lunedì 21 settembre 2026

Ago del Mago o Guglia del Diavolo, Via Normale (20 m, III anni '30)

Zona: Vajo dei Formigari
Sviluppo: circa 20 m
Esposizione: E
Difficoltà: III storico
Materiale: 1 cordino, 1 friend rosso, chiodi&martello
Discesa: in corda doppia o moulinette.


L'Ago del Mago, conosciuto anche come Guglia del Diavolo, è una piccola ma singolare lama rocciosa nascosta sulle pendici del Cornetto, nella zona del Vajo dei Formigari, poco distante da Campogrosso. Le dimensioni sono modeste, l'ambiente ha invece tutto il carattere delle Piccole Dolomiti: mughi, canaloni, terreno ripido e una guglia che compare soltanto quando ci si porta nel punto giusto.
Bepi Magrin la inserì tra le guglie più singolari delle Piccole Dolomiti e del Pasubio, sottolineandone la posizione appartata e la forma slanciata. Anche la storia alpinistica merita attenzione: le fonti storiche indicano Raffaele Dalle Nogare in solitaria il 10 maggio 1931 per la Via Normale, valutata III, e Pojer-Dalle Nogare il 17 aprile 1935 per lo Spigolo Est, opposto alla normale, con difficoltà di III e un passaggio di IV.

Accesso: si può partire da Campogrosso oppure da Malga Cornetto, con avvicinamenti indicativamente equivalenti. Da Campogrosso si risparmia probabilmente qualche metro di dislivello e le indicazioni con i nomi dei vaj risultano più facilmente leggibili durante la salita.
Raggiungere in ogni caso il sentiero Peruffo e imboccare il Vajo dei Formigari. Risalirlo fino alla quota dell'attacco dello Spigolo Elisa, quindi continuare ancora per alcune decine di metri costeggiando la parete.
Abbandonare il fondo del vajo e salire diagonalmente verso sinistra, attraversandolo in direzione della parete rocciosa. Una traccia sottile conduce a una breve cengetta esposta che permette di aggirare la struttura. Sul lato opposto occorre perdere quota disarrampicando alcune roccette friabili tra i mughi.
Raggiunta la base, continuare per traccia verso un piccolo gruppo di faggi. Dove il terreno diventa più aperto, risalire direttamente il pendio, sempre ripido, puntando a un abete posto sulla selletta dietro la guglia. Il tratto compreso tra il Vajo dei Formigari e la selletta richiede attenzione: sono presenti terreno ripido, mughi, roccette instabili e una breve cengia esposta.

Descrizione:
Dalla selletta salire direttamente la placca. Nella prima parte è possibile integrare con un friend rosso; più in alto si incontra uno spuntone poco pronunciato utilizzabile con un cordino. Proseguire fino alla zona dove la parete diventa più aggettante. Qui si trova un chiodo rosso poco visibile e compaiono buone prese che permettono di superare il tratto più strapiombante e raggiungere la sommità. In cima è presente un cordino con anello utilizzato per la calata. Circa 20 m, III "storico".

Discesa: dalla sommità effettuare una calata in corda doppia utilizzando l'ancoraggio presente. Poi scendere direttamente lungo il faggeto (ometti) fino ad una placca rocciosa ripida, qui con una corda fissa si supera il risalto e scendendo in breve si raggiunge il sentiero Peruffo nel punto dove ci sono le scalette in discesa. Questa può essere una variante dell'avvicinamento (solo 150 m lineari) ma è sconsigliabile in caso di terreno umido.

Relazione storica LAV del 1955

Risalendo il Vajo formigari

La guglia compare volgendosi ad ovest




Suggestiva la vista dallo Spigolo Elisa, allo Spigolo delle Clessidre e i Denti del Diavolo. 




martedì 8 settembre 2026

Monte Turgiòn, Spigolo della Cascata (105 m, 5a)

Zona: Val Vanoi
Sviluppo: 105 m
Esposizione: S
Tempo: 1 h 30 min
Difficoltà: 5a
Materiale: 10 rinvii
Discesa: in doppia


Breve via sportiva sulla Parete della Salina del Monte Turgiòn aperta nel 2016 dal local Fabrizio Rattin, poco sopra Canal San Bovo sul margine destro della lunga fascia rocciosa in corrispondenza della cascata dove ora corre la ferrata della Val di Scala, inaugurata nel 2018. Cinque lunghezze ben attrezzate, con difficoltà concentrate soprattutto nella partenza del secondo tiro; più in alto lo spigolo diventa progressivamente semplice. Roccia solida, fix ben posizionati e soste attrezzate con doppio anello. Possibilità di effettuare la salita in stile greenpoint / trad. 

