venerdì 17 luglio 2020

Castiglioni-Detassis alla Pala del Rifugio

Zona: Val Canali
Sviluppo: 800 m
Tempo: 6 h
Esposizione: NO
Difficoltà: IV+ V 
Materiale: NDA
Relazione seguita

Uno degli spigoli simbolo della Val Canali, a pari merito sul podio con quello del Sass d’Ortiga: il Nord Ovest della Pala del Rifugio, quel pinnacolo di roccia che sembra nascere direttamente dai comignoli del Rif. Treviso. La via si può suddividere in tre parti, corrispondenti alle tre spalle. La prima spalla facile, appoggiata e più delicata in confronto al resto del percorso termina con un camino verticale liscio ed infido in piena parete nord che permettere di accedere al terrazzo sottostante la seconda spalla. Il secondo terzo del percorso è abbastanza facile e non obbligato ed è rappresentato da camini/diedri superficiali molto ammanigliati. Giunti al terrazzo della terza spalla si è all'incrocio con la Frisch-Corradini in corrispondenza della clessidra-pilastro e da qui si sale via via con esposizione massima su roccia grigia da favola che ha reso famose queste pareti delle Pale, sicuramente la parte più bella della via. Se ne deduce che i tiri migliori dello spigolo NW si percorrono anche se si salle dalla Frisch. Discesa consigliata, con prudenza nella prima parte, tramite le doppie che si accedono calando in prossimità della Torre S. Anna molte delle quali non conducono da sosta a sosta ma bisogna camminare in discesa su pietraia smossa fino al ciglio da dove partono le ultima 5 calate verticali che depositano nel Vallone delle mughe.


Lo spigolo

Zoccolo infido

Terzo tiro


Il primo camino, molto infido

Seconda spalla




Terza spalla


Tiri terminali: roccia da urlo

Penultimo tiro con strapiombetto di V


Ultimo tiro

Doppie vertiginose

martedì 14 luglio 2020

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Campanile di Val Montanaia, ma non avete mai osato chiedere

Zona: Val Cimoliana, Spalti di Toro
Sviluppo: 260 m
Tempo: 3 h
Esposizione: SO
Difficoltà: III-V 
Materiale: NDA
Relazione seguita

Di seguito non una relazione tiro per tiro ma un resoconto di tutto ciò che non si trova sulle altre relazioni..

Acqua: durante la lunga risalita del ghiaione della Val Montanaia è possibile trovare acqua fino a quasi sotto il Campanile (una mezzora circa dal Biv. Perugini), non serve quindi portarsi molti litri nello zaino.
Chiodatura: parsimoniosa ma presente nei tratti più impegnativi, un set di nut, 3 friend medi e qualche cordino bastano ad integrare specialmente gli ultimi due tiri “liberi”.
Tiro 3: arrivati alla grande banca ghiaiosa se non trovate la sosta è perché dovete ancora risalire un ultimo muretto: è nascosta la dietro.
Pulpito Cozzi: il traverso è abastanza marciotto, prestare attenzione alle cordate sotto.
Fessura Cozzi: non mi è sembrata così unta come tutti la descrivono, 1 friend incastrato e un friend la risolvono egregiamente. Molti la superano sulla sinistra trovando maggior grip (soluzione non verificata).
Traversata: magnifica, chiodi dove servono e sosta intermedia in caso di affollamento.
Camino Von Glanvell: la partenza esposta e strapiombante è mitigata da un chiodo resinato.
Tiri finali: da proteggere: varie soste sparse.
Calata Piaz: su anellone gigante, ci sono doppie più esposte in giro, arrivati alla base ci si slega e si cammina verso la prossima calata che deposita nell’intaglio.
Rientro: se dovete tornare al Biv. Perugini non serve scendere dal ghiaione che conduce all’attacco della via per poi risalire, è una perdita di tempo! Basta scendere dal lato opposto per 3 metri e risalire l’intaglio con foro che sale subito a destra (tracce). Arrivati ai mughi per traccia pianeggiante e poi in discesa si giunge al pianoro prativo del Bivacco.





