mercoledì 13 giugno 2012

Arrampicata notturna: le più belle vie della falesia di Soave "sotto i riflettori"



Ha un non so che di speleologico, però mentre fai sicura guardi in alto e vedi le stelle, non ci si cala su corde statiche ma si sale guidati dall'istinto e le rocce non sono viscide e umide ma popolate da miriadi di piccole creature marziane che di giorno se ne stanno nascoste al riparo dal calore della roccia.
Tutto questo è l'arrampicata notturna, un mondo a se, la si potrebbe chiamare in inglese come va di moda adesso..non so..night climbing?  cazzate, meglio i termini nazionali, come le sigarette..insomma sta di fatto che l'anno scorso per mancanza di tempo ci si trovava a giugno con la palestra del Fasi chiusa per ferie, col king rock troppo da snob e sopratutto troppo caro e allora che si fa? Ci toccherà mica buttare via la forma acquisita con mesi e mesi di pannello invernale? No dico io, col c***o andiamo in falesia e se occorre anche di notte. Detto fatto ci troviamo armati di frontalini led a salire e scendere su vie che conosciamo ormai tutte a memoria ma che assumono colori diversi e forme in particolar modo, date dalle diverse ombre che lanciano un nuovo approccio con la via che sembra nuova, diversa, un'altro pianeta.

La falesia è quella del cuore, Soave, San Lorenzo..ex cava, bassissima quota, roccia gialla conchigliacea che punge le dita..qui abbiamo imparato ad arrampicare, ci si veniva col motorino o in bicicletta dalla Valdalpone su e gù per Castelcerino.
Per chi non la conoscesse si trova qui (45°25'10.18"N -  11°15'21.27"E) a poche centinaia di metri dal centro del soave borgo medievale di Soave, vie brevi 10/12m dal 3 al 7b giusto per iniziare, torrida d'estate vista la quota ed infestata di zanzare ideale per le giornate autunnali e primaverili vista la sua forma ad anfiteatro si può sempre cercare il sole.
I settori sono 6 in senso orario: i tetti, lo scivolo, le placche nere, la conca, le placche solari e lo strapiombone arrampicata varia in generale ma le nostre vie preferite si trovano sulle placche quindi tecnica, di potenza su tacche a detta di moti gradate un pò troppo generose.

Mirror 6b+

Super Nico 7a

sabato 7 aprile 2012

Falesia Zonati - Chiampo

Tanta roba a pochi minuti da casa, non siamo in Valdalpone ma in Val Chiampo, la sorella maggiore vicentina di sinistra. Aggiungendo solo 15 minuti di strada in più ecco una falesia magnifica (sono di parte si...è la mia preferita..), un perfetto panettone di calcare compatto pieno di canditi, appollaiato a mo di rapace sulla cima della collina in posizione superpanoramica sulla sinistra idrografica della valle.

Mi accingo ad una breve ed umile recensione perchè su questa falesia si trovano veramente pochissime info...


Per accedervi si risale la Val Chiampo fino al semaforo di Chiampo, si gira a destra e si risale la strada fino in cima in località Zonati, occhio la strada è stretta con dei dossi che potrebbero non farvi vedere qualche pischello kamikaze con il motorino rigorosamente senza casco. Giunti ad uno slargo pianeggiante dopo la contrada (spazio per il parcheggio) sarete in vista dello scoglio che emerge sulla punta della collina tra un boschetto posto, ripidamente sopra ad un vigneto. Si risale la strada che continua in salita per abbandonarla quasi subito risalendo il pendio fin sotto alla parete (2 minuti).
Falesia quattrostagioni dalla formaa ad "L" con una parte esposta a sud-ovest ed una a nord-ovest con tre settori un "Entry Level", un "Intermediate" ed un "Pro". Dal tabellone con l'elenco delle vie si contano 24 monotiri che vanno dal 4b al 7b per un altezza massima di 16 m, arrampicata varia da placca tecnica in completa aderenza a strabiombi ben appigliati insomma per tutti i gusti. Sul settore storico le prese sono state un po lucidate dalle ripetizioni.
Non conoscendo gli apritori li cito comunque complimentandomi per l'ottimo lavoro svolto e sollecito i possibili visitatori a mantere il luogo pulito come lo si è trovato.
Di seguito alcune foto scattate in una sera primaverile dopo-lavoro sulla Lavagna (la via più rappresentativa a mio parere), più un estratto del tabellone delle vie trovato sul blog del "GAS" di Arzignano.