In via, oltre che sull'avvicinamento dalla Salina vi è molta vegetazione rigogliosa, con una piccola forbice potreste fare cosa gradita ai ripetitori dopo di voi.

Accesso: da Canal San Bovo proseguire in direzione Caoria. Circa 1,5 km oltre il paese, poco prima dell'inizio della struttura paramassi, parcheggiare nel piccolo slargo sulla destra. Imboccare il sentiero diretto alla falesia La salina e mantenere la destra ai primi due bivi. Superare interamente la base della falesia. Continuare senza seguire l'indicazione per la via "Vorrei Baciarla" e la traccia per la via Panoramica (lo spigolo parallelo di sinistra alla nostra). Poco prima che il sentiero scenda nel greto del fiume (cascata), lasciare il percorso principale e risalire la traccia verso il pilastro. Raggiunta la parete, traversare brevemente verso destra lungo una cengia stretta fino a una pianta con cordone; targa bianca senza scritta alla base sulla destra dei fix della recente via Sharon. 20 min circa. In alternativa è possibile, per evitare il sentiero sovente inerbato, risalire la ferrata e, prima della grande cascata, seguire il sentiero verso lo spigolo.

Descrizione:
L1 - Risalire il facile canale con erba spostandosi verso destra; raggiunto il margine roccioso, prendere lo spigolo e continuare fino alla sosta su due fix con anelli. 8 fix. (20 m, 3c)
L2 - Dalla sosta portarsi sul lato destro e affrontare il breve tratto più impegnativo della via. Proseguire sullo spigolo, poi rientrare verso sinistra fino al terrazzo di sosta. 7 fix. (20 m, 5a)
L3 - Superare il muro immediatamente a sinistra della sosta e continuare su terreno più facile fino alla catena. 7 fix. (15 m, 4c)
L4 - Partire verso destra, raggiungere una lama e seguirne l'andamento riportandosi progressivamente a sinistra. Sosta attrezzata poco oltre. 7 fix. (25 m, 4c)
L5 - Continuare lungo la parte alta dello spigolo su difficoltà contenute fino all'ultima sosta. 5 fix. (25 m, 4a)

Discesa: effettuare 2 brevi doppie lungo l'itinerario fino alla S3. Da qui una calata di circa 50 m scende direttamente verso il canale alla base della parete; è presente una sosta intermedia che permette di dividere la calata. Raggiunto l'attacco, ripercorrere il sentiero di avvicinamento fino al parcheggio. Circa 50 min complessivi: 30 min per le doppie e 20 min per il rientro a piedi.


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venerdì 4 settembre 2026

Malga Cornetto, La Vigliacca (180 m, V+)

Zona: Vajo Tricorno 
Sviluppo: 180 m (5 tiri)
Esposizione: NE
Difficoltà: V+ max, IV+ obb.
Proteggibilità: R2
Tempo: 2 h
Materiale: NDA, cordini, friend m.p.


Aperta da M. Stefani il 27 giugno 2021, la via sale la torre occidentale del Vajo Tricorno, la struttura più estetica e ben visibile dal parcheggio tra quelle della fascia bassa. La prima linea tracciata su questa parete è stata la Gresele (sulla sinistra della fessura), seguita nel 2014 dalla Via dei Serenissimi, che ne risale la nascosta parete ovest passando dal grande camino di destra, e infine da La rosa di Elisa (De Rossi, Canova, 2021) lungo la costola est.
La Vigliacca offre un'arrampicata sorprendente per la qualità del calcare: una roccia grigia, compattissima e straordinariamente lavorata che a tratti ricorda le placche scolpite delle Pale di San Martino, regalandoci senz'altro una delle migliori porzioni di roccia di tutto il Sengio Alto. Lo stile di chiodatura è squisitamente dolomitico: in via sono presenti soltanto alcune clessidre cordonate ad indicare la linea, rendendo indispensabile sapersi autoproteggere adeguatamente sfruttando i numerosi buchi e clessidre della parete.
Le soste sono tutte attrezzate e, sul passo chiave in traversata, il famoso "passo del vigliacco", una provvidenziale clessidra offre la possibilità di azzerare se necessario. Un vero gioiello a due passi dalla macchina, perfetto quando si ha poco tempo o con il meteo incerto.

Avvicinamento
Parcheggiato nello spiazzo dopo Malga Cornetto, attraversare la strada e imboccare il sentiero per la Falesia Montagna Viva risalendo i prati fino al limite del faggeto. Al primo bivio prendere la traccia verso destra (ometti) che conduce alla base della parete. L'attacco si trova in corrispondenza di un cordone blu alla base di uno spigolo, poco sotto un grande camino (10 min). E' anche possibile attraversare verso destra alla base della parete dall'attacco della via La Rosa di Elisa.

