lunedì 11 settembre 2023

Sojo del Fogo (Cornetto) - Via Spigolo del Fogo (VI-, 200 m, IV obb.)

Zona: Piccole Dolomiti
Sviluppo: 200 m
Esposizione: NE
Tempo: 3 h
Materiale: cordini, qualche friend
Difficoltà: IV (VI- un passo)
Protezioni: clessidre, chiodi

Si tratta della via più a sinistra del Sojo del Fogo, si sviliuppa talvota quasi ai limiti del bosco, frequentata meno delle altre vicine risente un po' della crescita della vegetazione. Il tiro chiave è il primo (VI-), nel tratto dove si doppia lo spigolo (2 ottimi chiodi), per il resto le difficoltà sono sul IV grado. Un po’ discontinua, i tiri migliori sono gli ultimi dove si avvicina molto alla Senza Chiodi. È possibile evitare di doppiare lo spigolo salendo direttamente con due tiri il Camino della Luna (IV+, numerose classidre), soluzione non provata.


Accesso: dal grande parcheggio prendere la traccia evidente sulla sinistra del prato soprastante che conduce alla falesia Montagna Viva (attenzione numerose tacce e ometti anche fuorvianti), la traccia corretta la si riconosce perché al limite tra prato e bosco attraversa il recinto di filo spinato attraverso un cavalletto in legno. Salire tenendo la destra al primo bivio (bolli gialli, traccia più marcata) poi salire lungamente sempre verso sinistra. Prima di arrivare alla falesia e all’attacco della via “Le do More” mantenersi bassi e tenere una taccia verso sinistra in piano e poi discesa. La via attacca sulla sinistra di Senza Chiodi quasi in prossimità dello spigolo su una placca a sinistra del profondo camino della Luna (variante di attacco di IV), cordino alla base. 20 min.

Descrizione:
L1: Placca facile poi traverso a sinistra (attenzione agli attriti) fino a doppiare lo spigolo (2 chiodi) sosta appesa più sopra su diverse clessidre. 30 m III, VI-
L2: Facili balze poi traverso verso destra in mezzo alla vegetazione fino alla sosta. 25 m IV-
L3: Risalire verso sinistra poi non farsi tentare di risalire il vajo ma continuare in traversata orizzontale con passo in discesa (cordone su grosso masso) la sosta è alla base di un bel diedro ai margini del bosco. 25 m IV
L4: Superare il diedro (terroso) poi per balze fino a sosta sopra ad un grosso sperone. 30 m V
L5: Lunghezza sulla destra dello spigolo e crestina aerea, sosta comoda sulla prima spalla. 20 m IV+
L6: Bella lunghezza sulla destra dello spigolo con numerose clessidre, sosta su mugo sulla seconda spalla. 28 m V
L7: Salire sulla destra del caminetto poi traversare sotto lo strapiombo verso destra, segue facile muretto verticale, sosta a clessidre poco sopra sullo spigolo. 30 m IV+
L8: Murettino e poi cresta pianeggiante fino alle catene di calata sulla cima. 30 m II

Discesa: con una doppia da 30 m fino alla base, successivamente una breve fissa porta nel vajo “Cassa da Morto” che si scende tra grossi massi fino alla falesia. Da li per traccia evidente nel faggeto a ritroso fino al parcheggio.

In verde lo Spigolo, in rosso la Senza Chiodi






martedì 5 settembre 2023

Cima d'Ambiez, Via Fox-Stenico (VI A0, 220 m, V+ obb.)