Panoramica settore Pro


Lavagna 6b+



Profilo su Spigolo Bello 5c+




Falesia Zonati (Chiampo) - Relazione di Stefano Bolcato

lunedì 2 aprile 2012

Sivieri: nuova via, un possibile 6c

Domenica 1 Aprile 2012, dopo gli eccessi alcolici dell'Alpon Jam Jamboree si decide di rimanere in zona.. destinazione con ostinazione Vestena City.
Senge di Sivieri quindi, è stata così individuta e salita una nuova via, probabilmente percorre il punto di maggior sviluppo, all'incirca 25 m dapprima appoggiati e successivamente su strapiombo con passaggi in monodito per terminare sulla sua caratteristica ed aerea cuspide dalla forma "missilistica".
Il monotiro si trova alla sinistra del diedro-camino che separa la paretina della precedente "Orticello".
E' stata chiamata "L'alveare" per i resti trovati in un buco dello strapiombo indicanti la presenza in passato di una grossa ed impressionante colonia di api. 
La via non è chiodata! 
Ci siamo calati in doppia dagli alberelli (solo apparentemente poco solidi...) sovrastanti e ripulito da edera e pietre instabili, quindi risalita in moulinette ma non liberata in rotpunkt. 
Contando in una futura chiodatura proseguiamo l'opera di individuazione di possibili vie di salita.

Lo spigoletto dove corre "Orticello"

In doppia durante la pulizia di "Alveare"

Il Diedro con a dx Orticello e a sx Alveare

La via che termina sulla punta del "missile"

mercoledì 7 marzo 2012

Rocca di Manerba

Sconfinando..ci siamo imbattuti per caso in una domenica primaverile e nebbiosa ad arrampicare sulla snobbata scogliera di Manerba del Garda (Brescia).
Ma perchè una così lunga scogliera di arenaria vergine a strapiombo su di un Garda pressochè caraibico, con pareti che partono dai 60 metri in su...perchè solo 4 (stupende) vie ??? A me sembra l'eldorado....

La struttura della falesia è alquanto insolita, sviluppata a triangolo con un vertice alla base, dalla quale parte la via di attacco di una quindicina di metri che porta ad una sosta vicino ad un alberello dal quale partono la maggior parte delle vie. Per questa cosa potrebbe risultare un pò selettiva a causa del grado (un 6 e qualcosa mi sembra..) ma comunque c'è sempre la possibilità di arrampicare sullo spigoletto che viaggia sul 5b.
La chiodatura è un fritto misto, segno delle varie epoche e generazioni di arrampicatori ma ultimamente nella parte bassa è stata sostituita con nuovi spit raumer nuovi di zecca. Soste su catena, alcune con anello di calata e alcune no.
La parte alta delle vie rimane con i vecchi e lunghi resinati penso per la possibilità di calarsi da sopra con dei resinati vicini ad un caratteristico un alberello con una doppia molto psycho.

Noi abbiamo ripetuto i primi due tiri di Granchio Verde e Psycho trovando roccia esaltante ed arrampicata tecnica.

Dal vecchio sito GardaClimbing:

