giovedì 3 agosto 2023

Vajo dell'Orsa, Edlinger mon ami (6c+, 215 m, 6b obb.)

Zona: Spiazzi-Vajo dell'Orsa
Sviluppo: 225 m 7L
Esposizione: SE
Tempo: 5 h
Difficoltà: 6c+, 6b obb. S2
Discesa: a piedi
Materiale: mezze, 17 rinvii

Ambiente remoto e solitario quello del Vajo dell'Orsa in Valdadige, nonostante la vicinanza con il Santuario della Madonna della Corona. La via sportiva dedicata a Patrick Edlinger è stata aperta dall'alto nel 2019 e supera il primo e più evidente pilastro da sud sulla destra idrografica della valle. Inizia con un primo tratto di 35 metri, valutato 6a+ (ignorare una sosta intermedia di calata), per poi affrontare una placca di 6b+ fino alla sosta, si prosegue con un bel 6c di 40 metri, caratterizzato da una delicata placca iniziale seguita da un impegnativo strapiombo con affilatissime prese all'apparenza delicate. Successivamente dopo un trasferimento su cengia, si affronta una terza lunghezza di 6c di 40 metri, raggiungendo la cima di un maestoso pilastro: un tiro continuo su placca con appoggi sfuggenti, il più bello dell'intera via (nomen omen). Da qui in poi, la difficoltà diminuisce, mantenendosi sul 6a/6a+ su placche abbattute con qualche passaggio di 6b, ma la roccia diventa più disturbata dalla vegetazione. Un intelligente ed esposto traverso verso sinistra precede l'ultimo magnifico tiro che definirei plaisir, con una bella sezione su Rosso di Verona.
Facile rientro a Spiazzi in discesa dove si aveva precedentemente lasciato l'auto, prima per prati e poi per strada asfaltata.










lunedì 31 luglio 2023

Fraton di Val Sorapache, El duro del Fraton (VII, 320 m, VI+ A0 obb.)

Zona: Pasubio
Sviluppo: 320 m, 12L
Tempo: 5-6 h
Esposizione: N
Difficoltà: VII (VI+ A0 obb.) R3
Materiale: serie di friend, cordini
Relazione seguita qui

Grande realizzazione della cordata vicentina dei fratelli Balasso, si tratta di un bel vione da far giornata intera l'avvicinamento e discesa non scontati. Gradi da non prendere sotto gamba vista la chiodatura ormai datata: leggi un "pò nascosta dalla vegetazione" nella prima parte e con cordoni ormai marci specialmente nelle fessure dove prendono acqua sulla seconda parte. Necessario integrare con friend medio-grandi e rinforzare le soste. La via conta una media di una ripetizione l'anno..vista la linea davvero estetica meriterebbe molto di più, forse (e qui è una proposta) una sistemazione delle soste di via e quelle di calata potrebbe contribuire ad una maggior frequentazione in questo angolo nascosto del Pasubio.

Accesso: dal parcheggio a pagamento di Bocchetta Campiglia (52 Gallerie del Pasubio - 6€ tutto il giorno, mortacci loro!). Prendere la strada sterrata degli Scarrubi, salire per un paio di km fino al terzo tornante (possibile taglio nel bosco che evita i primi due tornanti). Si nota un piccolo ometto sulla destra ed una traccia semi nascosta dai mughi utilizzata come cacatoio pubblico (mortacci anche a loro!). Procedere oltre in discesa fino a che la traccia diviene più evidente, ora in orizzontale a mezza costa con già ben visibile la cuspide del Fraton si raggiunge la forcella della Punta del Vecio. Discendere con attenzione il canale erboso fino al ghiaione, risalire brevemente tra faggi per poi trovarsi nel ghiaione basale della est dove scende la linea di doppie. Lasciare gli zaini qui volendo. Ora scendere tutto il ghiaione fino alla base (breve risalto da disarrampicare). Alla base per tracce di camoscio si previene all'attacco posto sulla destra del grande dietro. 2 chiodi con cordone nero.

Discesa: con 4 doppie lineari ed aeree sul versante opposto alla salita (mezze corde!), ben visibile il primo cordone su mugo.

Foto credits: GRRC

In vista già dagli Scarrubi


Primo tiro, compatto chiodi un po' nascosti

Trasferimento di 100 m

Crux


Ultimo facile tiro, non unirlo a quello prima!


Sul penultimo tiro, bellissimo traverso

Appena sopra al trasferimento

Doppie aeree da "alberelli"

In tutta la sua bellezza dal sentiero sottostante



lunedì 24 luglio 2023

Prima Torre delle Giare Bianche, Via Stefani / Pilastro N-E (200 m, V+ obb.)

