Invernale al diedro delle nebbie a Rocca Pendice, temperatura ferma a 1°C tutto il giorno, sentieri ghiacciatissimi in avvicinamento e discesa, arrampicata piacevole al sole, solo il primo tiro con sosta sotto la doccia.
venerdì 9 gennaio 2015
Vajo delle frane
Zona: Rifugio Campogrosso
Sviluppo: 400 m
Esposizione: N
Tempo: 2-3 h
Difficoltà: AD
Discesa: a piedi
Materiale: dotazione invernale
Giornata freddissima con vento forte, avvicinamento con apertura traccia su neve fresca. Neve profonda nel vajo e solo a tratti ghiacciata, tutti i risalti scoperti, unico tiro finale in traverso esposto sopra il vajo Dal Cengio, sosta e chiodo di passaggio presenti. Discesa da cresta verso est e poi per il Giaron della Scala.
lunedì 22 dicembre 2014
Tessari, "Ali di farfalla" e "Lacrime di Madonna"
Due nuove vie plaisir in un nuovo settore dei Tessari (Valdadige).
Simpatici persorsi di 4 tiri da 30 m ciascuno su roccia divertente e molto lavorata nella parte superiore, chiodatura mista spit e tradizionale, utile qualche friend. La vegetazione non disturba l'arrampicata, rientro possibile in doppia o a piedi.
La parete Rigata è quel contrafforte che si erge esattamente tra il famoso Trapezio e la storica falesia della Grattugia.
Per l'avvicinamento seguire il sentiero che inizia alla fine del vigneto lato canale di fronte all'abitato di Tessari (strada sterrata che parte dal cavalcavia in direzione nord). Seguire la traccia nel bosco fino ad un ghiaione, da li in salita seguendo i bolli rossi si giunge nei pressi degli attacchi delle vie.
Simpatici persorsi di 4 tiri da 30 m ciascuno su roccia divertente e molto lavorata nella parte superiore, chiodatura mista spit e tradizionale, utile qualche friend. La vegetazione non disturba l'arrampicata, rientro possibile in doppia o a piedi.
La parete Rigata è quel contrafforte che si erge esattamente tra il famoso Trapezio e la storica falesia della Grattugia.
Per l'avvicinamento seguire il sentiero che inizia alla fine del vigneto lato canale di fronte all'abitato di Tessari (strada sterrata che parte dal cavalcavia in direzione nord). Seguire la traccia nel bosco fino ad un ghiaione, da li in salita seguendo i bolli rossi si giunge nei pressi degli attacchi delle vie.
![]() |
| Accesso parete rigata |
Vajo Sud-Est del Plische
Prima
uscita “vajistica” della stagione, in forcella e nel vajo neve fino a 30 cm a
tratti portante, in uscita spiccozzate su terra e mughe. Vajo facile di riscaldamento in attesa delle vere nevicate.
Giglio Rosso, Lasta del Motto, Pasubio
Zona: Pasubio
Sviluppo: 11 lunghezze
Esposizione: S-O
Difficoltà: VI
Chiodatura: Spit
Materiale: 15 rinvii, cordini
Discesa: Doppie
Tempo: 7 h
Partecipanti: io, Matteo
Via fresca dell’anno 2013, attitudine sportiva in ambiente decisamente alpinistico, diventerà presto una classica. Come gli apritori siano riusciti a scovare le splendide placche della Lasta del Motto rimane un mistero, tanto isolato e di difficile accesso sopra il Soglio delle Sgralaite a loro tutti i nostri complimenti. L’accesso è molto comodo da Ponte Verde, poi per strada sterrata e poi per traccia ripida nel bosco. La via si divide in tre parti. La base (Soglio delle Sgralaite): 1° tiro molto bello e compatto, 2°-3° e 4° detrito e lame che “cantano” vuote in prossimità dei tetti gialli, non vorrei trovarmi li quando un grosso “menhir” apparentemente appoggiato si staccherà…spero questo inverno. Parte centrale, il cengione..da sotto non sembra ma è veramente un prato appoggiato, noi ci siamo slegati per guadagnare tempo sulle cordate che ci seguivano per evitare bersagliamenti di sassi.