Zona: Cima d'Ambiez (Brenta)
Sviluppo: 220 m
Esposizione: S
Tempo: 3-4 h
Difficoltà: VI A0 (V+ obb.)
Discesa: doppie
Materiale: serie di friend
Relazione seguita qui

Primo approccio per questa bella e verticale parete a mezzora di auto dalla Valle del Sarca. Se si vuole scalare in giornata bisogna utilizzare il servizio Jeep (la valle è molto lunga) tuttavia molto caro (40€ andata, 40€ ritorno) quindi cercare di fare più cordate in modo da amortizzare questo costo folle, altrimenti optare per una mountain bike elettrica. Attenzione agli orsi nella parte vegetata della valle se si opta per la salita a piedi.
Nonostante la breve lunghezza è una via da non prendere sotto gamba per verticalità e continuità delle difficiltà, se fatto in libera il passaggio del secondo tiro si avvicina ad un 6b moderno.
Scesi a doppie per evitare un ben più complicato e nebbioso rientro, tutte le soste (ad accezione della prima) hanno un fix da 10 mm con anello di calata (CD1-40, CD2-40, CD3-35, CD4-60).











lunedì 21 agosto 2023

Prima Torre delle Giare Bianche, Le ricette di Elena (6b, 155m, 6a obb.)

Zona: Sengio Alto
Sviluppo: 155 m, 6L
Tempo: 4 h
Esposizione: E
Difficoltà: 6b, 6a obb.
Materiale: corda e rinvii
Relazione seguita qui

Con questa ascesa, aggiungiamo l'ultima tappa al gruppo di vie presenti sulla Prima torre delle Giare Bianche, che sono state precedentemente descritte: Alba Nueva, Stella Cometa e Pilastro NE. Questa salita è stata ripetuta insieme a Umberto, un amico condiviso di uno dei due apritori, Simone. La via è stata aperta nel 2018 ed è caratterizzata da un'arrampicata sportiva sia per quanto riguarda l'equipaggiamento che la linea. Il percorso inizia in alto, sul canale che si trova sul lato destro idrografico della torre. Dopo il primo tratto iniziale, l'intero primo tiro si sviluppa sulle ghiaie del vajo. La parte inferiore della via è composta da cubetti di colore giallo e nero, non è la migliore in termini di qualità, ma grazie all'opera di pulizia effettuata nel corso degli anni, la linea da seguire merita apprezzamenti. La salita segue una lunga colata nera che presenta alternanza di placche tecniche e piccoli strapiombini ben ammanigliati.

Potrebbe essere utile avere alcuni friend disponibili per la fessura chiave, che si trova nel quarto tiro, anche se non sono strettamente necessari: le protezioni a fix sono affidabili e nei punti cruciali.

La discesa segue lo stesso percorso delle altre vie: una breve doppia di 30 metri, poi si risale al sentiero di accesso e infine si scende a piedi fino al punto di partenza.







venerdì 11 agosto 2023

Alta Via dell'Adamello: avventura tra gli echi della storia

Per un appassionato di trekking (ma anche per il medio alpinista), c'è un'esperienza che non bisogna davvero perdere: il Sentiero n°1 dell'Adamello, meglio conosciuto come Alta Via dell'Adamello. Questo percorso escursionistico per esperti è una delle gemme nascoste delle Alpi italiane, offrendo un'indimenticabile combinazione di maestosità alpina, natura incontaminata, storia e un'intensa dose di passaggi spiccatamente alpinistici. L'Alta Via dell'Adamello è un sentiero escursionistico per esperti che attraversa le magnifiche valli che si sviluppano a ventaglio dai piedi dell'Adamello (Caffaro, Daone, Adamè, Salarno, Miller, Avio, Paghera) in una delle catene montuose più affascinanti delle Alpi orientali. Situato nella regione della Lombardia, il percorso offre un'esperienza unica per gli escursionisti che desiderano immergersi nella bellezza intatta del parco. E’ stato ideato da Adriano Floreancich della sezione CAI di Brescia nel 1969 e nella sua versione originale comprendeva 7 tappe da Passo Croce Domini a sud fino a Temù a nord, successivamente è stato prolungato con una tappa iniziale da Breno a Rifugio Malga Bazena (Passo Croce Domini) nel 2012 e verso Edolo con 2 nuove tappe passando dal Passo delle Gole Larghe che da accesso alla Val Paghera, quindi Rifugio Sandro Occhi e Malga Stain attraverso il passo Gallinera.

