mercoledì 8 luglio 2015

Pilastro Dalai Lama, Via Aum

Zona: Malga Cornetto
Sviluppo: 5 lunghezze
Esposizione: S-O
Difficoltà: V+
Chiodatura: Presente
Materiale: 9 rinvii, cordini
Discesa: Doppie
Tempo: 1,5 h
Partecipanti: io, Simone, Erica

Un ottima via a pochi minuti da Malga Cornetto (Valli del Pasubio), la roccia su tutto il percorso è incredibilmente buona e lavorata per la zona il tiro chiave su strapiombetto è molto ben ammanigliato. La via sale parallelamente alla più conosciuta Kora, ma mentre questa cerca i punti di maggior sviluppo, Aum sale la linea più logica del Pilastro Dalai Lama, toponimo proposto dall'instancabile e fortissimo alpinista e apritore veronese Mario Brighente e autore stesso della via. 
Per prolungare l'ascensione, scesi in doppia nel vajo colpito dalla recente frana che ha schivato fortunatamente malga Cornetto, si può proseguire, sempre seguendo i bolli rossi e salire altri due pinnacoli in ambiente sempre più isolato, questo concatenamento è cosidetto "Cavalcata tra i Camosci".



Simone alla prima sosta

Terza sosta
Relazione per gentile concessione di M. Brighente





lunedì 6 luglio 2015

Il pilastro del Lago Secco

In Val Revolto, nel bel mezzo del "Lago Secco", quello vero, da non confondersi con l'opera di imbrigliamento realizzata dalla forestale, a monte del ponte sul "Pach" (torrente) a nord di Giazza, troviamo uno splendido monolite, perfettamente squadrato. Lo osserviamo ergersi in piedi nel bel mezzo di una radura tra i larici, quando scendiamo dal Rifugio Revolto per raggiungere l'alpe di Campobrun attraverso il sentiero che sale costeggiando la stretta forra dell'Enghetal, chissà quali forze della natura l'hanno condotto fin li proprio in quella bizzarra posizione, forse si tratta proprio di un enorme blocco erratico residuo di un antico ghiacciaio che avrà successivamente alimentato un lago che ora si conserva solo nella memoria della toponomastica della valle.
Se lo osserviamo da vicino, con stupore noteremo la compattezza di un un calcare bianco/grigiastro, che sul suo lato leggermente strapiombante sembra tirato a lucido dalla cazzuola di un muratore dispettoso, mentre dalla faccia più solare e leggermente appoggiata da un paio di anni sono comparsi degli spit...

Le vie sono in tutto 8, due sul lato strapiombante e sei sul lato leggermente appoggiato, non tutte hanno la catena quindi in alcune bisogna obliquare in uscita per raggiungere la catena accanto. L'arrampicata è quella tipica della placca verticale a tacche, di soddisfazione, per i gradi bisogna andare "a naso" in quanto non vi sono pubblicazioni a riguardo.

Buon divertimento.







Via Dibona, Torre Grande di Falzarego

Zona: Passo Falzarego
Sviluppo: 11 lunghezze
Esposizione: S-E
Difficoltà: V+
Chiodatura: Presente
Materiale: 10 rinvii, dadi, cordini
Discesa: traccia
Tempo: 6 h
Partecipanti: io, Simone, Mario


Grande classica del Falzarego, roccia super nelle prime lunghezze e medio-buona nel tratto chiave, ovvero sui gialli dove bisogna essere un pò delicati a causa di qualche blocco instabile. Personalmente trovo i gradi di Dibona un po strettini, il passaggio chiave è azzerabile ma in libera un V+ gli calza molto stretto anche a causa della scarsa possibilità di proteggersi. Per il resto è una gran bella via in un ambiente pregno di bellezza e carico di storia. Si consiglia di partire presto per evitare le immancabili code, anche se meno frequentata delle vie della Torre Piccola.




Chiave

Discesa

giovedì 18 giugno 2015

Via bene - Canyon della Val Revolto

Zona: Val Revolto
Sviluppo: 140 mt
Esposizione: E
Difficoltà: IV
Chiodatura: Spit molto distanziati
Materiale: Corda, Rinvii, cordini
Discesa: Doppia
Tempo: 3 h
Partecipanti: io, Damiano


Si tratta della seconda via tracciata da A. Bosaro nel 2004 sulla placconata che sale dalla destra idrografica all’uscita del Canyon sopra il lago Secco (Enghetal in lingua Cimbra) di direzione Malga Campobrun. 

