martedì 26 luglio 2022

Corno Piccolo, Spigolo delle Guide & Aquilotti 75

Spigolo delle Guide - Prima Spalla (VI+, 400 m)

Zona: Gran Sasso
Sviluppo: 400 m
Esposizione: NW
Tempo: 4 h
Difficoltà: VI+ (VI obb)
Discesa: per la via del canalone
Materiale: friend m.p.
Relazione seguita qui

Prima esperienza in Gran Sasso, scegliamo questa via dalla linea e dai gradi classici, ci accorgiamo fin da subito che i gradi abruzzesi sono ben diversi di quelli che siamo abituati. In via troviamo dei locals, sul tratto in comune con Meridionalizziamoci, che ci dicono che sebbene che quest'ultima ha un grado in più, lo Spigolo delle guide è più severa, per chiodatura e compattezza della roccia. In sostanza, continuano loro, in Gran Sasso ci sono due tipi di vie classiche, le classiche e le classiche cazzute. Riusciamo a venirne fuori con stile e usciamo sulla via della Virgola. Bella bastonata che ci fa rendere conto di quanto sono forti gli scalatori che hanno aperto su queste placche compatte e verticali. Accesso: dalla Madonnina raggiunta percorrendo l'Arapietra prendere il sentiero Ventricini. Scendere nella conca alla base delle pareti Nord della Prima e della Seconda Spalla del Corno Piccolo, la via attacca sulla sinistra allo sbocco del canale Bonacossa.

Cordata impegnata su L7

L1

L2

L6

L7 dalla sosta

Aquilotti 75 - Seconda Spalla (VI+, 200 m)

Zona: Gran Sasso
Sviluppo: 200 m
Esposizione: NW
Tempo: 3 h
Difficoltà: VI+ (V+ obb)
Discesa: Canale Bonacossa
Materiale: friend m.p.
Relazione seguita qui

Seconda esperienza al Gran Sasso, scegliamo una classica-classica per onorare il Gruppo che da quasi 100 è attivo sul Gruppo. Qui la faccenda è decisamente più plaisir, i chiodi ci sono dove non si riesce ad integrare come pure le soste, alcune hanno addirittura uno spit di rinforzo. Usciamo baldanzosi dal delicato tiro di traverso per prendere un'immancabile bastonata nei denti sull'ultimo tiro ("sovente percorso in artificiale" cita la guida), un VI+ che ha l'aria di un 6c. Successivamente i locals ci diranno che si supera con incastro di pugno, noi ce la siamo cavata con una durissima Dulfer.  Accesso: dalla Madonnina raggiunta percorrendo l'Arapietra prendere il sentiero Ventricini. Scendere nella conca alla base delle pareti Nord della Prima e della Seconda Spalla del Corno Piccolo, scendere nel Canale del Tesoro Nascosto, risalire lungo le scale e le corde metalliche che si incontrano, proseguire lungo un canale fino a raggiungere la Forcella del Belvedere, scendere per 50 m ed individuare l'attacco su una placca sotto ad una grandissima lama.

L3

L4

L5


Difficile fessura di uscita





giovedì 7 luglio 2022

Presolana Centrale, Via Bramani-Ratti (VI, 280 m, V obb.)

Zona: Presolana Centrale
Sviluppo: 280 m
Esposizione: SW
Tempo: 5 h
Difficoltà: VI (V+ obb)
Discesa: doppie
Materiale: friend m.p.

Prima via di roccia in Presolana, consigliataci durante una precedente incursione dal gestore della Cassinelli per la compattezza e ottima qualità della roccia. La via ad eccezione di alcuni tratti sulla quinta lunghezza è stata all'altezza delle nostre aspettative: buchi, fessure e calcare bianco molto compatto che ci ha ricordato la sud della Marmolada.
Tutte le soste sono attrezzate a fix mentre sulla via nei tratti più facili è necessario integrare con friend medi e cordini. La discesa avviene lungo la via con 5 rapide doppie di cui una di 50 m quasi interamente nel vuoto. L'attacco è esattamente di fronte al Biv. Città di Clusone, tra lo spigolo Longo a destra e la Cresta Saglio a sinistra (non vi sono nomi all'attacco) e si raggiunge attraverso una timida traccia con indicazioni per il monte Visolo da abbandonare successivamente per i ripidi prati fin sotto alle rocce basali.
Sicuramente consigliabile. 


L6

L5

Calata in doppia

L3

Spigolo Longo

Chiave, Variante Scandella

Cordata impegnata sul quinto tiro

Attacco della Via



lunedì 27 giugno 2022

Bastionata del Raparo, Spigolo della Luna (V, 160 m, IV+ A0)

Zona: Tresche Conca
Sviluppo: 160 m
Esposizione: W
Tempo: 4 h
Difficoltà: V (IV+ A0)
Discesa: a piedi
Materiale: cordini, friend m.p.
Parcheggio: 45º50'36.733"N 11º24'24.656"E


Bella via fresca e all'ombra adatta alle afose giornate estive che percorre un arioso spigolo sulla testa della Val D'Assa esattamente di fronte alle famose pareti del Bostel. La roccia è quella tipica della Valdastico, qui ottima e ben ripulita: ampi fascioni di roccia compatta dove si scala passando da una stratificazione all’altra.  Nonostante il grado non elevato qualche fessura è stata lasciata da proteggere quindi bisogna avere una minima esperienza con il piazzamento di protezioni veloci. Successiva all’apertura è stata aperta una variante più impegnativa (VI) ma più continua sul terzo tiro per evitare il camino svaso ma con caratteristico e simpatico cuneo (IV+).