Il tracciato originale

Il sentiero N°1 è sicuramente affascinante e gratificante per gli appassionati di trekking: la sua lunghezza complessiva, che supera i 70 chilometri, richiede una buona preparazione fisica e mentale. Durante il cammino, gli escursionisti affronteranno diversi dislivelli con molti passi alpini (bel 12 sulle prime 7 tappe classiche) su terreno quasi sempre accidentato, ma ogni passo sarà ricompensato dalla vista spettacolare di panorami mozzafiato dalle creste granitiche ai ghiacciai del Pian di Neve, il più esteso ghiacciano interamente su territorio Italiano.

Tracciato attuale conl'aggiunta di una tappa all'inizio e 2 alla fine

Questo itinerario offre una panoramica completa della varietà paesaggistica dell'Adamello: dagli imponenti ghiacciai alle distese di pascoli alpini, dalle acque cristalline dei laghi alle vette imbiancate, ogni tappa dell'Alta Via regala uno spettacolo della natura che lascia senza fiato. Oltre all'incredibile bellezza naturale, questa Alta Via  offre anche un'opportunità unica di entrare in contatto con la storia. Durante il percorso infatti gli escursionisti incontreranno resti di trincee e postazioni militari risalenti alla Prima Guerra Mondiale, testimonianze di un passato tormentato ma importante. Questi siti storici aggiungono una profondità emotiva all'escursione, ricordandoci il valore della pace e della libertà che oggi possiamo godere. Una delle caratteristiche più affascinanti dell'Alta Via dell'Adamello è la sua autenticità: a differenza di altre mete turistiche in quota, questa zona è ancora lontana dal turismo di massa. Lungo il percorso, i trekkers avranno l'opportunità di immergersi nella tranquillità e nella serenità della natura, lontani dalla frenesia della vita moderna.

Consigli per gli escursionisti

Prima di intraprendere l'Alta Via dell'Adamello, è essenziale prepararsi adeguatamente. Ecco alcuni consigli per rendere l'avventura ancora più piacevole e sicura:

  •  Allenamento fisico: Preparati con un adeguato allenamento fisico, includendo escursioni più brevi e dislivelli per migliorare la resistenza.
  • Equipaggiamento adeguato: Assicurati di avere un abbigliamento adatto alle escursioni in montagna, comprese scarpe da trekking robuste e impermeabili, abbigliamento a strati per adattarsi ai cambiamenti climatici e uno zaino confortevole per trasportare tutto il necessario.
  • Acqua e cibo: Porta sempre con te una buona quantità di acqua (magaria anche un potabilizzatore portatile) e snack energetici. Lungo l'Alta Via, non sempre ci saranno punti di ristoro disponibili, quindi è fondamentale essere autosufficienti.
  • Carte e navigazione: Non affidarti solo al GPS (il telefono non prende quasi mai, se non in prossimità dei passi di alta quota), ma porta con te carte dettagliate e una bussola. La copertura del segnale potrebbe essere debole o inesistente in alcune zone.
  • Rispetto per la natura: Lascia solo impronte e prendi solo ricordi. Rispetta l'ambiente e segui le regole dell'escursionismo responsabile.
  • Attrezzatura: fondamentali un paio di bastoncini, scarpe adeguate, ad inizio stagione un paio di ramponi leggeri possono tornare utili per superare alcuni nevai residui. I tratti esposti sono tutti attrezzati con catene nuove, tuttavia, un imbrago ed un kit da ferrata possono tornare utili (ma non indispensabili) per superare alcuni passaggi.

