giovedì 31 ottobre 2024

Val d'Adige: arrampicare a Mama di Sopra (Avio)

Riceviamo e pubblichiamo volentieri dall'apritore Daniele Fozzato le sue opere verticali realizzate tra il 2013 e il 2014 sulla fascia rocciosa appena sopra la frazione di Mama di Sopra, a sud di Avio (Trento). La roccia in questione non è famosa per essere particolarmente solida, motivo deterrente questo  alla totale assenza di vie in questa area. Una piccola curiosità è che la la Madonnina posta sullo sperone roccioso antistante le torri è stata istallata molti anni addietro dal mago del friabile Giuliano Stenghel; e famosa fu la sua frase "..qui non si può fare niente" riferendosi alla friabilità della roccia e al fatto di aprirci delle vie. Gli apritori hanno preso quindi un po' come una sfida personale il fatto di tracciare dove lo Stenghel non si sarebbe sognato di metter mano. Le vie al giorno d'oggi soffrono un po' la scarsa frequentazione e la ricrescita inevitabile della vegetazione tipica delle basse quote; nonostante ciò i tracciati sono stati ben ripuliti dalle scaglie instabili per una ripetizione ed attrezzate totalmente a spit. Settore consigliabile quindi solo alle cordate più curiose e con esperienza su questo tipo di terreno.

Aggiungiamo noi che  su una torre staccata posta più a destra di quelle sotto citate, denomitata Torre dei Becchi (top. proposto) è stata tracciata nel 2020 la Via dei Cordapiattisti dalla cordata Leorato-Confente (IV+, 190 m, 5L). La relazione tuttavia non è mai stata resa pubblica per l'estrema friabilità della roccia e il troppo lavoro di pulizia che sarebbe richiesto per renderla presentabile.



1. VIA ORME DEI CAINI
Pilastro “Fede”(toponimo proposto). 
Sviluppo: 70 Mt. 
Diff. 5°+/un passo di 6°.
Apertura: Fozzato Daniele, Lazzari Omar, Polati Enzo. 
Finita il 26/03/2014
Materiale: NDA, via completamente a spit.
Esposizione SE.
Prima ripetizione: Martinello Renzo e Polati Enzo.

Accesso:
Uscire dall’autostrada A22 ad Ala-Avio e prendere la direzione Sud, (Verona).Dopo circa 6 km. e avendo superato la borgata di Dazio,entrare in una stradina a destra evidenziata da un grande capitello all’angolo dedicato alla Madonna della corona, superare poi il ponticello sul canale Biffis, prendere la carrareccia in direzione Nord e parcheggiare con attenzione senza
intralciare il passaggio(siete in proprietà privata) nei pressi di un capanno con attrezzi agricoli sul bordo del canale. Seguire a piedi la stradina verso Nord costeggiando il vigneto. Entrare al primo slargo tra una piantagione e l’altra e in fondo si trova un segnavia di riferimento a sinistra rasente al pendio, e a seguire poi, bolli rossi nel bosco. Il sentiero che sale verso Sud è poco evidente ma si incontreranno avanzando bolli rossi fino all’attacco delle vie. Si passa nei pressi di una trincea della prima guerra scavata nella roccia, si piega a sinistra e salendo gradatamente ci si avvicina all’attacco. La “Orme dei Caini” è la prima  che si incontra. 

Descrizione:
L1: Salire in opposizione per una decina di metri il camino fin dove si allarga e passare quindi sulla parete di sinistra proseguendo poi verticali si giunge al terrazzino con sosta 5°+/5°, 25 Mt.
L2: Sopra la sosta si aggira un masso alla sua destra proseguendo poi gradatamente a sinistra per una rampa si giunge alla seconda sosta alla base del diedro verticale.4°+/5°, 20 Mt.
L3:Affrontare direttamente lo splendido diedro uscendo così sulle rocce finali e più su la sosta .5°+/un passo di 6°, 25 Mt.

Discesa: In corda doppia dalla via.