Zona: Sengio Alto
Sviluppo: 200 m, 6L
Tempo: 4 h
Esposizione: E
Difficoltà: V+
Materiale: serie di friend, cordini
Relazione seguita qui

Bella intuizione del 2022 aperta in solitaria da M.S., attacca in comune con Alba Nueva e poi si sposta subito alla sua destra in una porzione di roccia molto compatta tra Alba e Mission. La via è stata ottimamente ripulita (perfino le fessure da friend) molte clessidre sono evidenti e per questo lasciate da "cordonare", la chiodatura è ridotta ai minimi termini e i gradi sono "dolomitici". Nella prima parte è un pò da ricercare tuttavia i cordoni verdi indicano sempre la via. Il diedro camino del terzo tiro è interamente friendabile, da quel tiro in su la via sgrada fino al singolo dell'ultimo che è un pò da interpretare (chiodo).

Accesso: da Campogrosso prendere il sentiero del Re in direzione Baffelan, prima del tornante del ponte tibetano prendere il Sentiero Peruffo (della Loffa) superato il ghiaione risalire tutto il Boale delle Giare Bianche (scritta Rossa). Oltrepassare l'attacco di Stella Cometa, salire ancora, superare l'attacco delle Ricette di Elena traversando a destra. Attacco in comune con Alba Nueva nei pressi di una sosta a fix sotto ad un risalto con fix visibile.

Discesa: doppia di 30 mt e risalita al sentiero di arroccamento seguendo i numerosi ometti, poi in discesa verso Campogrosso.










lunedì 10 luglio 2023

Grignetta, Cresta Segantini (500 m, IV-)

Zona: Grignetta
Sviluppo: 500 m
Esposizione: S-N
Tempo: 3 h la via
Materiale: cordini, 3 friends, 5 rinvii.
Difficoltà: III, IV- 1 passo
Protezioni: resinati 
Relazione seguita qui

Via di cresta dal discreto sviluppo, facile e discontinua su roccia molto compatta; non segue fedelmente il filo di cresta ma per questo di presta a numerose varianti (Supersegantini). Percorsa tutta in conserva con una mezza corda, utile per fare alcune rapide doppie sulla prima parte. Risulta difficile perdere la via perchè questa è stata prima bollinata di rosso, poi qualche "purista" ha maldestramente cercato di rimuovere i bolli con dello spray "argento", inoltre ci sono i numerossissimi segni delle ramponate delle ripetizioni invernali che anche anch'essi fungono da segnavia. Il crux si trova sopra l'intaglio del camino del primo tiro, passo aggettante unto ma ben protetto. A metà via si scende con una doppia del Canale della Lingua: da qui le difficoltà terminano e si può raggiungere molto velocemente e slegati (per roccette di II) la successiva facile cresta che conduce all'ultima doppia prima del tiro finale che termina sul sentiero della via normale. Numerosi resinati lungo tutto il percorso nei tratti più difficili.

Accesso: da Pian dei Resinelli si raggiunge il Rifugio Porta, di li si prende per il sentiero della Direttissima, lo si segue fino al colle Valsecchi superando diversi tratti attrezzati tra cui una doppia scala metallica e successivamente la famosa zona dei Funghi. 
Lasciare il colle sulla sinistra e salire brevemente, la via attacca sul punto più basso della cresta in prossimità di un facile camino, chiodo resinato alla base. 2 h

Relazione: non esiste relazione dettagliata tiro per tiro, ripropongo il classico disegno tratto dalla guida Cai TCI che basta e avanza per orientarsi.

Discesa:In un'oretta per il ripido sentiero della Cresta Cermenati.

Relazione CAI TCI



Ultimo tiro






Camino di attacco

Il colle Valsecchi a sx, l'attacco a dx


lunedì 19 giugno 2023

Punta della Disperazione, L'attesa (VI, 320 m, V+ obb.)

Zona: Valcanali
Sviluppo: 320 m
Esposizione: SW
Tempo: 4-5 h
Materiale: cordini, un paio di friends, 13 rinvii.
Difficoltà: VI- (V obb.)
Protezioni: fix, chiodi, clessidre


Interessante via moderna mista a chiodi & spit aperta nel 2022 dalla cordata Brighente-Zanetti, la prima a percorrere il dirupato versante ovest della Punta della Disperazione versante già ben visibile dal parcheggio in Val Canali. La prima metà si svolge su colatoio incassato quindi su placche levigate (dove si trovano i passaggi chiave) intervallate da passaggi erbosi e ghiaiosi: sembra di essere in Piccole Dolomiti. La seconda metà migliora nettamente, la roccia diventa quella tipica delle Pale quindi molto lavorata e ricca di protezioni naturali, di conseguenza anche le protezioni diminuiscono. Il passaggio da parete ovest allo spigolo la rende veramente molto panoramica e per questo consigliata. Soste tutte attrezzate per la calata con anello in acciaio.