Le tappe

Tappa 1: Centro Storico di Breno - Conca di Bazena

L’avventura inizia dal pittoresco centro storico di Breno, a un'altitudine di 340 metri sul livello del mare. Il percorso ti porterà a un'altitudine di 1.800 metri nella Conca di Bazena, con un dislivello totale di 1.460 metri. Questa tappa richiede circa 5 ore. Il paesaggio cambierà gradualmente mentre guadagni quota, passando da suggestivi paesini a prati alpini spettacolari. Nota bene: questa tappa è stata aggiunta successivamente e non farebbe parte del percorso originale che inizia dal rifugio Tassara.

Tappa 2: Dal Rifugio Tassara al Rifugio Tita Secchi

Dopo aver trascorso la notte al Rifugio Tassara (1.800 m.s.l.m.), ci si dirige verso il Rifugio Tita Secchi situato a un'altitudine di 2.367 metri. Con un dislivello di 567 metri, questa tappa richiede circa 2,30 ore di cammino. La vista panoramica e l'atmosfera sempre più di alta di montagna renderanno questa breve tappa un'esperienza indimenticabile passando per il passo delle Terre fredde e il famoso Passo della Vacca.

L'inconfondibile vacca

Tappa 3: Dal Rifugio Tita Secchi al Rifugio Maria e Franco

Da un rifugio all'altro, questa tappa ti porterà da un'altitudine di 2.367 metri a 2.574 metri attraverso ampi spazi desolati di alta quota. Il tempo di percorrenza varia da 5,30 a 8 ore a seconda delle condizioni. La difficoltà è classificata come EE, incontrerai tratti più impegnativi che richiederanno attenzione e determinazione specialmente nel superare il Passo Brescia dove sono presenti delle catene fisse, dal lato opposto è presente un facile nevaio già in vista del Rifugio Maria e Franco.

Le prime fisse del Trekking proprio sotto al Passo Brescia


Tappa 4: Dal Rifugio Maria e Franco al Rifugio Lissone

Lasciati affascinare dalla natura incontaminata mentre percorri questa tappa che va da 2.574 metri a 2.020 metri. Attraverso la Sega d’Arno, il Lago Avolo e le insidiose Creste di Ignaga fino alla riposante Valle Adamè. Ci si impiega tra 4,30 e 6 ore per completare il percorso. La difficoltà è ancora valutata come EEA, quindi assicurati di essere preparato per i tratti attrezzati che incontrerai lungo il percorso.

Le creste di Ignaga, il tratto più insidioso del Trekking


Tappa 5: Dal Rifugio Lissone al Rifugio Prudenzini

Dopo aver passato la notte al Rifugio Lissone (2.020 m.s.l.m.), ti aspetta una tappa che ti porterà al Rifugio Prudenzini, situato a 2.235 metri attraversando l’ardito Passo Poia in circa 4,30 - 6 ore. Questa tappa è ancora classificata come EE e non ci sono tratti di corde fisse ma bisogna saper destreggiarsi nel cammino sui grossi massi di tonalite.

Quasi in prossimità del Passo di Poia


Tappa 6: Dal Rifugio Prudenzini al Rifugio Tonolini

La tua avventura continua e questa volta dovrai superare il Passo Miller tra i massi granitici scendendo al Rifugio Gnutti. Da qui per sentiero in discesa e attraverso il caratteristico Passo del Gatto ti permetterà di raggiungere prima il Rifugio Baitone e poi il Rifugio Tonolini. In alternativa è possibile giungere al Tonolini attraverso il passo del Cristallo, più alpinistico. Questa tappa presenta Il tempo di percorrenza varia da 5 a 7,30 ore e sono presenti alcune corde fisse.

Lo Gnutti visto dal Passo Miller


Tappa 7: Dal Rifugio Tonolini al Rifugio Garibaldi

Preparati per una giornata di avventura mentre percorri questa tappa che raggiunge il passo più alto di tutto il trekking: il Passo di Premassone. Ambiente di alta quota e scorci da cartolina con l’inconfondibile profilo dell’Adamello. In discesa sono presenti alcune catene fisse. Raggiunta la diga è necessario superare lo stretto e ripido Passo del Lunedì.

