Sviluppo: 220 m
Esposizione: S
Tempo: 3-4 h
Difficoltà: VI A0 (V+ obb.)
Discesa: doppie
Materiale: serie di friend
Con questa ascesa, aggiungiamo l'ultima tappa al gruppo di vie presenti sulla Prima torre delle Giare Bianche, che sono state precedentemente descritte: Alba Nueva, Stella Cometa e Pilastro NE. Questa salita è stata ripetuta insieme a Umberto, un amico condiviso di uno dei due apritori, Simone. La via è stata aperta nel 2018 ed è caratterizzata da un'arrampicata sportiva sia per quanto riguarda l'equipaggiamento che la linea. Il percorso inizia in alto, sul canale che si trova sul lato destro idrografico della torre. Dopo il primo tratto iniziale, l'intero primo tiro si sviluppa sulle ghiaie del vajo. La parte inferiore della via è composta da cubetti di colore giallo e nero, non è la migliore in termini di qualità, ma grazie all'opera di pulizia effettuata nel corso degli anni, la linea da seguire merita apprezzamenti. La salita segue una lunga colata nera che presenta alternanza di placche tecniche e piccoli strapiombini ben ammanigliati.
Potrebbe essere utile avere alcuni friend disponibili per la fessura chiave, che si trova nel quarto tiro, anche se non sono strettamente necessari: le protezioni a fix sono affidabili e nei punti cruciali.
La discesa segue lo stesso percorso delle altre vie: una breve doppia di 30 metri, poi si risale al sentiero di accesso e infine si scende a piedi fino al punto di partenza.
Per un appassionato di trekking (ma anche per il medio alpinista), c'è un'esperienza che non bisogna davvero perdere: il Sentiero n°1 dell'Adamello, meglio conosciuto come Alta Via dell'Adamello. Questo percorso escursionistico per esperti è una delle gemme nascoste delle Alpi italiane, offrendo un'indimenticabile combinazione di maestosità alpina, natura incontaminata, storia e un'intensa dose di passaggi spiccatamente alpinistici. L'Alta Via dell'Adamello è un sentiero escursionistico per esperti che attraversa le magnifiche valli che si sviluppano a ventaglio dai piedi dell'Adamello (Caffaro, Daone, Adamè, Salarno, Miller, Avio, Paghera) in una delle catene montuose più affascinanti delle Alpi orientali. Situato nella regione della Lombardia, il percorso offre un'esperienza unica per gli escursionisti che desiderano immergersi nella bellezza intatta del parco. E’ stato ideato da Adriano Floreancich della sezione CAI di Brescia nel 1969 e nella sua versione originale comprendeva 7 tappe da Passo Croce Domini a sud fino a Temù a nord, successivamente è stato prolungato con una tappa iniziale da Breno a Rifugio Malga Bazena (Passo Croce Domini) nel 2012 e verso Edolo con 2 nuove tappe passando dal Passo delle Gole Larghe che da accesso alla Val Paghera, quindi Rifugio Sandro Occhi e Malga Stain attraverso il passo Gallinera.
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| Il tracciato originale |
Il sentiero N°1 è sicuramente affascinante e gratificante per gli appassionati di trekking: la sua lunghezza complessiva, che supera i 70 chilometri, richiede una buona preparazione fisica e mentale. Durante il cammino, gli escursionisti affronteranno diversi dislivelli con molti passi alpini (bel 12 sulle prime 7 tappe classiche) su terreno quasi sempre accidentato, ma ogni passo sarà ricompensato dalla vista spettacolare di panorami mozzafiato dalle creste granitiche ai ghiacciai del Pian di Neve, il più esteso ghiacciano interamente su territorio Italiano.
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| Tracciato attuale conl'aggiunta di una tappa all'inizio e 2 alla fine |
Questo itinerario offre una panoramica completa della varietà paesaggistica dell'Adamello: dagli imponenti ghiacciai alle distese di pascoli alpini, dalle acque cristalline dei laghi alle vette imbiancate, ogni tappa dell'Alta Via regala uno spettacolo della natura che lascia senza fiato. Oltre all'incredibile bellezza naturale, questa Alta Via offre anche un'opportunità unica di entrare in contatto con la storia. Durante il percorso infatti gli escursionisti incontreranno resti di trincee e postazioni militari risalenti alla Prima Guerra Mondiale, testimonianze di un passato tormentato ma importante. Questi siti storici aggiungono una profondità emotiva all'escursione, ricordandoci il valore della pace e della libertà che oggi possiamo godere. Una delle caratteristiche più affascinanti dell'Alta Via dell'Adamello è la sua autenticità: a differenza di altre mete turistiche in quota, questa zona è ancora lontana dal turismo di massa. Lungo il percorso, i trekkers avranno l'opportunità di immergersi nella tranquillità e nella serenità della natura, lontani dalla frenesia della vita moderna.
Consigli per gli escursionisti
Prima di intraprendere l'Alta Via dell'Adamello, è essenziale prepararsi adeguatamente. Ecco alcuni consigli per rendere l'avventura ancora più piacevole e sicura:
Tappa 1: Centro Storico di Breno - Conca di Bazena
L’avventura inizia dal pittoresco centro storico di Breno, a
un'altitudine di 340 metri sul livello del mare. Il percorso ti porterà a
un'altitudine di 1.800 metri nella Conca di Bazena, con un dislivello totale di
1.460 metri. Questa tappa richiede circa 5 ore. Il paesaggio cambierà
gradualmente mentre guadagni quota, passando da suggestivi paesini a prati
alpini spettacolari. Nota bene: questa tappa è stata aggiunta successivamente e
non farebbe parte del percorso originale che inizia dal rifugio Tassara.
