lunedì 24 agosto 2026

Cimoncello, Spigolo Conforto (180 m, VI, V+ obb.)

Sviluppo: 200 m, 6L
Esposizione: S
Tempo: circa 2 h 30 min
Difficoltà: VI max, V+ obb., R2
Materiale: NDA, friend m.p. cordini
Discesa: a piedi


Lo Spigolo Conforto del Cimoncello è una delle grandi classiche della Val d’Astico, una linea evidente che segue il filo meridionale dell'evidente prua sopra Arsiero. Calcare generalmente ottimo specialmente sul secondo e terzo tiro, arrampicata di stampo alpinistico talvolta ostacolata dalla vegetazione e una chiodatura che conserva parecchio del carattere originario della via.
La salita risale al 26 maggio 1935, quando Umberto Conforto, Luigi Toffoli e Danilo Zoppi affrontarono lo spigolo dopo due precedenti tentativi compiuti il 7 e il 14 aprile. Quella stessa mattina Piero Pozzo e Francesco Padovan raggiunsero la parete da Vicenza, arrivando fino ad Arsiero in bicicletta. Trovata la cordata di Conforto già impegnata sullo spigolo, si spostarono su un’altra linea aprendo la via dello Spigolo Est, oggi quasi abbandonata e situata a sinistra della Via dei Diedri. A fine giornata le due cordate, con un fair play d'altri tempi, si ritrovarono sull’altopiano per complimentarsi a vicenda, dopo aver lasciato sulla parete due itinerari destinati a entrare nella storia alpinistica del Cimoncello.

Il settore dello Spigolo Sud è oggi attraversato e affiancato da diverse linee aperte in epoche successive. Nella parte centrale compare la Via del Cuore, mentre poco più a sinistra corre lo Spigolo Sud-Ovest di Diego Campi oltre che alla Direttissima Conforto, via di artificiale degli anni '50, ancora più a destra.

Un riferimento importante per interpretare la chiodatura moderna sparsa sullo spigolo è proprio Forza Cariatidi, aperta nel 2011 dal team Balasso. L’itinerario sviluppa circa 220 metri e sfrutta inizialmente la parte inferiore della parete donandone maggior continuità. La terza sosta coincide con l’attacco dello Spigolo Conforto; nei tiri successivi Forza Cariatidi si mantiene per un tratto sulla destra della classica, per poi attraversarla e portarsi decisamente a sinistra con la variante di VIII+ citata nella relazione della guida Casarotto.

Questo intreccio di itinerari spiega la presenza di fix lungo la parete, conviene quindi seguire con attenzione l’andamento dei diedri selezionando "il facile nel difficile" per non sbagliare il percorso.

Accesso: Parcheggiare presso il Sacrario del Monte Cimone, raggiungibile dalla strada Arsiero-Tonezza seguendo la deviazione a sinistra per Contrà Campana-Sacrario. Dal parcheggio scendere lungo la strada per qualche centinaio di metri, quindi imboccare sulla destra il sentiero segnalato n. 547 (SWP).
Proseguire sul sentiero per circa 10 minuti; in prossimità di un ometto abbandonare il tracciato principale e seguire una traccia che devia verso destra, fino a raggiungere la parte sommitale dello spigolo (20 minuti).
Dalla cresta iniziare quindi la discesa disarrampicando lungo lo spigolo (ometti). La prima calata in doppia si trova qui (45°49'26.8"N 11°21'18.6"E). Prosegue con una successione di 3 corde doppie (60, 50, 25 m), utilizzando le soste attrezzate a spit, fino a raggiungere il punto di partenza dell’itinerario. Esiste la possibilità di salire anche dal basso parcheggiando in uno slargo dopo la galleria "Tartura".

Descrizione:
L1 - Dalla base risalire le rocce articolate dello zoccolo, mantenendosi inizialmente verso sinistra e portandosi progressivamente sullo spigolo. Superare alcuni gradoni ben appigliati fino alla terrazza con albero. (Tiro solitamente non percorso da chi si cala per la presenza di erba). 30 m, IV.
L2 - Affrontare la compatta placca grigia sopra la sosta, cercando i punti più lavorati della parete. Spostarsi leggermente, raggiungere una fessurazione più marcata e proseguire su terreno ripido verso il diedrino fessurato superiore. 30 m, V+. (La guida Valdastico Verticale lo da di VI+).
L3 - Continuare nel diedro verticale fino al caratteristico tetto che ne interrompe la prosecuzione. Traversare sulla destra sfruttando la fessura orizzontale, quindi riprendere la salita lungo un sistema di lame e placche. L’uscita sulla piccola cengia presenta il celebre passaggio delicato ricordato nelle vecchie relazioni come “passaggio del gatto”. Sosta poco più a destra. 25 m. (VI+ per Valdastico Verticale, VI- per le guide Casarotto e Schiro).
L4 - Spostarsi a destra della sosta e superare direttamente il breve tratto strapiombante. Proseguire su rocce gradinate e lungo un diedro meno continuo, passando nei pressi di una pianta che ostacola il passaggio. Raggiunta la cengia traversare nettamente a sinistra e raggiungere il terrazzino poco più i basso. Sosta su spit, clessidra e chiodo. 30 m, V+, poi IV.
L5 - Salire sopra la sosta e portarsi progressivamente verso sinistra seguendo una cengetta che riconduce sul filo dello spigolo. Continuare per gradoni e roccia più appoggiata fino a sostare su albero. 25 m, IV, III. Se si desidera arrampicare maggiormente su roccia che su erba seguire l'ultima lunghezza di Forza Cariatidi (fix a sinistra), soluzione tuttavia non testata.
L6 - Proseguire un po' corda in mano per poi salire l'ultimo risalto partendo dal diedro a sinistra, sostare alla sosta della prima calata. 60 m, IV.

Discesa: risalire la cresta finale slegati e poi il percorso dell’andata fino alla strada asfaltata e poi al parcheggio. 15 min circa.



L2

Uscita di L2 prima del passo del gatto

L4

Ultimo tiro

L3

Relazione Casarotto, per noi la più fedele

Relazione M.Schiro, sulla destra la Direttissima Conforto

Forza Cariatidi in rosso con la variante indicata da Casarotto. In giallo la Conforto


Sdrammatizziamo un po'

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