ACCESSO
Giunti a Manerba del Garda, sulla statale Salò-Desenzano si prosegue verso il centro paese e verso la frazione Montinelle. Si continua in direzione del Porto Dusano per circa 500 m in via San Giorgio, prima di scendere verso il porto si gira a sinistra in via Agello. La si percorre per altri 500 mt. circa e si parcheggia, nei pressi del bar. Costo del parcheggio del parco naturale per l'intera giornata 4 euro festivi, 3 euro feriali (tessera otto ingressi 20 euro). A piedi si prende una strada sterrata e si gira alla seconda a destra (la prima è via Marinello) costeggiando alla vostra sinistra, un uliveto di nuovo impianto, recintato.
Si prosegue per circa 1 km fino ad un bivio con segnaletica dei sentieri. Se si prosegue a sinistra costeggiando il bosco si arriva sopra la falesia dove trovate gli alberi per la calata. Recentemente sono stati anche messi due resinati per calarsi più a destra della sosta numero 1 (X1). Se si prende il sentiero in discesa si costeggia poi la fascia rocciosa e si giunge in 10 minuti alla base del diedro. Da qui a piedi per 100 m su strada sassosa, poi a destra in salita, per entrare in un uliveto e trovarsi sul margine che delimita la scarpata verso il lago; da qui in salita si giunge in cima alla falesia dove si trovano degli alberi per calarsi.

INFO
Falesia poco frequentata ma comunque molto bella, alta circa 60 metri, di arenaria grigia, qualche volta "polverosa". Alcuni dicono che sia stata richiodata recentemente con i resinati, ma solo per alcune vie. Il gruppo Gc sta provvedendo ad una parziale richiodatura e messa in sicurezza di alcuni tratti, chiodati lunghi..... Negli anni più persone ci hanno messo mano e le varie richiodature hanno un po' falsato gli itinerari originali. QUINDI MASSIMA ATTENZIONE!!! Le vie, sempre estetiche ed aeree, sono generalmente tecniche; l'esposizione è a Nord quindi si consiglia l'estate ( a luglio meglio dopo le 13.00).
Si può partire dal basso con la via n. 1 o con la nuova via n. 10, uscendoa destra su X1 sosta da cui partono le vie 2-4-5-6-8, ma ci si può anche calare dall'alto, sia utilizzando le piante che i due resinati fissati a terra (attenzione che qualche ignaro passante, simpatico..., vi sganci la corda...). Si hanno notizie non confermate di alcune perlustrazione sulla scogliera per l'apertura di nuovi itinerari. da  "Arrampicate nel Bresciano" di S. ZIZIOLI - F. MAGRI ed. Mediterranee 1988.



Garda infinito

Granchio verde

Lo spigolo

La parete grigia dove corrono le vie

sabato 3 marzo 2012

Senge di Sivieri...l'ambizioso progetto

Vestenanova, provincia Est di Verona, il cuore della Valdalpone..il motivo per il quale esiste questo blog: attrezzare dei tiri di roccia in una valle in cui è noto che non ci sono pareti o sassi o qualsiasi altra cosa di arrampicabile (tranne lo scempio vergognoso delle cave di basalto) 


Per primo è stato scovato il monte Birone in quel di S. Giovanni Ilarione.. entusiasmo a mille per la roccia (anche se poca) per il paesaggio in cui è incastonato, ma pace all'anima sua..è stato subito oscurato dalla scoperta delle Senge di Sivieri..quasi in centro a Vestenanova, il paese successivo risalendo la valle.


Esci dal bar del centro dopo aver bevuto un ombra e loro sono lassù che ti guardano, da quella prua vegetale che chiude guardando a nord verso le "Piccole" la Valdalpone e la separa dai nostri cugini vicentini. Possibile che nessuno mai se ne sia accorto? Neanche i locali...non lo so.


A fine novembre io e il forte Sandrino siamo andati fin sotto alle pareti, con un pò di scetticismo devo dire ma siamo stati subito screditati, c'è da lavorare, c'è da pulire, c'è da contattare i proprietari dei terreni, insomma tanta roba e non voglio svelare nulla per ora.
L'esposizione è a nord, quindi ottimo per i pomeriggi estivi, la quota è di 530 mt, la roccia è calcare bianco compatto, l'altezza varia dai 10 ai 15 metri..i settori sono due: quello di destra (da noi visitato) e quello di sinistra (ancora da esplorare) separati da una costola di bosco che porta alla cima.
 C'è molta vegetazione ma la foto inganna molto perchè da sotto gli alberi non rompono più di tanto, abbiamo fatto il test-roccia attrezzando una sosta sullo spigolo all'estrema sinistra del settore di destra con un chiodo arancione ed una clessidra...nè è uscita un monotiro di 15 metri di 5c denominato "L'orticello" per la conformazione del boschetto in uscita.