Accesso: prendere il sentiero 718 (Altavia n° 2) che passa davanti al Rifugio Treviso. Dopo 10 minuti si incontra sulla sinistra un evidente canale sassoso con grosso ometto, risalirlo con qualche passo di II. Quando il canale si allarga attraversare a sinistra in vista dell'evidente colatoio (ometti). Fettuccia rossa alla base. 40 minuti totali.

Relazione.
L1: superare una placca (III+), salire verso destra (V-), tornare a sinistra e uscire in placca (IV). Attenzione all’attrito. 3 ch., 3 fix, 35 m;
L2: scalare uno sperone a sinistra (V), quindi traversare un colatoio verso destra IV+. Sosta su cengia. 3 ch., 4 fix, 40 m;
L3: salire una evidente fessura a sinistra e per una serie di solide placche in verticale alla sosta. V-) 3 ch., 2 fix, 4 clessidre, 40 m;
L4: affrontare due placche in successione, VI- e VI (pass. chiave). Uscire a destra di una zona con vegetazione e continuare verso destra sino alla placca finale con fessura (III). 1 ch., 8 fix, 50 m;
L5: scalare una placca a destra di una grande scaglia su roccia lavorata (VI-, V+), traversare a destra sotto grandi strapiombi gialli e continuare in placca (V). 1 ch., 11 fix, 1 clessidra, 40 m;
L6: salire in diagonale verso sinistra su placca (V-), raggiungere e seguire uno spigolo aereo a inistra di una fascia di mughi (IV e III). 1 ch., 3 clessidre, 35 m;
L7: salire a destra di una grossa scaglia, a seguire facilmente a sinistra sino sotto una fessura verticale che si supera direttamente sino alla comoda sosta. IV, V e III. 1 ch., 1 fix, 3 clessidre, 35m;
L8: in spaccata si supera una profonda spaccatura a prendere una placca che verso destra porta a na fessura di pochi metri che superata porta allo spigolo e da questo facilmente per gradoni in vetta, sosta su fittone della ferrata (IV) 2 fix, 45 m.

Discesa: dalla ferrata che dalla vetta porta nel vallone delle Mughe, da li in discesa fino al Rifugio. 1 h.












lunedì 12 giugno 2023

Sojo del Fogo (Cornetto) - Via Senza Chiodi (V, 200 m)

Zona: Piccole Dolomiti
Sviluppo: 200 m
Esposizione: NE
Tempo: 3 h
Materiale: cordini, qualche friend
Difficoltà: IV-V
Protezioni: clessidre, 1 chiodo.

Facile e bella via quasi tutta a protezioni naturali, alcuni cordini in loco sono da verificare e/o rinforzare con i propri. La vicinanza con "Le do more" disturba su L3 specialmente se l'altra via è affollata ci si trova in una sorta di collo di bottiglia. Il primo tiro è sovente umido ma dopo piogge frequenti possiamo trovare bagnati anche L2 e L5, comunque la presenza di ottimi appigli sui tratti chiave permette di passare anche con il bagnato.

Accesso: dal grande parcheggio prendere la traccia evidente sulla sinistra del prato soprastante che conduce alla falesia Montagna Viva (attenzione numerose tacce e ometti anche fuorvianti), la traccia corretta la si riconosce perché al limite tra prato e bosco attraversa il recinto di filo spinato attraverso un cavalletto in legno. Salire tenendo la destra al primo bivio (bolli gialli, traccia più marcata) poi salire lungamente sempre verso sinistra. Prima di arrivare alla falesia e all’attacco della via “Le do More” mantenersi bassi e tenere una taccia verso sinistra. La via attacca 2 tiri più in basso e a sinistra della via Le do More partendo dal bosco nel punto più basso in prossimità di una larga fessura umida che porta ad un intaglio, cordini e ometto alla base. Qual’ora si sbagli e si risalga leggermente verso sinistra si troverà un altro cordino che indica l’attacco della via “Spigolo del Fogo”, evidente perché presente un largo e profondo camino sulla destra (Camino della Luna, variante di attacco alla via stessa). 20 min.