Orme dei caini, lo splendido diedro finale

2. VIA VOLO D'ANGELO
Pilastro “Speranza”(Toponimo proposto). 
Sviluppo: 65 Mt circa. 
Diff. 4+\5°il primo tiro, poi A1 i successivi.
Apertura:Fozzato Daniele, Lazzari Omar, Polati Enzo. 
Finita il 30/11/2014
Esposizione: SE.
Materiale: NDA più il set da artificiale. Via completamente a spit. Può essere
utile qualche friend medio.
Prima ripetizione: Diego Filippi 18-12-16

Accesso: Uscire dall’autostrada A22 ad Ala-Avio e prendere la direzione Sud,(Verona).Dopo circa 6 km. avendo superato la borgata di Dazio,entrare in una stradina a destra evidenziata da un grande capitello all’angolo dedicato alla Madonna della corona, superare poi il ponticello sul canale Biffis, prendere la carrareccia in direzione Nord e parcheggiare con attenzione senza intralciare il passaggio(siete in proprietà privata)nei pressi di un capanno con attrezzi agricoli sul bordo del canale. Seguire a piedi la stradina verso Nord costeggiando il vigneto. Entrare a sinistra al primo slargo tra una piantagione e l’altra e in fondo si trova un segnavia di riferimento a sinistra rasente al pendio, e a seguire poi, bolli rossi nel bosco. Il sentiero che sale verso Sud è poco evidente ma si incontreranno avanzando bolli rossi fino all’attacco delle vie. Si passa nei pressi di una trincea della prima guerra scavata nella roccia,si piega a sinistra e gradatamente ci si avvicina all’attacco. 

Descrizione:
L1:Un pilastro appoggiato a forma piramidale dopo “ Orme dei Caini” indica la via di salita. Affrontare direttamente il camino al suo interno fino ad un pulpito. Eventuale sosta. 4+\5°. Continuare poi direttamente puntando al diedro superiore strapiombante,superandolo cosi si arriva alla “seconda” sosta (sosta scomoda). Inizio 5+ poi A1, 20 Mt.
Nota: La prima sosta, si può saltate, ma è comoda per una visione diretta sul primo di cordata.
L2: Seguire interamente il diedro svasato verticale che caratterizza tutto il tiro, si giunge così alla ”terza” sosta. A1, 13 Mt.
L3:Procedere verticali, uscendo dallo strapiombo poi verso destra su difficile placca fino all’ultima sosta, tratto di 6+ oppure A1, 20 Mt
L3: variante Omar: Dalla seconda sosta si sale ora verso sinistra delicatamente poi su verticali, uscendo cosi dalle difficoltà e arrivando all’ultima sosta. 4+/5, 15 Mt.

Discesa: In corda doppia dalla via.

Volo d'angelo, terzo tiro

Volo d'angelo, secondo tiro

3. VIA FATHER AND SON
Pilastro “Speranza”(toponimo proposto). 
Sviluppo: 80 Mt. 
Diff.5°+/6°+/ passi di A0.
Apertura:Fozzato Daniele,Giammetta Andrea,Lazzari Omar. 
Finita il 6/01/2013
Materiale: NDA, Via completamente a spit.
Prima ripetizione:Bazzani Paolo e Garonzi Nicola.
Esposizione: SE

Accesso:
Uscire dall’autostrada A22 ad Ala-Avio e prendere la direzione Sud, (Verona).Dopo circa 6 km. e avendo superato la borgata di Dazio,entrare in una stradina a destra evidenziata da un grande capitello all’angolo dedicato alla Madonna della corona, superare poi il ponticello sul canale Biffis, prendere la carrareccia in direzione Nord e parcheggiare con attenzione senza intralciare il passaggio(siete in proprietà privata) nei pressi di un capanno con attrezzi
agricoli sul bordo del canale. Seguire a piedi la stradina verso Nord costeggiando il vigneto. Entrare a sinistra al primo slargo tra una piantagione e l’altra e in fondo si trova un segnavia di riferimento a sinistra rasente al pendio, e a seguire poi, bolli rossi nel bosco. Il sentiero che sale verso Sud è poco evidente ma si incontreranno avanzando bolli rossi fino all’attacco delle vie. Si passa nei pressi di una trincea della prima guerra scavata nella roccia, si piega a sinistra, e gradatamente ci si avvicina all’attacco. 