Spero a breve di poter aggiungere notizie perchè il progetto è veramente interessante.


lunedì 20 febbraio 2012

Nuova cascata di ghiaccio in Val Revolto

CASCATA BOSCHETTO

La Val di Revolto parte dall'abitato di Giazza in alta val d'Illasi e si inerpica incastonandosi tra le pendici dell'altopiano lessinico a sinistra e delle Piccole Dolomiti a destra. La val d'Illasi è adiacente alla Valdalpone sulla destra idrografica ed è facilmente raggiungibile dalla zona in mezzora: quindi posti magnifici, in inverno poco battuti e dietro l'angolo...un terreno di gioco da scoprire.

Penultimo w/e di febbraio decidiamo di andar a far qualche cascata in alta Val Revolto (Giazza) complice la perturbazione invernale (l'unica dell'anno) della settimana precedente, le cascate bene o male son tutte formate.

Armati di guide vecchie e nuove (la nuova del Bellò e quella del Bosaro) notiamo con piacere che alcune colate pur evidenti dalla strada non sono manco citate (sarà per la bassa quota e la difficile formazione?)
Sta di fatto che  esattamente dietro al rifugio Boschetto, scendendo nell'alveo del fiume, nella zona degli orti forestali, scoviamo una bella colata di 25 metri con tre risalti di cui uno di 90°, valutabile di quarto. La suddetta cascatella è estremamente visibile dalla strada, mi stupisco che non sia mai stata risalita....mboooh..

La cascata è composta da due flussi glaciali, il destro era crollato e il sinistro cantava e vibrava da vuoto, per questo abbiamo deciso di provarla in moulinette, ci siamo inerpicati sule briglie di contenimento del torrente, aggirato un dosso mugoso e calata con doppia da un albero sradicato....(attenzione alle valanghe in stagioni innevate, importanti segni di potenti slavinamenti).


Mi dispiace veramente di non aver potuto fare nessuna foto ma la colpa è della digitale che se ne voluta rimanere a casa, posto comunque uno screenshot dal googleearth per indicare la zona in cui si trova. Confido di poter trovarla in condizioni migliori nelle prossime stagioni.. magari ci attrezziamo una sosta o un cordone per la calata.


Quel che rimane delle cascata Boschetto (2018)

Cascata dell'orco (2018)


venerdì 6 gennaio 2012

Falesia di Campofontana

Piccolo gioiellino dell'alta valle, ex cava di marmo attrezzata, presenta 6-7 viette sportive attrezzate a spit con sosta raumer il tutto nuovo di zecca..il grado va dal 5b al 6a+ esposta ad est solatia nei giorni invernali nonostante la quota permette una gradevole arrampicata marmorea e nella stagione estiva garantisce la frescura del bosco di faggi nel pomeriggio.
L'altezza non è eccessiva, max 10-12 mt, la radura antistante custodisce un fuoco da bivacco fisso ed un riparo di fortuna composto da grossi blocchi di marmo. Ci si arriva in 3 minuti di cammino parcheggiando la macchina subito dopo il campeggio che si trova sulla strada che dai Tebaldi svalica e scende a Selva di Progno, prendendo la prima stradina sterrata che si inoltra nel bosco.

Abbiamo inoltre ampliato la gamma di vie (in blu nella foto) salendo un evidente fessura e lo strapiombo del "Naso" ben evidente sull'estrema sinistra, necessari 3/4 friends, discesa con la sosta attrezzata della prima via a sinistra. Ci sono altre possibilità di salita sulla placca alla destra della prima via rossa e sul diedro giallo ma attualmente non le abbiamo ancora provate.

Di seguito l'elenco da sinistra a destra:

  1. Il Naso 5b
  2. Diedro 5a
  3. Senza Nome 5c
  4. Senza Nome 6a
  5. Senza Nome 5c+
  6. Senza Nome 5c
  7. Senza Nome 5a
  8. Senza Nome 6a+
  9. Senza Nome 6a+

Tracciato vie falesia di Campofontana

Ale sullo strapiombo del Nasetto