di malga Boazzo si risale la strada per 9 km, si oltrepassa la diga di Malga Bissina e a circa metà lago (oltrepassata la prima evidente cascata del sentiero che di rado si forma completamente) si nota un flusso scendere da una placca sulla sinistra. Punto gps: 46.0614417N, 10.5198136E.
Descrizione:
L1. Risaltino divertente fino ad una sosta a spit che si oltrepassa per sostare su larice. 30 m. L2. Facile goulotte mista ghiaccio-roccia. 60-70 m. Friends. L3. Risalto finale. 20 m.
Discesa: si ritorna alla base calandosi dai larici sulla sinistra idrografica del flusso.
Il Circolo del Gelo è uno dei luoghi che, per quanto remoti e poco frequentati, sono entrati fin da subito nella bibliografia del cascatismo in Val Daone. Nella prima guida dedicata, Righetti lo colloca già con precisione nel contesto geografico e nella logica dell’avvicinamento, lasciando anche traccia di quel simpatico tono “da montagna” alla Popi Miotti, tipico delle pubblicazioni di quegli anni:
"Il circolo del Gelo è posto a monte della Val di Leno, in direzione Sud-Ovest, proprio sotto la Cima di Blumone. Per raggiungerlo percorrere tutta la Val di Leno e proseguire per il sentiero fino alla splendida piana che si apre di fronte al circolo (in inverno, con la neve, seguire il fondovalle, anche se spesso non è molto evidente, ma in fondo non siete alpinisti? Se vi dicessimo sempre tutto non sarebbe così divertente....e poi in fondo noi ci siamo sempre persi....). Sulla sinistra salendo, una volta arrivati al limitare della piana, si trova Malga Gelo (1867 m.); l’organizzazione offre: camera con doccia calda, vista stupenda sulle montagne circostanti, piatti locali, tra i quali eccellono gli scampi alla papaya e il filetto al pepe verde (per le aragoste bisogna prenotare); e poi campi da tennis, piscina, sauna e, con supplemento di prezzo....Siamo i soliti burloni, ma Malga Gelo non la cambieremmo con il miglior albergo; la pace, il silenzio, il profumo della legna che brucia nel camino sono solo alcuni dei momenti che si vivono qui.
Circolo del Gelo = tempo per respirare.
NB: il Circolo ha esposizione Nord ed una quota di circa 1900/2000 m., per cui le cascate si formano già a metà Novembre e rimangono generalmente fino ad Aprile."
A questa prima storicissima descrizione (tenete in considerazione il climate change) si affianca anni dopo, una conferma più breve ma esplicita, che mette a fuoco il valore del Circolo del Gelo come meta di riferimento. Francesco Cappellari, nello storico e più mainstream "Ghiaccio verticale", lo riassume senza giri di parole:
"Non può mancare al ghiacciatore una visita al Circolo del Gelo [....] Vale la pena, almeno una volta nella vita, raggiungerlo per l’ambiente solitario e incantevole in cui è inserito."
Insieme, queste due citazioni aiutano a capire perché il Circolo del Gelo sia rimasto, negli anni, un punto fermo nonostante l'ingaggio dell’avvicinamento spesso nella neve alta (circa 900 m D+): non solo per la qualità delle condizioni e per la sua stagionalità, ma per l’identità netta che si è costruito fin dalle prime pagine dedicate al ghiaccio in valle. E, alla luce dell’evoluzione del cascatismo “di massa”, viene quasi spontaneo aggiornare la formula di Righetti: più che "tempo per respirare", qui ora è davvero “tempo per scalare”. Un tempo e un luogo che restano lontani dalle dinamiche delle linee comode a bordo strada, quelle su cui spesso si concentrano tutte le "cordate-social", e di conseguenza, anche da parte dei rischi oggettivi che questa concentrazione inevitabilmente porta con sé.