Descrizione:
L1: Si affronta un canalino verticale friabile. Uscire verso destra, seguire una serie di placche alternate da brevi tratti erbosi( delicato).L’ultima placca verticale porta al terrazzino con sosta 4+/5+, 30 Mt.
L2: Il tratto chiave, inizia uscendo da un piccolo strapiombo, seguendo poi la difficile fessura/camino che caratterizza tutto il tiro, si giunge così alla seconda sosta.6+/ passo di A0, 20 Mt.
L3:Si sale seguendo la fessura di sinistra del grosso masso incastrato portandosi poi alla sella che collega i due pilastri. Proseguire verticalmente su roccia friabile seguendo gli spit per circa 15 metri piegando poi a sinistra fino alla sosta(Si può salire al prato finale ma con estrema cautela).4+/5+, 30 Mt.

Discesa: In corda doppia dalla via.

Father and son, sosta del primo tiro 


Father and son, secondo tiro


4. VIA SENTINELLA
Pilastro “Carità” (toponimo proposto). 
Sviluppo: 60 Mt. 
Difficoltà: 5°+/ passi di 6°+ A0.
Apertura: Fozzato Daniele e Lazzari Omar. 
Finita il 09/02/2014
Materiale: NDA, Via completamente a spit.
Esposizione NE

Accesso:
Uscire dall’autostrada A22 ad Ala-Avio e prendere la direzione Sud, (Verona).Dopo circa 6 km. e avendo superato la borgata di Dazio,entrare in una stradina a destra evidenziata da un grande capitello all’angolo dedicato alla Madonna della corona, superare poi il ponticello sul canale Biffis, prendere la carrareccia in direzione Nord e parcheggiare con attenzione senza intralciare il passaggio(siete in proprietà privata) nei pressi di un capanno con attrezzi agricoli sul bordo del canale. Seguire a piedi la stradina verso Nord costeggiando il vigneto. Entrare a sinistra al primo slargo tra una piantagione e l’altra e in fondo si trova un segnavia di riferimento a sinistra rasente al pendio, e a seguire poi, bolli rossi nel bosco. Il sentiero che sale verso Sud è poco evidente ma si incontreranno avanzando bolli rossi fino all’attacco delle vie. Si passa nei pressi di una trincea della prima guerra scavata nella roccia, si piega a sinistra e gradatamente ci si avvicina all’attacco. L’Attacco si trova alle spalle della Madonnina. Sosta di partenza su un grosso masso di fronte alla via.

Descrizione:
L1: dal diedro chiuso uscire a sinistra e salire poi verticalmente fino sotto la zona strapiombante piegando a destra per una piccola rampa. Infine la difficile placca verticale vi porta al terrazzino con sosta 5/5+/ passo di 6+/A0, 25 Mt. Circa.
L2: Dalla sosta salire a destra un diedrino al termine del quale una delicata placca attraversa decisamente a sinistra facendovi uscire cosi dal tratto impegnativo. Ancora verso destra per piccoli pilastrini, poi su verticali si giunge alla sosta finale. Passo di 6/A0,35 Mt. Circa.

Discesa: In corda doppia dalla via.

La Madonnina posizionata da Stenghel di fronte al Pilastro Carità


lunedì 7 ottobre 2024

Parete di Sanico: Let's Dance (VII, 275 m, VI obb.)

Zona: Parete di Sanico
Sviluppo: 275 m, 8L
Esposizione: E
Tempo: 3 h
Difficoltà: VII (R2)
Discesa: a piedi
Materiale: 12 rinvii
Protezioni: cordoni, chiodi


Arrampicata classica con tratti atletici e tecnici su bella roccia lavorata a lame e scannellature su questa parete dall'aspetto poco attraente: solo 3 fix di passaggio su tutta la via se non si contano quelli presenti sui primi due tiri che derivano dalle interferenze della sottostante falesia. A detta di molti è la via più bella (e pulita) della parete, aperta dalla guida Stefano Michelazzi assieme ad Eleonora Lavo il 20 febbraio 2016.  Purtroppo la zona versa in uno stato di semi abbandono lato attrezzatura (cordoni vecchi) e sentieristica in parte cancellata dalle piogge e dal tempo: meriterebbe maggiore manutenzione da parte, udite udite, dei "ripetitori"...per preservarne la selvaggia bellezza. Soste su clessidre e spuntoni alcune delle quali a fix. Sui tiri presenti numerosi cordoni in clessidra ormai vecchi e pochissimi chiodi. Necessaria serie di friend fino al n°3 BD. Prestare attenzione inoltre a non far cadere massi appoggiati, presenti inevitabilmente nelle zone più abbattute.