Accesso (da relazione originale):
"Da Treschè Conca raggiungere contrà Mosca, dove si lascia l’auto nel piccolo parcheggio poco sotto l’abitato. Imboccare la forestale che scende a valle e dopo 250 metri prendere la prima strada a dx che si incontra (bollo CAI n° 633). Proseguire fino ad un grande prato aperto dopo il quale la strada diviene evidente sentiero. Percorrerlo in discesa (tratto attrezzato con corde fisse) fino ad un enorme masso con bollo CAI. Abbandonarlo e prendere un’esile traccia sulla dx (ometti) che in breve conduce all’attacco dell’itinerario (luna gialla incisa alla base). (20/25 min dall’auto)."

Discesa  (da relazione originale):
"Dall’ultima sosta alzarsi per pochi metri nel bosco fino ad intersecare un’evidente traccia di
camosci. Seguirla verso dx (viso a monte) costeggiando il ciglio della parete per pochi minuti fino a ricollegarsi nuovamente con il sentiero n° 633 che riporta all’auto. (5 min fino al sentiero n° 633 + altri 10 minuti fino all’auto)."


Relazione con nuova variante di VI







Malga Cornetto, Mosaico (VI, 200 m, IV+ obb.)

Zona: Pilastro del Vajo Stretto
Sviluppo: 200 m
Esposizione: NE
Tempo: 4 h
Difficoltà: VI (IV+ obb)
Discesa: doppia, ferrata
Materiale: cordini, friend medi

Via del 2021, attacca 10 metri a destra della più famosa Maica, sul pilastro del Vajo stretto. Otto lunghezze protette a chiodi e numerosissime clessidre, molte da ripassare, soste a chiodi (alcune da rinforzare con friends). La prima metà corre lungo una striscia gialla verticale che sembra un colatoio tra la vegetazione; molto lavorato e ben visibile anche dal parcheggio della Malga Cornetto, la qualità della roccia migliora man mano che si sale. Un tratto di VI ben protetto alla partenza del secondo tiro ed un tratto di VI- sul quarto tiro sopra alla grande cengia che divide in due la via e dove si avvicinano anche i percorsi adiacenti. Ultimo facile tiro in comune con Maica con la quale condivide anche il libro di via. 

L1:28m VI-
L2:29m VI
L3:25m IV+
L4:15m VI+
L5:30m IV-
L6:40m V+ (Libro di via)
L7: tiro finale di Maica

Discesa come per lo spigolo Noaro: facile cresta poi doppia dal buco, trasferimento delicato e ultima doppia fino all’uscita della ferrata dalla quale si scende di nuovo alla macchina.


Foto da internet










giovedì 16 giugno 2022

Biacesa di Ledro: concatenamenti consigliati

Questa panoramica riunisce in modo sistematico le informazioni provenienti dalle principali pubblicazioni e risorse online dedicate alle vie di arrampicata di Biacesa di Ledro, soprannominata «Regina del Lago». L’obiettivo non è tanto offrire una mera relazione delle salite o dettagli sulla sentieristica e gli accessi, quanto invece valorizzare l’assetto spaziale di ciascuna via e il loro intreccio reciproco, permettendo così di concepire affascinanti cavalcate invernali. Concatenando tutte e quattro le fasce rocciose si ottengono sviluppi di arrampicata significativi, che arrivano fino a 26 lunghezze di corda. Lo schema, aggiornato a maggio 2025, è pronto per guidarvi nella pianificazione delle vostre uscite.






Petit Flambeau, Cresta Nord Ovest (PD, 300 m, 45°)

Zona: Rif. Torino
Sviluppo: 300 m
Esposizione: N
Tempo: 2 h
Difficoltà: PD
Materiale: friends mp

Salita breve e di ripiego in caso di maltempo. Dal colle omonimo si scende sul ghiacciaio seguendo la traccia a destra costeggia la cresta stessa in direzione della Vierge. Arrivati al colletto tra la Vierge e la cresta con facile progressione passi di I°/II°) salire sul filo superando una serie di blocchi con arrampicata elementare. Si supera un breve tratto più verticale (qualche friend di passaggio, non indispensabile) che porta al pendio nevoso (200 m a 45°). Per scendere continuare sul filo di cresta prima e successivamente con un traverso che conduce nuovamente al Col Flambeaux e da qui fino al Rif. Torino.


Tracciati di accesso e salita visti dalla Vierge

Vista sulla Vierge



Spettacolare tratto finale della salita

mercoledì 15 giugno 2022

Gran Paradiso, Parete Nord Ovest (D-, 400 m, 55°)

Zona: Rif. Chabod
Sviluppo: 400 m
Esposizione: NW
Tempo: 11 h
Difficoltà: D- 55°
Discesa: via normale
Materiale: 2 picche 7-8 viti

Salita non difficile ma molto remunerativa dal Rifugio Chabod in Valsavarenche, la traccia di accesso inizia esattamente di fianco al Bivacco Invernale, risale in costa fino ad attravarsare la valle con alcuni ponticelli, risalita tutta la ripida morena si inizia a pestare quel che rimane del ghiacciaio fino ad arrivare alla terminale sotto alla nord. La via si presta alla salita in conserva protetta o a tiri di corda in base alla quantità di neve appiccicata alla parete. Nella seconda metà sono presenti delle soste sulla parte rocciosa di sinistra. Usciti in cresta dal canalino roccioso sempre a sinistra. Dalla cresta si risale brevemente poi in piano e che non tratto di disarrampicata si raggiunge la sella sotto la cima con la Madonnina dove ora è stata installata un orrenda ferratina (attenzione, senso unico, scendere dall'altro lato!). Discesa per la normale dal Chabod, in caso di scarsa visibilità prestare attenzione a non prendere la traccia che sale dal Vittorio Emanuele.