ACCESSO
Dal parcheggio della centrale di Malga Boazzo in Val Daone si prosegue per la forestale verso sud, si oltrepassa la Regina del Lago (Cascata del Leno) e si prende il sentiero 246 che porta ripidamente a Malga Leno. Dopo la malga si prosegue nel fondovalle che, come ripete spesso Placido Corradi, ricorda un piccolo Canada, tenendosi alla verso sinistra e superando il torrente con una passerella di tronchi. Un successivo pianoro anticipa l'ultimo tratto boscoso ripido che anticipa a sinistra la bella (ma trasandata) malga Gelo (1.5 h con buona traccia altrimenti aumentare di un'ora). Sommare un'ulteriore ora, se si deve tracciare nella neve per raggiungere le cascate, prestando attenzione ai grossi ed insidiosi massi. Utili gli sci o le ciaspole in questo tratto.
LE RELAZIONI
1. Alura?! (150 m, 2+)
S. Conti, Luigi Trippa, Giorgio Carlotti, G. Iotti (19.11.1995)
Facile cascata-goulotte a sinistra del Sogno del Playboy. Discesa in corda doppia da albero e poi su abalakov. A sinistra di Alura si trova un altro flusso dalle caratteristiche simili.
2. Il Sogno del Playboy (70 m, 3)
Stefano Righetti, Andrea Beati, Giuseppe Foscili (21.11.1993)
Da malga Gelo puntare all’estrema sinistra della bastionata che delimita il circolo; si notano quattro bei flussi su placche appoggiate; questa è quella centrale, con due evidenti restringimenti nella parte mediana. Dall’uscita spostarsi a destra per una decina di metri fino ad un ancoraggio per calata; con due corde doppie si torna alla base.
3. Il Ritorno di Cavallo Selvaggio (70 m, 3+)
A destra della precedente, incassata in una stretta forra, dopo un piccolo sperone. Per scendere Salire verso sinistra fino ad un evidente spuntone, obliquare salendo ancora una trentina di metri e attraversare decisamente sempre verso sinistra fino a raggiungere l’ancoraggio di calata dell’itinerario precedente.
4. Carne Salada (80 m, 4)
A destra della precedente, quasi al centro della bastionata, presenta un tratto iniziale innevato e facile. Discesa in corda doppia lungo la via.
5. Lucente Aurora (80 m, 4)
Al centro della bastionata; è riconoscibile per un primo tiro molto ampio, mentre il successivo si insinua in una stretta goulotte, il diedro della parte alta non è sempre collegato con l'ampia parte basale. Discesa in corda doppia, da attrezzare, lungo la via.
6. Cascata di Gall (140 m, 3)
Al centro della bastionata ed è riconoscibile per essere quella di sinistra di due colate con la parte iniziale in comune per un lungo tratto. Discesa in corda doppia sulla destra.
7. La Plecia Secia (100 m, 4+)
Come la precedente; questa è la diramazione di destra. Discesa in corda doppia, da attrezzare, lungo la via.
8. Prosit (85 m, 3)
Si trova nel penultimo canalone sulla destra del circolo e sale per la stretta goulotte a sinistra. Discesa in corda doppia, da attrezzare, lungo la via.
9. Totem (75 m, 3+)
Come la precedente è la ramificazione di destra. Discesa in corda doppia, da attrezzare, lungo la via.
10. Cascate di destra
Si tratta di 3 flussi ghiacciati formati da vari risalti posti sulla destra del grande canalone. Si raggiungono tagliando sul pendio di destra fra la vegetazione evitando così la zona basale con i massi. Discesa in doppia su abalakov.
Prosit e Totem
Prosit
Alura?!
Il Sogno del Playboy a sx, a dx Il Ritorno di Cavallo Selvaggio
Zona: Marmolada Sviluppo: 400 m Esposizione: Nord Tempo: 5-6 ore Difficoltà: WI5, M5 (condizioni 12/2025) Materiale: Viti corte, chiodi, friends. Discesa: Doppie Chiodatura: alcune soste attrezzate
La goulotte, nelle condizioni di fine dicembre 2025, si presenta molto secca: mancano circa due metri di neve per raggiungere le soste classiche. Le difficoltà su roccia riportate nei vecchi report reperibili in rete vanno quindi rivalutate sul posto ed eventualmente aumentate di un grado, a causa dei risalti privi di ghiaccio, della qualità della roccia e di protezioni talvolta aleatorie. Nel giorno della nostra salita, Santi Padros ha integrato adattando la linea di calate al livello di neve attuale. Per quanto riguarda invece la colonna di ghiaccio, la difficoltà è confermata su WI5.