Accesso:
Raggiunto il borghetto di Sanico (BS), proseguire lungo la strada con passaggio stretto fra le case e poi in piano fino a una sbarra a destra, dove si lascia l’auto.
Continuare lungo la strada stretta fino a una proprietà privata, salire il sentiero a sinistra (indicazioni CAI). Seguendo i vari ometti e corde fisse fino alla base della falesia Giardino di Dallas (N 45.6608 - E 10.6038).
La via attacca sull'estremità sinistra della falesia, sulla verdicale di due bei diedri (cordoni) e sulla destra di Melissa Slimoncella. (20 min.)

Descrizione:
L1 Salire il diedro di sinistra, alcuni spit intersecano la linea, ad una zona abbattuta sostare su spuntone o clessidre. V, 35 m
L2 Tiro "cinghialoso" di trasferimento attraverso il canale fino ad un anello. 20 m
L3 Bella lama verso destra (ignorare gli spit), diedro cordonato con uscita delicata, sosta su spuntone a sx VI+, 15 m
L4 Fessure in verticale, tiro spettacolare VI 35 m
L5 Partenza delicata e poi sequenza di balze VI, 40 m
L6 Partenza in traverso e poi balze e placca da spalmo (fix) VI, 35 m
L7 Placca con fessura che poi finisce (fix), segue paretina con chiodi, poi diedro giallo VII, 40 m
L8 Facile canale-crestina con rigole impressionanti III-II, 60 m

Discesa: 
Al termine delle difficoltà si traversa a destra fino ad una nicchia con il libro di via. Seguire gli ometti verso destra e che conducono prima in traverso poi in discesa ad un canale (attenzione fondo smosso). Arrivati ad una fissa si passa nella caratteristica fessura con cancelletto. Continuare per tratto con cavo metallico in discesa prima e poi in leggera salita fino alla base della falesia. Da li a ritroso. (40 min.)


Let's Dance sx, Barbudos dx (Ph credits Gardaclimbing)


La discesa

Ultimo facile tiro

Crux


L4








lunedì 30 settembre 2024

Monte Cengio, Via Signor Kapriz (6b+, 200 m, 6a+ A0 obb.)

Zona: Monte Cengio
Sviluppo: 200 m, 6L
Esposizione: E
Tempo: 2 h
Difficoltà: 6b+
Discesa: a piedi
Materiale: 16 rinvii, cordini
Protezioni: fix e chiodi

Via aperta dal prolifico Mario Schiro e compagni nel 2022; la roccia è il calcare ottimo del Cengio e la linea molto logica che si sviluppa tra le vicine Centenario e Progetto Futuribile.  Nei tratti impegnativi la chiodatura è sportiva a fix mentre nel facile ci sono dei chiodi segnavia, si consiglia di integrare quindi con qualche cordino. Nel complesso da non sottovalutare e non paragonare alle altre recenti vie facili di questo settore: è adatta sicuramente a chi già si muove con disinvoltura sul 6a+. Il Signor Kapriz è il caprone selvatico che ogni tanto si vede (e si odora) all'uscita delle vie del Cengio.

Accesso:
Dal piazzale del Rifugio il Granatiere prendere in discesa il sentiero 647 della Val Cengiotta. Giunti alla base delle rocce si costeggiano verso est oltrepassano gli attacchi di varie via. Oltrepassata Metamorfosi una traccia con ometto in salita permette di superar lo zoccolo, la via attacca pochi metri a destra dello spigolo posto sulla destra destra della via Centenario.

Descrizione:
L1 Facile spigolotto integrabile con qualche cordino in clessidra; partenza un po’ più impegnativa del resto. V, IV+ 30 m
L2 Bellissime lame che terminano con un trasferimento erboso sulla destra. IV, III 35 m
L3 Bel diedro di soddisfazione e di movimento. IV, VI+ 35 m
L4 Diedro chiuso da un tettino che prevede uno spostamento di spalmo verso sinistra, poi ancora in diedro con uscita difficile a dulfer, sosta a destra. 6a+, 6b+ 35 m
L5 Breve tiro di raccordo su rocce abbattute verso destra. IV, III 20 m
L6 Ancora diedro inizialmente facile, con uscita leggermente strapiombante. Sosta a destra, libro di via. V+, 6b 35 m

Discesa:
Dall'uscita della via tenere la traccia sulla destra fino ad una trincea che porta al sentiero di arroccamento più in basso. Seguirlo passando alcune gallerie fino al piazzale del Rifugio. 15 min.