Spettacolo al Passo di Premassone


Tappa 8: Dal Rifugio Garibaldi al Rifugio Occhi all'Aviolo

Da qui in poi si tratta di due 2 tappe aggiunte: il sentiero originale terminerebbe al Garibaldi per poi discendere completamente la Val d’Avio fino a Temù. In ogni caso se si vuole proseguire oltre questa tappa ti condurrà attraverso il Passo delle gole Larghe. Preparati per una camminata di 5-7 ore, con una difficoltà valutata come EE.

Il termine dell'Alta via classica al Rifugio Garibaldi


Tappa 9: Dal Rifugio Aviolo a Edolo

L'ultima tappa ti porterà da 1.930 metri a 720 metri di altitudine, mentre ti avvicini alla fine del tuo viaggio. Dovrai affrontare l’ultimo passo del Trekking: il Gallinera e la Malga Stain.

 L'Alta Via dell'Adamello è un'esperienza straordinaria per gli amanti della montagna e dell'avventura. Attraverso panorami mozzafiato, natura selvaggia e un'atmosfera autentica, questo percorso escursionistico rimarrà impresso nella memoria di chiunque voglia intraprenderlo. Tuttavia, è essenziale prepararsi adeguatamente e affrontare l'avventura con rispetto per la natura e per se stessi. Buon trekking e buone avventure!

 


giovedì 3 agosto 2023

Vajo dell'Orsa, Edlinger mon ami (6c+, 215 m, 6b obb.)

Zona: Spiazzi-Vajo dell'Orsa
Sviluppo: 225 m 7L
Esposizione: SE
Tempo: 5 h
Difficoltà: 6c+, 6b obb. S2
Discesa: a piedi
Materiale: mezze, 17 rinvii

Ambiente remoto e solitario quello del Vajo dell'Orsa in Valdadige, nonostante la vicinanza con il Santuario della Madonna della Corona. La via sportiva dedicata a Patrick Edlinger è stata aperta dall'alto nel 2019 e supera il primo e più evidente pilastro da sud sulla destra idrografica della valle. Inizia con un primo tratto di 35 metri, valutato 6a+ (ignorare una sosta intermedia di calata), per poi affrontare una placca di 6b+ fino alla sosta, si prosegue con un bel 6c di 40 metri, caratterizzato da una delicata placca iniziale seguita da un impegnativo strapiombo con affilatissime prese all'apparenza delicate. Successivamente dopo un trasferimento su cengia, si affronta una terza lunghezza di 6c di 40 metri, raggiungendo la cima di un maestoso pilastro: un tiro continuo su placca con appoggi sfuggenti, il più bello dell'intera via (nomen omen). Da qui in poi, la difficoltà diminuisce, mantenendosi sul 6a/6a+ su placche abbattute con qualche passaggio di 6b, ma la roccia diventa più disturbata dalla vegetazione. Un intelligente ed esposto traverso verso sinistra precede l'ultimo magnifico tiro che definirei plaisir, con una bella sezione su Rosso di Verona.
Facile rientro a Spiazzi in discesa dove si aveva precedentemente lasciato l'auto, prima per prati e poi per strada asfaltata.










lunedì 31 luglio 2023

Fraton di Val Sorapache, El duro del Fraton (VII, 320 m, VI+ A0 obb.)

