Zona: Vajo dei Formigari
Sviluppo: circa 20 m
Esposizione: E
Difficoltà: III storico
Materiale: 1 cordino, 1 friend rosso, chiodi&martello
Discesa: in corda doppia o moulinette.
L'Ago del Mago, conosciuto anche come Guglia del Diavolo, è una piccola ma singolare lama rocciosa nascosta sulle pendici del Cornetto, nella zona del Vajo dei Formigari, poco distante da Campogrosso. Le dimensioni sono modeste, l'ambiente ha invece tutto il carattere delle Piccole Dolomiti: mughi, canaloni, terreno ripido e una guglia che compare soltanto quando ci si porta nel punto giusto.
Bepi Magrin la inserì tra le guglie più singolari delle Piccole Dolomiti e del Pasubio, sottolineandone la posizione appartata e la forma slanciata. Anche la storia alpinistica merita attenzione: le fonti storiche indicano Raffaele Dalle Nogare in solitaria il 10 maggio 1931 per la Via Normale, valutata III, e Pojer-Dalle Nogare il 17 aprile 1935 per lo Spigolo Est, con difficoltà di III e un passaggio di IV.
Accesso: si può partire da Campogrosso oppure da Malga Cornetto, con avvicinamenti indicativamente equivalenti. Da Campogrosso si risparmia probabilmente qualche metro di dislivello e le indicazioni con i nomi dei vaj risultano più facilmente leggibili durante la salita.
Raggiungere in ogni caso il sentiero Peruffo e imboccare il Vajo dei Formigari. Risalirlo fino alla quota dell'attacco dello Spigolo Elisa, quindi continuare ancora per alcune decine di metri costeggiando la parete.
Abbandonare il fondo del vajo e salire diagonalmente verso sinistra, attraversandolo in direzione della parete rocciosa. Una traccia sottile conduce a una breve cengetta esposta che permette di aggirare la struttura. Sul lato opposto occorre perdere quota disarrampicando alcune roccette friabili tra i mughi.
Raggiunta la base, continuare per traccia verso un piccolo gruppo di faggi. Dove il terreno diventa più aperto, risalire direttamente il pendio, sempre ripido, puntando a un abete posto sulla selletta dietro la guglia. Il tratto compreso tra il Vajo dei Formigari e la selletta richiede attenzione: sono presenti terreno ripido, mughi, roccette instabili e una breve cengia esposta.
Descrizione:
Dalla selletta salire direttamente la placca. Nella prima parte è possibile integrare con un friend rosso; più in alto si incontra uno spuntone poco pronunciato utilizzabile con un cordino. Proseguire fino alla zona dove la parete diventa più aggettante. Qui si trova un chiodo rosso poco visibile e compaiono buone prese che permettono di superare il tratto più strapiombante e raggiungere la sommità. In cima è presente un cordino con anello utilizzato per la calata. Circa 20 m, III "storico".
Discesa: dalla sommità effettuare una calata in corda doppia utilizzando l'ancoraggio presente. Poi scendere direttamente lungo il faggeto (ometti) fino ad una placca rocciosa ripida, qui con una corda fissa si supera il risalto e scendendo in breve si raggiunge il sentiero Peruffo nel punto dove ci sono le scalette in discesa. Questa può essere una variante della salita (150 m lineari) ma è sconsigliabile in caso di terreno umido.







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