mercoledì 7 gennaio 2026

Le cascate di ghiaccio del Circolo del Gelo (Val Daone)

Il Circolo del Gelo è uno dei luoghi che, per quanto remoti e poco frequentati, sono entrati fin da subito nella bibliografia del cascatismo in Val Daone. Nella prima guida dedicata, Righetti lo colloca già con precisione nel contesto geografico e nella logica dell’avvicinamento, lasciando anche traccia di quel simpatico tono “da montagna” alla Popi Miotti, tipico delle pubblicazioni di quegli anni:

"Il circolo del Gelo è posto a monte della Val di Leno, in direzione Sud-Ovest, proprio sotto la Cima di Blumone. Per raggiungerlo percorrere tutta la Val di Leno e proseguire per il sentiero fino alla splendida piana che si apre di fronte al circolo (in inverno, con la neve, seguire il fondovalle, anche se spesso non è molto evidente, ma in fondo non siete alpinisti? Se vi dicessimo sempre tutto non sarebbe così divertente....e poi in fondo noi ci siamo sempre persi....). Sulla sinistra salendo, una volta arrivati al limitare della piana, si trova Malga Gelo (1867 m.); l’organizzazione offre: camera con doccia calda, vista stupenda sulle montagne circostanti, piatti locali, tra i quali eccellono gli scampi alla papaya e il filetto al pepe verde (per le aragoste bisogna prenotare); e poi campi da tennis, piscina, sauna e, con supplemento di prezzo....Siamo i soliti burloni, ma Malga Gelo non la cambieremmo con il miglior albergo; la pace, il silenzio, il profumo della legna che brucia nel camino sono solo alcuni dei momenti che si vivono qui. 

Circolo del Gelo = tempo per respirare. 

NB: il Circolo ha esposizione Nord ed una quota di circa 1900/2000 m., per cui le cascate si formano già a metà Novembre e rimangono generalmente fino ad Aprile."

A questa prima storicissima descrizione (tenete in considerazione il climate change) si affianca anni dopo, una conferma più breve ma esplicita, che mette a fuoco il valore del Circolo del Gelo come meta di riferimento. Francesco Cappellari, nello storico e più mainstream "Ghiaccio verticale", lo riassume senza giri di parole:

"Non può mancare al ghiacciatore una visita al Circolo del Gelo [....] Vale la pena, almeno una volta nella vita, raggiungerlo per l’ambiente solitario e incantevole in cui è inserito."

Insieme, queste due citazioni aiutano a capire perché il Circolo del Gelo sia rimasto, negli anni, un punto fermo nonostante l'ingaggio dell’avvicinamento spesso nella neve alta (circa 900 m D+): non solo per la qualità delle condizioni e per la sua stagionalità, ma per l’identità netta che si è costruito fin dalle prime pagine dedicate al ghiaccio in valle. E, alla luce dell’evoluzione del cascatismo “di massa”, viene quasi spontaneo aggiornare la formula di Righetti: più che "tempo per respirare", qui ora è davvero “tempo per scalare”. Un tempo e un luogo che restano lontani dalle dinamiche delle linee comode a bordo strada, quelle su cui spesso si concentrano tutte le "cordate-social", e di conseguenza, anche da parte dei rischi oggettivi che questa concentrazione inevitabilmente porta con sé.


ACCESSO

Dal parcheggio della centrale di Malga Boazzo in Val Daone si prosegue per la forestale verso sud, si oltrepassa la Regina del Lago (Cascata del Leno) e si prende il sentiero 246 che porta ripidamente a Malga Leno. Dopo la malga si prosegue nel fondovalle che, come ripete spesso Placido Corradi, ricorda un piccolo Canada, tenendosi alla verso sinistra e superando il torrente con una passerella di tronchi. Un successivo pianoro anticipa l'ultimo tratto boscoso ripido che anticipa a sinistra la bella (ma trasandata) malga Gelo (1.5 h con buona traccia altrimenti aumentare di un'ora). Sommare un'ulteriore ora, se si deve tracciare nella neve per raggiungere le cascate, prestando attenzione ai grossi ed insidiosi massi. Utili gli sci o le ciaspole in questo tratto.

LE RELAZIONI


1. Alura? (150 m, 2+)

S. Conti, Luigi Trippa, Giorgio Carlotti, G. Iotti (19.11.1995)

Cascata-goulotte a sinistra del Sogno del Playboy. Scendere a sinistra fino ad una corda doppia attrezzata.

2. Il Sogno del Playboy (70 m, 3)

Stefano Righetti, Andrea Beati, Giuseppe Foscili (21.11.1993)

Da malga Gelo puntare all’estrema sinistra della bastionata che delimita il circolo; si notano quattro belle cascate su placche appoggiate; questa è quella centrale, con due evidenti restringimenti nella parte mediana. Dall’uscita spostarsi a destra per una decina di metri fino ad un ancoraggio per calata; con due corde doppie si torna alla base.

3. Il Ritorno di Cavallo Selvaggio (70 m, 3+)

A destra della precedente, incassata in una stretta forra, dopo un piccolo sperone. Per scendere Salire verso sinistra fino ad un evidente spuntone, obliquare salendo ancora una trentina di metri e attraversare decisamente sempre verso sinistra fino a raggiungere l’ancoraggio di calata dell’itinerario precedente.

4. Carne Salada (80 m, 4)

A destra della precedente, quasi al centro della bastionata, presenta un tratto iniziale innevato e facile. Discesa in corda doppia lungo la via.

5. Lucente Aurora (80 m, 4)

Al centro della bastionata; è riconoscibile per un primo tiro molto ampio, mentre il successivo si insinua in una stretta goulotte. Discesa in corda doppia, da attrezzare, lungo la via.

6. Cascata di Gall (140 m, 3)

Al centro della bastionata ed è riconoscibile per essere quella di sinistra di due colate con la parte iniziale in comune per un lungo tratto. Discesa in corda doppia sulla destra.

7. La Plecia Secia (100 m, 4+)

Come la precedente; questa è la diramazione di destra. Discesa in corda doppia, da attrezzare, lungo la via.

8. Prosit (85 m, 3)

Si tova nel penultimo canalone sulla destra del circolo e sale per la stretta goulotte a sinistra. Discesa in corda doppia, da attrezzare, lungo la via.

9. Totem (75 m, 3+)

Come la precedente è la ramificazione di destra. Discesa in corda doppia, da attrezzare, lungo la via.

10. Cascate di destra

Si tratta di 4 flussi ghiacciati formati da vari risalti posti sulla destra del grande canalone. La cascata più a destra è una facile goulotte. Sono i più veloci da raggiungere dalla malga, tagliando sul pendio di destra fra la vegetazione ma evitando così la zona basale con i massi. Discesa in doppia su abalakov.

Prosit e Totem

Prosit

Malga Gelo tristemente utilizzata come discarica dagli escursionisti


Le cascate di destra