Accesso: dal Rifugio Fedaia risalire la pista fino ad arrivare di fronte alla goulotte. Prendere la strada di servizio dei gatti delle nevi e poi tagliare il pendio fino all'attacco. In alternativa, da Malga Ciapela, prendere un biglietto sola andata fino al primo troncone di Punta Rocca e arrivare all'attacco sciando.
Discesa: in doppie lungo la via. Poi sulla pista da sci fino al punto di partenza.
Difficoltà: 3+ Esposizione: N Pendenza: 75°/80° Discesa: corda doppia
Questa cascata si distingue per la sua notevole ampiezza, offrendo diverse linee di salita parallele. Solitamente si presenta in ottime condizioni, con abbondanza di ghiaccio. La via qui descritta è la più lunga che si sviluppa sul lato sinistro del grande roccione centrale, terminando sotto un pronunciato strapiombo. Vista la sua inclinazione moderata, è sconsigliabile dopo intense nevicate, poiché potrebbe risultare completamente sommersa. Attenzione in caso di marcato pericolo valanghe specialmente in zona Superbowl, la prima che si trova lungo il sentiero di salita.
Oltre questa linea principale, nella parte più a sinistra vicino alla forra, si trovano altre due formazioni: la Goulotte di Sinistra, un canale ghiacciato ben definito, e la Cascata dei Tetti, caratterizzata da un imponente candelone dal grande impatto estetico.
Accesso:
Partire dall’ex Albergo Cristallo, lungo la strada che da Auronzo di Cadore sale in Val d'Ansiei fino a Misurina. Seguire il sentiero n. 217 diretto al Rifugio Vandelli, inizialmente su una comoda stradina che poi diventa un sentiero più stretto, con lunghi tratti pianeggianti seguiti da una leggera salita che introduce nella Val Sorapiss.
Dopo circa 40-45 minuti, si esce dal bosco e ci si affaccia su un’ampia zona aperta soggetta a valanghe. Qui, in alto a destra, è ben visibile la colata ghiacciata della cascata Superbowl. Proseguendo lungo il sentiero per altri 10 minuti, si supera una dorsale poco pronunciata, dopodiché sulla destra appare Trastulliollà, facilmente raggiungibile percorrendo un breve pendio nevoso.
Descrizione: L1 60 m a 70-75°, sosta su spit e golfaro sul lato sinistro del roccione affiorante. L2. 40 m, 75°. Muretto e poi a prendere un goulotte verso destra. Sosta su ghiaccio sotto allo strapiombo.
Discesa: con 2 doppie, la prima da Abalakov (40 m) e la seconda su roccia (60 m)
Il gruppo del Lagorai, oltre ad offrire ottima roccia da scalare, presenta una miriade di piccole cascate di ghiaccio sparse per tutto il gruppo e poco frequentate. Queste due che vi presentiamo sono sicuramente le più famose e ripetute. Situate a 3/4 d'ora da Trento, si trovano proprio alla partenza degli itinerari scialpinistici che si sviluppano nella zona del Rifugio Sette Selle. È quindi relativamente facile verificarne la formazione tramite il passaparola. Nonostante ciò, vista la loro brevità, non soffrono del sovraffollamento di altri spot più blasonati. Sono ideali per didattica e principianti.
CASCATA DELLA MINIERA Dislivello: 30 m Difficoltà: 3 Esposizione: W Pendenza: 70°/80° Discesa: corda doppia
Da Palù del Fersina (TN) si parcheggia in località Frotten, biglietto giornaliero 6€. Seguire le indicazioni per la Miniera del Lago Endermolo. Arrivati al piccolo museo sarete in vista della cascata, posta esattamente nell aparte posteriore dello stesso. 20 minuti.
Arrivati alla prima sosta sembra che si possa proseguire a piedi per un tratto fino a raggiungere un secondo ed ultimo risalto (soluzione non verificata).
La cascata
CASCATA DEL TORRENTE LANER Dislivello: 50 m Difficoltà: 3 Esposizione: W Pendenza: 70°/80° Discesa: Doppia da albero
Da Palù del Fersina (TN) si parcheggia in località Frotten, biglietto giornaliero 6€. Seguire le indicazioni per la Miniera del Lago Endermolo. Dopo 15 minuti di cammino nei pressi di un ponticello sul Laner noterete la cascata sulla sinistra.