Descrizione:

L1: risalire la fessura umida fino a sostare sull’intaglio. 25 m, III, IV

L2: vincere la bella placca soprastante poi per gradoni si perviene nei pressi dell’attacco della via “Le do more”. 25 m, V, III

L3: Salire parallelamente alla via sopra citata ma stando sulla sinistra dello spigolo, sostare su uno spuntone, sosta in comune. 25 m, III, IV

L4: Tiro in comune con  la via Le do More, a al termine del tiro l’altra via si stacca e prosegue verso destra. Sosta ancora in comune oppure se affollata se si sale ancora un po' sotto alla placca con cordone si può sostare su radici. 25 m, III, IV+

L5: Bella placca tecnica con traverso verso sinistra per riprendere lo spigolo, presente l’unico chiodo della via. Poi più facile fino a sostare su comoda cengia sempre su radici o più in alto nei pressi del libro di via.  40 m, V

L6: Facili gradoni per poi spostarsi a sinistra per sostare sul filo dell’aereo spigolo con numerose clessidre. 30 m, IV

L7: Ultimo risaltino facile poi cresta verso destra in cui si cammina fino alla sosta di calata su spit posta sulla vetta. 20 m, III, II

Discesa: con una doppia da 30 m fino alla base, successivamente una breve fissa porta nel vajo “Cassa da Morto” che si scende tra grossi massi fino alla falesia. Da li per traccia evidente nel faggeto a ritroso fino al parcheggio.

Attacco della via. Ph. Emiliano Nalli

L2. Ph. Emiliano Nalli

Ph. Emiliano Nalli

Ph. Emiliano Nalli

Ph. Emiliano Nalli

Ph. Emiliano Nalli

Ph. Anton Colportore


domenica 11 giugno 2023

Spit in Dolomiti di Alessio Conz, Ed. Versante Sud

 "Spit in Dolomiti: 40 anni di battaglie" è un libro straordinario che ti catapulterà nel controverso mondo delle chiodature moderne a spit nelle Dolomiti. Gli spit, quei piccoli pezzi di metallo infissi con un trapano che hanno fatto la loro comparsa negli anni '80, evoluzione dei chiodi a pressione piantati a mano con un punteruolo sono stati i protagonisti di una rivoluzione tecnica e culturale che ha cambiato per sempre il panorama dell'arrampicata.

Dalla loro comparsa sono trascorsi 40 anni, e questo libro ci porta a rivivere i momenti salienti di questa tumultuosa avventura. Dalle falesie iniziali, che hanno dato vita ai primi miti dell'arrampicata sportiva, alle vie sportive sulle grandi pareti, il panorama verticale delle Dolomiti è esploso in migliaia di itinerari che si estendono dalle valli fino alle pareti più famose. Tuttavia, nonostante la loro diffusione, gli spit non sono sempre accolti a braccia aperte in tutte le zone delle Dolomiti, creando un vero e proprio tabù.

Attraverso una narrazione coinvolgente, il libro ripercorre la storia dell’evoluzione del loro utilizzo con uno sguardo attento ai diversi atteggiamenti che si sono sviluppati nel corso degli anni. Dai proclami puristi di figure iconiche come Preuss e Messner, alle sfide estreme delle direttissime, fino alla visione romantica e coraggiosa di generazioni di alpinisti, e all'arrampicata sportiva di alta difficoltà, il mondo dei climber è stato completamente trasformato.

"Spit in Dolomiti: 40 anni di battaglie" è una raccolta di documenti storici, proclami, racconti, polemiche ed interviste..un mix avvincente che non lascia nessun protagonista fuori dalla storia. Ogni personaggio ha un ruolo cruciale, e la trama si sviluppa intrecciando le loro vite in modo indissolubile. Non si può escludere neanche uno di loro senza alterare il senso profondo di tutto il racconto.

L'autore, Alessio Conz, è un esperto nel campo dell'arrampicata, con anni di esperienza sulle montagne delle Dolomiti. La sua passione per queste vette si riflette in ogni pagina del libro. Conz ha vissuto l'arrampicata in prima persona, esplorando la Valle del Sarca e affrontando le sfide delle Dolomiti. La sua esperienza come Geometra, disgaggiatore, gestore di rifugi e infine Guida Alpina contribuisce ad arricchire la sua prospettiva unica.

In definitiva, "Spit in Dolomiti: 40 anni di battaglie" è un libro che ti terrà incollato alle pagine, emozionandoti con le sue storie di avventure verticali e rivelando i segreti e le trasformazioni del mondo dell'arrampicata. Se sei appassionato di montagna o semplicemente desideri conoscere ed approfondire questo argomento, questo libro è perfetto per te.


Acquistabile 
qui