Tappa 2: Dal Rifugio Tassara al Rifugio Tita Secchi
Dopo aver trascorso la notte al Rifugio Tassara (1.800
m.s.l.m.), ci si dirige verso il Rifugio Tita Secchi situato a un'altitudine di
2.367 metri. Con un dislivello di 567 metri, questa tappa richiede circa 2,30
ore di cammino. La vista panoramica e l'atmosfera sempre più di alta di
montagna renderanno questa breve tappa un'esperienza indimenticabile passando
per il passo delle Terre fredde e il famoso Passo della Vacca.
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| L'inconfondibile vacca |
Tappa 3: Dal Rifugio Tita Secchi al Rifugio Maria e Franco
Da un rifugio all'altro, questa tappa ti porterà da
un'altitudine di 2.367 metri a 2.574 metri attraverso ampi spazi desolati di alta
quota. Il tempo di percorrenza varia da 5,30 a 8 ore a seconda delle
condizioni. La difficoltà è classificata come EE, incontrerai tratti più
impegnativi che richiederanno attenzione e determinazione specialmente nel
superare il Passo Brescia dove sono presenti delle catene fisse, dal lato
opposto è presente un facile nevaio già in vista del Rifugio Maria e Franco.
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| Le prime fisse del Trekking proprio sotto al Passo Brescia |
Tappa 4: Dal Rifugio Maria e Franco al Rifugio Lissone
Lasciati affascinare dalla natura incontaminata mentre
percorri questa tappa che va da 2.574 metri a 2.020 metri. Attraverso la Sega d’Arno,
il Lago Avolo e le insidiose Creste di Ignaga fino alla riposante Valle Adamè.
Ci si impiega tra 4,30 e 6 ore per completare il percorso. La difficoltà è
ancora valutata come EEA, quindi assicurati di essere preparato per i tratti attrezzati
che incontrerai lungo il percorso.
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| Le creste di Ignaga, il tratto più insidioso del Trekking |
Tappa 5: Dal Rifugio Lissone al Rifugio Prudenzini
Dopo aver passato la notte al Rifugio Lissone (2.020
m.s.l.m.), ti aspetta una tappa che ti porterà al Rifugio Prudenzini, situato a
2.235 metri attraversando l’ardito Passo Poia in circa 4,30 - 6 ore. Questa
tappa è ancora classificata come EE e non ci sono tratti di corde fisse ma
bisogna saper destreggiarsi nel cammino sui grossi massi di tonalite.
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| Quasi in prossimità del Passo di Poia |
Tappa 6: Dal Rifugio Prudenzini al Rifugio Tonolini
La tua avventura continua e questa volta dovrai superare il Passo
Miller tra i massi granitici scendendo al Rifugio Gnutti. Da qui per sentiero
in discesa e attraverso il caratteristico Passo del Gatto ti permetterà di raggiungere
prima il Rifugio Baitone e poi il Rifugio Tonolini. In alternativa è possibile
giungere al Tonolini attraverso il passo del Cristallo, più alpinistico. Questa
tappa presenta Il tempo di percorrenza varia da 5 a 7,30 ore e sono presenti
alcune corde fisse.
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| Lo Gnutti visto dal Passo Miller |
Tappa 7: Dal Rifugio Tonolini al Rifugio Garibaldi
Preparati per una giornata di avventura mentre percorri
questa tappa che raggiunge il passo più alto di tutto il trekking: il Passo di
Premassone. Ambiente di alta quota e scorci da cartolina con l’inconfondibile
profilo dell’Adamello. In discesa sono presenti alcune catene fisse. Raggiunta
la diga è necessario superare lo stretto e ripido Passo del Lunedì.
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| Spettacolo al Passo di Premassone |
Tappa 8: Dal Rifugio Garibaldi al Rifugio Occhi all'Aviolo
Da qui in poi si tratta di due 2 tappe aggiunte: il sentiero
originale terminerebbe al Garibaldi per poi discendere completamente la Val d’Avio
fino a Temù. In ogni caso se si vuole proseguire oltre questa tappa ti condurrà
attraverso il Passo delle gole Larghe. Preparati per una camminata di 5-7 ore,
con una difficoltà valutata come EE.
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| Il termine dell'Alta via classica al Rifugio Garibaldi |
Tappa 9: Dal Rifugio Aviolo a Edolo
L'ultima tappa ti porterà da 1.930 metri a 720 metri di
altitudine, mentre ti avvicini alla fine del tuo viaggio. Dovrai affrontare l’ultimo
passo del Trekking: il Gallinera e la Malga Stain.
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| Foto credits: GRRC |
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| Primo tiro, compatto chiodi un po' nascosti |
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| Trasferimento di 100 m |
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| Crux |
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| Ultimo facile tiro, non unirlo a quello prima! |
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| Sul penultimo tiro, bellissimo traverso |
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| Appena sopra al trasferimento |
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| Doppie aeree da "alberelli" |
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| In tutta la sua bellezza dal sentiero sottostante |
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| Ultimo tiro |
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| Camino di attacco |
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| Il colle Valsecchi a sx, l'attacco a dx |