L4

L2

L3

L1



lunedì 23 settembre 2024

Rifugio Denza: Cresta dei Poz Alt (670 m, IV+)

Zona: Presanella
Sviluppo: 670 m
Esposizione: N-E
Tempo: 4 h
Difficoltà: IV+
Discesa: via normale
Materiale: singola e rinvii
Protezioni: clessidre, fix
Relazione seguita qui

La cresta  Nord Est della Cima dei Pozzi con i suoi 27 tiri e 670 metri di sviluppo è stata salita per la prima volta nell'agosto 1952 da U. Redolfi e P. Voltolini e presenta difficoltà di IV+. Il percorso è stato attrezzato e disgaggiato per favorire la ripetizione con ottica decisamente plaisir da Dezulian (Rifugista del Denza) e compagni tra luglio e agosto 2023 a distanza di 71 anni dall'apertura. Per una ripetizione sono inutili i friend se non per scopi didattici; corda singola da 60 m e scarpette da avvicinamento. Informarsi, durante le mezze stagioni, se sgombra da neve.

Accesso: dal park del Forte Pozzi si segue il sentiero per il Denza. Da li per il lago Denza per sentiero 234 in direzione del passo dei Pozzi dove attacca la via nei pressi della Targa. 2 ore, 730 m di dislivello positivo.
Attenzione! La strada carreggiabile per il Forte Pozzi Alti dove si parcheggia, sebbene non esplicitato, sarebbe a senso unico: la mattina per chi sale il pomeriggio per chi scende. E' sconsigliabile salirla di pomeriggio per seri problemi nel dar spazio: mancanza di guardrail pendii molto ripidi e tornanti.

Descrizione:
Senza descrivere tiro per tiro conviene riassumere la via in 3 sezioni, in modo da capire quando proseguire a tiri e quando conviene in conserva.

Prima parte (270 m, 1 passo di IV+)
I primi dieci tiri (unibili in 5) si svolgono principalmente sul lato destro (nord) della cresta. Si arrampica su muri e diedri divisi da ripiani terrosi. Il chiave della via è una fessura verticale con uscita terrosa; è presente un cordone per eventuale azzero. 

Seconda parte (380 m, III e IV)
Si prosegue lungo il facile filo di cresta fino ad aggirare dei gendarmi sulla sinistra. In questo punto conviene fare tiri da 30 m visto l'andamento tortuoso della via via. In brevi punti si disarrampica e nei pressi del tiro 15 è presente una via di fuga contrassegnata da targhetta metallica.

Terza parte (150 m, II)
Dopo un altro tratto di disarrampicata si passa in modalità conserva aggirando la falsa vetta ad ovest e proseguire per terreno molto facile fino al termine della via in vista della vera vetta con croce.

Discesa: Se non si prosegue per la vera vetta con la croce, si seguono i numerosissimi bolli che, prima per terreno ripido (corda fissa), e poi per pietraie e macereti riconducono al Rifugio Denza. 1 ora totale.

Foto da Gulliver.it












domenica 8 settembre 2024

Ibam forte: toglietevi da sotto

La sfortuna vuole che le nuove vie più facili della falesia recentemente ampliata (Tex Willer 4a, Piedi di Ferro 4a, Roda del Canal 4b) si trovino proprio sotto una via multipitch pre-esistente: Iban Forte. Ebbene tu falesista che, con tutta la falesia vuota ,ti poni incauto sulla verticale di una cordata che scala a buon diritto la seconda lunghezza si suddetta via "storica" sappi che ti poni innanzi al mirino di un cecchino.

Il secondo tiro presenta delle scaglie mobili che vanno dalla dimensione di un quadernetto a quella di un comodino, ecco se tu falesista incauto hai la sfortuna doppia di non trovare una cordata avvezza al non tastare le prese prima di trazionarle (il tiro è un VI strettino) ti potresti trovare davanti ad un bel guaio...falesista avvisato, mezzo salvato!