Zona: Pasubio
Sviluppo: 320 m, 12L
Tempo: 5-6 h
Esposizione: N
Difficoltà: VII (VI+ A0 obb.) R3
Materiale: serie di friend, cordini
Relazione seguita qui

Grande realizzazione della cordata vicentina dei fratelli Balasso, si tratta di un bel vione da far giornata intera l'avvicinamento e discesa non scontati. Gradi da non prendere sotto gamba vista la chiodatura ormai datata: leggi un "pò nascosta dalla vegetazione" nella prima parte e con cordoni ormai marci specialmente nelle fessure dove prendono acqua sulla seconda parte. Necessario integrare con friend medio-grandi e rinforzare le soste. La via conta una media di una ripetizione l'anno..vista la linea davvero estetica meriterebbe molto di più, forse (e qui è una proposta) una sistemazione delle soste di via e quelle di calata potrebbe contribuire ad una maggior frequentazione in questo angolo nascosto del Pasubio.

Accesso: dal parcheggio a pagamento di Bocchetta Campiglia (52 Gallerie del Pasubio - 6€ tutto il giorno, mortacci loro!). Prendere la strada sterrata degli Scarrubi, salire per un paio di km fino al terzo tornante (possibile taglio nel bosco che evita i primi due tornanti). Si nota un piccolo ometto sulla destra ed una traccia semi nascosta dai mughi utilizzata come cacatoio pubblico (mortacci anche a loro!). Procedere oltre in discesa fino a che la traccia diviene più evidente, ora in orizzontale a mezza costa con già ben visibile la cuspide del Fraton si raggiunge la forcella della Punta del Vecio. Discendere con attenzione il canale erboso fino al ghiaione, risalire brevemente tra faggi per poi trovarsi nel ghiaione basale della est dove scende la linea di doppie. Lasciare gli zaini qui volendo. Ora scendere tutto il ghiaione fino alla base (breve risalto da disarrampicare). Alla base per tracce di camoscio si previene all'attacco posto sulla destra del grande dietro. 2 chiodi con cordone nero.

Discesa: con 4 doppie lineari ed aeree sul versante opposto alla salita (mezze corde!), ben visibile il primo cordone su mugo.

Foto credits: GRRC

In vista già dagli Scarrubi


Primo tiro, compatto chiodi un po' nascosti

Trasferimento di 100 m

Crux


Ultimo facile tiro, non unirlo a quello prima!


Sul penultimo tiro, bellissimo traverso

Appena sopra al trasferimento

Doppie aeree da "alberelli"

In tutta la sua bellezza dal sentiero sottostante



lunedì 24 luglio 2023

Prima Torre delle Giare Bianche, Via Stefani / Pilastro N-E (200 m, V+ obb.)

Zona: Sengio Alto
Sviluppo: 200 m, 6L
Tempo: 4 h
Esposizione: E
Difficoltà: V+
Materiale: serie di friend, cordini
Relazione seguita qui

Bella intuizione del 2022 aperta in solitaria da M.S., attacca in comune con Alba Nueva e poi si sposta subito alla sua destra in una porzione di roccia molto compatta tra Alba e Mission. La via è stata ottimamente ripulita (perfino le fessure da friend) molte clessidre sono evidenti e per questo lasciate da "cordonare", la chiodatura è ridotta ai minimi termini e i gradi sono "dolomitici". Nella prima parte è un pò da ricercare tuttavia i cordoni verdi indicano sempre la via. Il diedro camino del terzo tiro è interamente friendabile, da quel tiro in su la via sgrada fino al singolo dell'ultimo che è un pò da interpretare (chiodo).

Accesso: da Campogrosso prendere il sentiero del Re in direzione Baffelan, prima del tornante del ponte tibetano prendere il Sentiero Peruffo (della Loffa) superato il ghiaione risalire tutto il Boale delle Giare Bianche (scritta Rossa). Oltrepassare l'attacco di Stella Cometa, salire ancora, superare l'attacco delle Ricette di Elena traversando a destra. Attacco in comune con Alba Nueva nei pressi di una sosta a fix sotto ad un risalto con fix visibile.

Discesa: doppia di 30 mt e risalita al sentiero di arroccamento seguendo i numerosi ometti, poi in discesa verso Campogrosso.