La zona è conosciuta per la formazione di alcune colate di ghiaccio neglio inverni particolarmente freddi e altrettanto tristemente nota per il macabro ritrovamento, negli anni '50, del corpo di un escursionista scomparso due anni prima, precipitato dal ciglio superiore del Canyon e ritrovato in posizione seduta e privo di testa, probabilmente mangiata dagli animali selvatici; questa vicenda è citata nel bel libro di Antonia Stringher: "Storia delle storie di Boskangraube".

Tornando a noi, la via si sviluppa per 4 tiri di corda sulla destra della Via del Mostro, precedentemente relazionata su questo blog. Il chiaro carattere esplorativo, che si intuisce già dalle prime lunghezze la rende meno accattivante, il grado non sfora mai il IV grado superiore e solo l’ultimo tiro con la chiodatura distanziata (anche oltre i 7 metri) unita ad un singolo passo strapiombante rendono l’arrampicata assai peperita. La discesa si svolge in doppia lungo la via, l’anello della prima calata è in acciaio inox ed è affidabile, i rimanenti sono su anelli da “ferramenta” un pò vecchiotti ormai e personalmente per una ripetizione li sostituirei di persona. In conclusione consiglio la via per completare la trilogia del Canyon Enghetal, visto lo splendido ambiente in cui si svolge ricco di storia e mistere, magari con qualche amico alle prime armi, magari dopo aver letto il libro della Stringher.



Primo tiro

Terzo tiro, la placca seguita da un bel camino


Canyon Enghetal



giovedì 9 aprile 2015

Vajo Canna d'Argento

Zona: Cima Campodavanti
Sviluppo: 200 mt
Esposizione: N
Difficoltà: TD, V
Chiodatura: Qualche chiodo di passaggio
Materiale: Corda, doppie picche, ramponi, Rinvii, Friends medi
Discesa: Boale della Torre Soldà
Tempo: 5 h
Partecipanti: io, Matteo, Sandro

Senza dubbio uno dei più belle linee della catena delle Tre Croci, il vajo è visibile solo da lontano in quanto rimane nascosto sopra ad una forcella, per raggiongerlo servono due tiri di corda, prima su camino e poi su parete mista zolle ottimamente agganciabili. Raggiunto il flusso nivale, il vajo largo poco più di 2 metri, prosegue dritto e con pendenza costante, solo tue massi incastrati ostacolano la salita, ma con abbondante neve sono facilmente superabili. Impennata finale a 80° in prossimità della pala di uscita su Cima Campodavanti. TOP!!

Mesole, Bella Lasta e Gramolon,

Da sinistra, Cima Campodavanti e Torre Sodà, nel mezzo il boale di rientro

Attacco

Primo tiro

Terzo tiro

L'attacco vero e proprio del vajo

Primo risalto

Sosta su picche


In prossimità della cima

mercoledì 8 aprile 2015

Vajo Pellgarten

Zona: Gazza
Sviluppo: 200 mt
Esposizione: S-E
Difficoltà: D+, IV+
Chiodatura: Qualche chiodo di passaggio
Materiale: Corda, doppie picche, ramponi, due rinvii
Discesa: Boale nascosto
Tempo: 5 h
Partecipanti: io, Matteo, Sandro

Super vajo nella costiera del Pelegatta, esattamente sotto al Rifugio scalorbi, due risalti molto tecnici ma per fortuna ottimamente agganciabili grazie al glacionevato, pendenza costante da vera goulotte. Un bel quattro stelle!


Attacco, il ns vajo è quello al centro




Raggiungendo il primo risalto
Primo salto aggettante




Goulotte





Al bivio tenere la sx e salire la goulotte che diventa un camino ghiacciato



Uscita seconto risalto




Vista dall'alto

Facili pendii finali

Vista dalla cresta sommitale


Verso lo Scalorbi


Discesa dal Boale Nascosto


Cascate Vallorz

Una due giorni in una splendida Vallorz (Val di Rabbi) in ottime condizioni (inizio Marzo). 
Ripetute le cascate "Della Grotta", "Salto Mortale" (Parzialmente) e "Del Sentiero". Solo un incidente nella vicina Grand Hotel ha disturbato la nostra ultima salita, il recupero con l'elicottero ha fatto cadere un pò di micro slavine sulle nostre teste, ma tutto sommato ce la siamo cavata.


Cascata della grotta


Cascata della grotta, lato dx


Cascata della grotta, lato sx

Chiocciole di neve

Salto mortale

Salto degli angeli e Salto mortale

Cascata del sentiero

Primo tiro cascata del sentiero


Malga Vallorz