A sinistra dell'attacco si può salire anche il ramo sinistro del torrente, dopo un primo tiro di 30 m su cavolfiori dovrebbero esserci degli altri risalti (non trovati in formati). Per scendere attraversare verso destra fino al larice di discesa comune per la cascata principale.
"La Val di Leno è sinonimo di fatica per chiunque desideri raggiungerla. Il sentiero si inerpica attraverso un ripidissimo bosco situato a sinistra di una delle più belle e famose cascate della valle del Chiese, la "Regina del Lago". Questo percorso non concede un attimo di respiro. Il paesaggio scuro e ombroso conferisce all'ambiente un aspetto inquietante, quasi repulsivo. Tuttavia, come dopo un temporale torna il sereno, anche in questo caso, superato il salto iniziale della "Regina del Lago", si entra in una valle quasi piana e molto più silenziosa. Qui, cristalli di purezza e silenzio dominano il paesaggio, creando un'atmosfera di pace e tranquillità."
Così scrivono gli autori dell'omonima prima guida (1994) sulle Cascate di Ghiaccio della Val Daone, Righetti e Aimi, che hanno esplorato con passione e determinazione ogni angolo di questa valle straordinaria. Sono stati loro, i primi, a raccontarne la bellezza selvaggia, i percorsi glaciali ardui e l'incanto nascosto che attende solo chi ha il coraggio di spingersi oltre la prima ora di avvicinamento. Le loro parole trasmettono il rispetto e l'ammirazione per una natura che non si lascia conquistare facilmente, ma che, una volta raggiunta, sa ricompensare con momenti indimenticabili.
Per il gusto del piacere della conoscenza che contraddistingue chi scrive su queste pagine digitali ci sentiamo in dovere di far conoscere questo angolo poco frequentato e fuori dai circuiti delle "solite cascate" della Val Daone.
Malga Leno
Accesso Generale
Dal parcheggio della Centrale della diga di Malga Boazzo si percorre la stradina che passa sotto la cascata Regina del Lago (Cascata del Leno per i local) e costeggia il lago sul suo lato destro idrografico. Poco dopo, la si abbandona per prendere il largo sentiero che sale ripido nel bosco fino alla sommità della cascata stessa. Successivamente, il percorso diventa più dolce nella bellissima valle che conduce alla Malga Leno. Le varie cascate sono ora ben visibili proprio di fronte, se non coperte dal manto nevoso.
Le cascate ricoperte da una recente nevicata
Le relazioni
Riportiamo ora le relazioni originali dei primi salitori come presenti sulla guida "Val Daone". Unica nota di aggiornamento da aggiungere è che negli anni sono stati aggiunti i fix alle soste dove possibile, per consentire il rientro a doppie ed evitare il giro per ripido bosco innevato, che ha creato problemi a varie cordate negli anni. Negli anni 90 era convenzione salirle nel mese di novembre ma con l'andamento climatico dell'ultimo decennio si trovano formate analogamente alle altre cugine di fondovalle o forse poco prima, ma con il problema aggiunto rispetto al passato di trovarle già sommerse dalle prime copiose nevicate. Si sconsiglia di intraprendere quindi le salite con troppa neve in quanto risulta difficoltoso identificarne il percorso e, specialmente le centrali, sono a notevole rischio valanghe. Di recente è stato ricostruito il ponte che attraversa il torrente Rondo poco prima della malga e i parapetto del sentiero in corrispondenza del salto della Regina del Lago sono stati ricostruiti con l'aggiunta di catene corrimano.
01 Proxima Centauri
Dislivello: 170 m
Difficoltà: II/3
Esposizione: Nord
Pendenza: 70°/80°
Accesso: Di fronte alla Malga Leno, sulla sinistra di chi sale, si trova un gruppo di cascate. Questa è la prima a sinistra, caratterizzata da un facile canale iniziale e da uno sperone roccioso che la divide dalla successiva.
Discesa: Ci sono due possibilità:
Dall'uscita, salire leggermente verso sinistra fino a un sentierino in costante discesa da percorrere sempre verso sinistra fino al sentiero principale.