Relazione
L1: Salire lo spigoletto fino ad una placca rossastra (chiodo). Da qui si prende una bella lama verso sinistra fin che non si verticalizza, da qui con una traversata con buon allungo si raggiunge la cengia dove si sosta su grande clessidra. 
(30 m, V+)
L2 : Si rimonta verso destra una placca molto lavorata fino ad un altra cengia dove si sosta su spuntone. 
(20 m, IV)
L3 : Si prosegue su un divertente spigoletto che si butta su una placca. Poi facilmente si raggira il grosso masso sulla destra sostando su clessidra. 
(25 m, III+)
L4 : In leggera discesa si salta in spigolo e si prosegue in verticale su delle zanche esagerate. Sosta su 2 clessidre. 
(20 m, IV+)
L5 : 2 metri a sinistra e si rimonta un piccolo caminetto poi ancora in verticale su roccia scolpita fino ad una cengia, ultima breve paretina fessurata e si sosta su fix in vetta 
(25 m, IV).

Discesa
Si effettua una doppia di 25 m verso est nel canale dalla sosta su 2 fix. Da qui seguendo gli ometti si risale brevemente per poi scendere subito nel Vajo Tricorno che va seguito fino al termine nel faggeto dove in breve ai prati e al parcheggio. (20 min)

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giovedì 3 settembre 2026

Guglia Negrin, Spigolo Lia (125 m, IV+, IV obb.)

Zona: Gruppo del Fumante
Sviluppo: 125 m, 5L
Esposizione: NW
Tempo: 2 h
Difficoltà: IV+
Materiale: NDA, cordini, friend m.p.
Discesa: in doppia 

Aperta in solitaria il 19 ottobre 2002 dal compianto Franco Spanevello, la via supera con linea logica lo spigolo situato subito a destra del canale di discesa della Guglia Gei. Chiodata nel suo stile inconfondibile, con fix dipinti di bianco e siliconati più golfari alle soste, presenta le prime tre lunghezze riattrezzate recentemente a fix inox. La qualità della roccia è complessivamente discreta e richiede attenzione nella scelta dei passaggi più solidi; nei punti chiave, tuttavia, le frequenti ripetizioni hanno ripulito per bene il percorso. I tiri più meritevoli sono senz'altro il primo, il terzo e l'ultimo. Ad eccezione della prima sosta, abbiamo preferito non concatenare le lunghezze per mantenere il contatto visivo, per questo le lunghezze sono 5 anzichè le 3 proposte dalla relazione seguita di Piccole Dolomiti Sport.

Avvicinamento
Dal Rifugio Campogrosso si imbocca il sentiero N°157 per Bocchetta Fondi. Arrivati sulla verticale delle guglie del Fumante prendere il sentiero n°195 risalendo fino alla base della parete della Guglia Gei. Si attraversa una galleria di guerra in discesa per sbucare sul Giaron della Scala. Si risale per 50 m il ghiaione fino alla grande spaccatura che divide la guglia GEI dalla Negrin. Scritta rossa ormai sbiadita con 2 golfari alla base dello spigolo di destra. (35-40 min).

Relazione
L1: Salire il pilastrino seguendo gli spit e poi traversare a destra aggirando lo spigolo. Proseguire in verticale superando una sosta intermedia (spit con anelli) e sostare poco oltre su 2 spit sotto ad una placca. 
(30 m, IV)
L2: Dalla sosta spostarsi a destra (clessidra cordonata), poi salire in verticale e rientrare a sinistra sullo spigolo. Continuare dritto fino alla sosta su due golfari. (20 m, 
IV)
L3: Salire a sinistra e  affrontare il passo chiave (IV+, 3 spit ravvicinati). Seguire lo spigolo fin dove si abbatte su cresta detritica (Attenzione). Sosta su due spit con anello (libro di via). (20 m, IV+)
L4: Seguire la cresta su terreno facile ma molto delicato (II), restando a sinistra del filo di cresta (clessidra), attraversare quindi un canale verso sinistra (ometto), fino alla base di una paretina sopra della quale si trova la sosta su 2 golfari su ampia cengia. (20 m II)
L5: Salire in verticale in direzione di 2 clessidre cordonate e proseguire dritti passando a destra di un pilastro che forma un diedro, fino alla sosta di vetta su spuntone. (30 m, IV, III)

Discesa
Calata da 35 m direzione  Guglia Gei fino alla forcella. Scendere a piedi con attenzione una decina di metri nel canale, fino alla sosta su golfari e maglia rapida. Seconda calata da 60 m fino alla base. E' anche possibile calarsi in diagonale in direzione guglia Piccola con una doppia da 40 m e scendere così per il ghiaione alla base della guglia Schio e di qui all'attacco in discesa.


L1

L2

attraversata delicata

L5