Zona: Tessari
Sviluppo: 100 m, 4L
Esposizione: E
Tempo: 1 h
Difficoltà: VI
Discesa: a piedi
Materiale: 10 rinvii
Protezioni: fix 8 mm

Accesso: dal parcheggio di tessari si percorrono i filari fino alla falesia, la via attacca sul margine destro della falesia, nome alla base. 5 minuti.

Descrizione:
L1: facile e breve tiro di falesia, 18 m 4a, numerosi fix.
L2: dalla catena si traversa a destra fino ad entrare nel diedro strapiombante povero di appigli, fix e chiodi. Oltrepassato il bordo superiore (cordone) si sosta su un singolo golfarone (integrabile con friend). 20 m VI.
L3: Tiro facile che dopo un pilastrino oltrepassa una cengia. 20 m III
L4: partenza facile poi bella placca sulla destra (fix) fino a sostare sull'albero in comune con la cresta nord.

Discesa: per placche erose si raggiunge una traccia verso sud fino ad un evidente bivio con segbavia cai ed ometti che in direzione nord riporta al punto di partenza. 15 min.














lunedì 26 agosto 2024

Pala di S. Martino, Gran Pilaster Langes-Merlet (800 m, IV+)

Zona: Pale di S. Martino
Sviluppo: circa 800 m
Esposizione: S
Tempo: 8 h
Difficoltà: IV+
Discesa: via normale
Materiale: NDA
Protezioni: clessidre, chiodi
Relazione: consigliata quella di IV Grado (edizione cartacea)

Ascensione classica molto frequentata su questa croda costellata di papaveri alpini, sia da chi la percorre in cordata sia dagli amanti del free-solo viste le difficoltà contenute e la roccia ottima. Tuttavia se si opta per dormire nel nuovissimo (ma piccolo) bivacco di vetta il peso da portarsi sulle spalle inizia a farsi sentire e le ore in parete si possono dilatare. Nella parte centrale non si segue una via obbligata ed in caso di nebbia non è facile orientarsi specialmente se non si vedono gli strapiombi gialli che indicano il termine della via. Fino dall'uscita dei camini è possibile un rientro a doppie aggiornando eventualmente il materiale delle soste (martello e chiodi sempre su queste vie). Si rammenta infine che i terzi gradi degli anni 20 sono bel lontani dai terzi moderni e la discesa dalla Normale equivale ad un altra via: con i nuovi resinati ricorda una piccola Segantini.

Accesso: dall'arrivo della Funivia prendere il sentiero verso il Rif. Rosetta e da li raggiungere il Passo di Val di Roda per il sentiero 702 che con ampi tornanti in discesa conduce al bivio con il 715 per il Passo di Ball. Seguire il 715 fino alla base della parete che si risale fino in prossimità di una targa, la via attacca 30 m sulla destra della stessa. 50 minuti.

Descrizione:
visto l'ampio sviluppo e le differenze sostanziali nelle relazioni confrontate, riassumiamo la via in 4 parti.
Prima parte "I camini". Qui ci sono ben 3 varianti di attacco, scegliamo quella a destra della targa che con tre lunghezze raggiunge la grande terrazza detritica dove inizia il vero e lungo camino-canale sbarrato da un sasso incastrato. Lo si segue fedelmente per 5 lunghezze di corda fino a sbucare sulla sommità di una spalla. Due passi di IV+
Seconda parte "la parete". Si attraversa a sinistra per raggiungere più o meno il centro della grande parete-rampa (ometti) e si puntano senza via obbligata i grandi strapiombi gialli che formando una V con il pilastro sulla destra sembrano chiudere l'accesso ad ogni possibilità di uscita. Sei lunghezze in totale con passi di IV verticali ma ben ammanigliati, chiodi di passaggio e numero se clessidre.
Terza Parte "Il diedro". Dagli strapiombi si sfugge sulla sinistra su bella parete articolata che porta alla base di un evidentissimo diedro nero. Lo si sale tutto oppure attraversandolo a sinistra all'altezza di un friend incastrato (sosta su 2 chiodi). Proseguire facilmente fino all'ultima grande banca detritica da cui parte l'ultimo pilastrino che scalato sulla sinistra conduce al pulpito di fine via. Quattro lunghezze, IV+ nel diedro.
Quarta Parte "Le Roccette". Ci si abbassa fino ad una forcella e poi si passa sul versante nord della Pala, dove seguendo gli ometti si scalano le roccette elementari che conducono sulla sommità della calotta in vista del Bivacco. 150 m circa.