Traversare a destra per circa 100 m fino allo sperone e scendere per esso (fare attenzione!) fino a un grosso albero con cordone e anello; con una corda doppia di 20 m si arriva alla base delle cascate.
02 Lambada
Dislivello: 150 m
Difficoltà: II/2
Esposizione: Nord
Pendenza: 50°/70°
Accesso: Come la precedente, a destra dello sperone che le divide; la via percorre un canale piuttosto stretto in alcuni punti.
Discesa: Vedere la precedente.
03 Walzer della candela
Dislivello: 150 m
Difficoltà: II/3
Esposizione: Nord
Pendenza: 65° con il primo tratto a 85°
Accesso: Come la n. 1; è la terza a destra ed è riconoscibile per la bella candelina cilindrica alta qualche metro, posta alla base.
Discesa: Vedere la n. 1.
04 Calypso
Dislivello: 160 m
Difficoltà: II/2+
Esposizione: Nord
Pendenza: 65° con brevi tratti a 75°
Accesso: Come la n. 1; è la penultima a destra del gruppo e si unisce alla n. 3 formando una bella placca larga parecchie decine di metri.
Discesa:
A) Vedere la n. 1.
B) Traversare a destra superando l'uscita della n. 5 e scendere nel bosco; con l'aiuto di alcune corde doppie si torna alla base.
05 Proxima Cygni
Dislivello: 170 m
Difficoltà: II/2
Esposizione: Nord
Pendenza: 60° con brevi tratti a 70°
Accesso: Come la n. 1; è l'ultima a destra del gruppo e si riconosce per il suo andamento sinuoso, prima verso destra e poi, dopo una strozzatura del canale in cui scorre, verso sinistra.
Discesa: A) Vedere la n. 1. B) Vedere la n. 4.
06 Il salto del papà
Anche se non propriamente facente parte di questo gruppo di cascate viene sovente citata perchè quasi di fronte alle stesse..
Dislivello: 80 m
Difficoltà: II/3
Esposizione: Sud-Est
Pendenza: 75° con un breve tratto a 90°
Accesso: Sulla destra della valle (salendo) puntando alla presa ENEL, ben visibile molto in alto nella parete, il sentiero passa sotto la cascata.
Discesa: Scendere a sinistra nel bosco fino alla base.
L2 di Proxima Cygni
Valzer della Candela
Attraversamento del Torrente
Le cascate in condizioni secche (foto credits Facebook)
Zona: Val di Fumo Sviluppo: 95 m Avvicinamento: 4-5 h Esposizione: W Difficoltà: WI3+ Materiale: NDA
Salitori: Manuel Leorato, Daniele Ceron, Christian Confente
Salita: 28-1-2024
Divertente e facile colata ad Y di 3 lunghezze, posta di
fronte a Malga Breguzzo ma nascosta alla vista da una quinta rocciosa. Non sono state rinvenute tracce di precedenti passaggi, soprattutto per le calate dagli alberi
sommitali. La cascata proseguirebbe per una bella goulotte.. pena un altro non
breve trasferimento in neve profonda. Attenzione, tutta la zona va affrontata
con condizioni del manto stabile, pericolo ed evidenti tracce di valanghe.
Avvicinamento: dalla sbarra di malga Boazzo sono 10 km per raggiungere malga Breguzzo, prima per strada e poi per il sentiero che costeggia al lago, calcolare 4-5 ore. Arrivati alla Malga attraversare il ponte e puntare all’evidente canalone attraversando un piccolo laghetto ghiacciato. Depositare sci e materiale e battere traccia fino alla goulotte di attacco posta 70 metri sopra.
Descrizione:
L1. Facile goulotte. Sosta su ghiaccio. 25 m WI3
L2. Facili balze ghiacciate. Sosta su albero sulla destra. 40 m WI3
L3. Breve ma bel candelino per poi uscire in roccia sulla sinistra. Sosta su piccolo larice attrezzato. 30 m WI3+.
Discesa: attraversare a sinistra fino ad un grosso larice
attrezzato. Da qui con 2 doppie, la prima di 50 metri, la seconda di 20 m da
abalakov fino all’attacco. Si prosegue poi per traccia a ritroso fino alla base
del canale.