Terza
parte: le placche della Lasta del Motto. Attaccare a destra della nicchia gialla, iniziano appoggiare e via via tendono quasi al verticale con un paio di strapiombini ammanigliati, roccia spaziale. Arrivati al libro di via, scavalcato il masso si trova la prima sosta per le doppie dal vaio nella parte opposta della Lasta.
Discesa.
Sebbene tutte le soste siano attrezzate con anello di calata per il rientro dalla via, noi sconsigliamo questa opzione per il pericolo di bersagliare gente sotto. La discesa per il Vajo del Motto se fatta in un periodo asciutto non è poi così terrificante, 6 doppie da 60 mt, tutti gli anelli sono facilmente individuabili tranne quello dell'ultima doppia in cui bisogna scendere una cinquantina di metri a piedi. Rientro per ghiaione comodamente fino alla stradina sterrata.
martedì 4 novembre 2014
Via Dallago, Gusela del Nuvolau
Zona: Passo Giau
Sviluppo: 8 lunghezze
Esposizione: S-O
Difficoltà: IV-V
Chiodatura: Qualche chiodo di passaggio
Materiale: 10 rinvii, friend, cordini
Discesa: traccia e via ferrata
Tempo: 5 h
Partecipanti: io, Damiano, Andrea, Enrico
Quel
che pare un monolite da Passo Giau simbolo stesso del passo, a mio avviso il più
bello delle Dolomiti, già dalla prima volta che ne vidi la foto le parole che
sussurrai nella mia mente furono: “Lo voglio salire”. E così, una volta tanto, è
stato.
La via più easy, il facile nel difficile, in base all’etica alpinistica è la Dallago, data come “scarsamente ripetuta” sul volume Quartogrado, di non propriamente facile intuizione, tant’è che in due cordate abbiamo scelto entrambe varianti “fantasia” per superare il secondo tiro di corda.
L’accesso è paragonabile all’A4 Milano-Venezia o alla “grande muraglia”, dritta come una schioppettata, gradinata, in leggera salita e piena di turisti, lasciato questo sentiero panoramico, si aggirano un po’ di macigni ed in vista di un ghiaione si risale lo zoccolo fino a trovare “il primo chiodo” alla base della parete vera e propria.
La via più easy, il facile nel difficile, in base all’etica alpinistica è la Dallago, data come “scarsamente ripetuta” sul volume Quartogrado, di non propriamente facile intuizione, tant’è che in due cordate abbiamo scelto entrambe varianti “fantasia” per superare il secondo tiro di corda.
L’accesso è paragonabile all’A4 Milano-Venezia o alla “grande muraglia”, dritta come una schioppettata, gradinata, in leggera salita e piena di turisti, lasciato questo sentiero panoramico, si aggirano un po’ di macigni ed in vista di un ghiaione si risale lo zoccolo fino a trovare “il primo chiodo” alla base della parete vera e propria.
La via si può dividere
in due parti, la prima grande muraglia verticale, aerea e lavorata intervallata
da un grande cengione che, superato, due ultimi facili tiri ci depositano direttamente in vetta.
Dalla
madonnina di vetta per rocciosi e desolanti pendii si sende dal lato opposto raggiungento
l’arroccato Rifugio Nuvolau (tratto in salita con cavo) oppure tenendo la
destra scendendo direttamente al passo Giau per la ferrata Ra Gusela.
martedì 9 settembre 2014
Falesia dei Bergamini
Ottimo ripiego quando in Piccole Dolomiti piove... Valdagno, Via dal Lago Dottore Domenico 24...A bordo strada... pure su Streetview.
Purtroppo non ho avuto modo di recuperare l'elenco dei singoli tiri con i gradi, bisogna fare ad occhio..
![]() |
| Vista Sengio Alto |
Iscriviti a:
Post (Atom)





+