Discesa: dalla calotta sommitale puntare al grosso ometto a N, scendere per pendii ghiaiosi (ometti) in direzione est fino alla comparsa dei resinati, seguirli fedelmente per districarsi nel labirinto della dentellata cresta della Pala che la collega all'altipiano. Ci sono alcune doppie, la prima evitabile, la seconda (20 m in diagonale) costringe ad una traversata espostissima e senza assicurazioni per raggiungere il secondo anello 6-7 m a sinistra, dove fare la seconda calata di altri 20 m. Effettuare una calata da 60 m non è consigliabile per il recupero corde. Si procede seguendo i resinati aggirando tutti i pinnacoli sulla sinistra (presente un'altra breve doppia su un camino) fino a raggiungere la Cima delle Scarpe. Dalla Cima facilmente si seguono gli ometti fino al Rifugio Rosetta. 2 h totali.



La dentellata cresta di discesa


La terza ed esposta doppia

In discesa dalla normale



Sopra il diedro finale

In uscoita dai camini



Schizzo più verosimile circolante in rete. Fonte Sergio Ramella


Via Normale. Fonte Sergio Ramella


mercoledì 21 agosto 2024

Monte Cinto, Cresta dei Briganti (V+, 110 m, IV+ obb)

Zona: Colli Euganei
Sviluppo: 110 m, 4L
Esposizione: NW
Tempo: 2 h
Difficoltà: V+
Discesa: a piedi
Materiale: 10 rinvii
Protezioni: fix 8 mm

Simpatica ma breve via recentemente riattrezzata con numerosi fix da 8 mm, nonostante le numerose fessure offerte dalla roccia, ideali per la didattica trad. Merito degli apritori è sicuramente la pulizia dal muschio, che altrimenti avrebbe reso impraticabili le placche esposte a nord e all’umidità. La via percorre una prima parte verticale e articolata, per poi raccordarsi all’affilata cresta terminale, che ricorda le creste dei Lagorai, attraverso un tiro centrale abbattuto da percorrere a piedi in conserva. Appena sotto la cima è ben visibile la famosa Porta (o Buso) dei Briganti, dove, secondo la tradizione orale, questa, sbarrata da una pesante porta, costituiva un rifugio ottimale per le bande di briganti, oltre a un punto di avvistamento sulla pianura sottostante, in particolare durante il periodo del brigantaggio, terminato con le repressioni austriache di Radetzky a metà Ottocento.

Accesso:
sulla SP89, che da Cinto Euganeo porta a Lozzo Atesino, in prossimità dell’indicazione di Via Dietromonte, si lascia l’auto (45°17.02725'N, 11°38.75080'E). Si procede a piedi sulla sterrata bollinata CAI che porta al monte Cinto. Dopo 15 minuti si incrocia sulla destra il bivio per il sentiero n. 11 che procede in direzione sud. Percorrerlo per 5 minuti sino ad una radura nel bosco. Prendere sulla sinistra una traccia ripida (ometto) che sale dritta nel bosco prima verso sinistra e poi verso destra in direzione della cresta portarsi quindi sotto al verticale muro di roccia, primo fix visibile (45°16.93927'N, 11°39.15198'E).

Descrizione:
L1 Bel diedro articolato e verticale, sosta su golfaro. V 20 m
L2 Superare un muretto verticale e poi sostare su golfari oltre la cengia. IV+ 15 m
L3 Lungo tiro di raccordo tra blocchi con l'ultima parte della cengia. Sosta su 2 golfari. I-III 40 m
L4 Seguire la cresta affilata, punto chiave su una strozzatura, Successivamente si passa sopra la Porta dei Briganti. Sosta in cima su 2 golfari. V+ 35 m
L5 Variante: scendere in doppia o per la gradinata passando tra la Porta dei Briganti. Salire il simpatico monotiro di 10 m, 5a max.

Discesa: Salire brevemente la traccia tra la macchia fino ad intercettare il sentiero che porta verso sinistra fino ad uno spiazzo con panchine. Da li si prende la strada cementata che riporta nuovamente al punto di partenza.