Cozzi crack




Piaz abseil

Ultima calata

L'intaglio di rientro al Perugini

lunedì 6 luglio 2020

Tessari - Cà di Sopra, Via Aquarius & Poison Ivy

VIA "AQUARIUS"
Tessari, Cà di Sopra
Christian Confente, Manuel Leorato
A comando alternato il 17 Maggio 2020
Sviluppo: 120 m   
Max: V+ 
Materiale: singola, cordini e friends medi


Avvicinamento: dal ponte sul Biffis in Loc. Tessari di Rivoli Veronese percorrere la sponda sinistra idrografica verso nord. Oltrepassata la galleria di uscita del canale proseguire per altri 50 m fino ad un ometto, pochi metri all'interno nel boschetto ad un bivio (Via Profumo di V) si tiene la destra ed in breve all'attacco con targhetta. 15 min.

L1: Superare lo strapiombino protetto da chiodo, segue terreno appoggiato e altro muro verticale sulla sinistra poi trasferimento a destra, sosta su grosso leccio sulla dx dello spigolo. 15 m, IV+, 2 chiodi.
L2: Salire il diedro verticale e poi per placca ammanigliata, salire il masso appoggiato e successiva placca di aderenza con piccoli appigli, superare lo strapiombino fessurato fino alla sosta con anello e clessidra. 30 m, V+, 3 chiodi, cordoni.
L3: Traversare a sinistra puntando a un diedro con due piante, segue rampa e strabiombo ammanigliato che si scavalla a destra, sosta su due grosse clessidre. 30 m, V, 2 chiodi, cordoni.
L4: Per placca elementare verso destra fino al bosco, sosta su grosso leccio. 20 m, III+, 1 chiodo. Attenzione una volta finita la placca, sassi e terriccio instabili.
L5: Superare l’ultimo muretto su calcare affilato, sosta su due clessidre. 15 m, III, cordoni.

Discesa: seguire le tracce in direzione del traliccio fino ad una radura e da li in direzione sud fino al sentiero di accesso alla Grattugia, da li per sentiero fino alla frazione di Tessari.



Secondo tiro, in apertura 

Partenza del terzo tiro in apertura


Partenza secondo tiro, in apertura



Bellissima uscita del terzo tiro

Tiro finale, in apertura

Autostrada deserta e silenziosa, effetto Lockdown
 


VIA "POISON IVY"
Tessari, Cà di Sopra
Christian Confente, Manuel Leorato
A comando alternato il 31 Maggio 2020
Sviluppo: 100 m   
Max: V+/5c 
Materiale: singola, friends medio-piccoli

Avvicinamentodal ponte sul Biffis in Loc. Tessari di Rivoli Veronese percorrere la sponda sinistra idrografica verso nord. Oltrepassata la galleria di uscita del canale proseguire per altri 50 m fino ad un ometto, pochi metri all'interno nel boschetto ad un bivio (Via Profumo di V) si tiene la sinistra, attraversare il ghiaione in leggera salita fino all'attacco con targhetta. 15 min.

L1: Risalire lo zoccolo dapprima per rampa levigata e successivamente per risalto ben ammanigliato, passare poi sotto l’arco formato da un grosso masso. 30 m, III, cordoni.
L2: Superare il diedro con bella arrampicata in fessura da dita, traversare a sinistra sotto allo strapiombo fessurato con passo atletico e continuare in verticale per paretine levigate fino alla sosta. 30 m, V+, chiodi.
L3: Continuare per il diedro formato da due fessure parallele, raggiunta la fascia di roccia nera prenderla di petto e poi verso destra alla sosta. 25 m, V e 5c. Chiodi e 3 fix.
L4: Superare lo strapiombo direttamente o più facilmente raggirarlo a sinistra poi per roccia lavorata fino all’uscita. 20 m. V-. Chiodi.

Discesa: seguire le tracce in direzione del traliccio fino ad una radura e da li in direzione sud fino al sentiero di accesso alla Grattugia, da li per sentiero fino alla frazione di Tessari.







In apertura su L2


In apertura su L2

In apertura su L4

In apertura su L3



venerdì 3 luglio 2020

Monte Pastello: Pilastro Centrale (VI+, 200 m, V obb.)

Zona: Monte Pastello 1.128  m, 
Esposizione: W
Apritori: Christian Confente, Manuel Leorato, Simone Gianesini 
Sviluppo: 200 m 
Tempo previsto: 3 h
Max: V, VI+ passi
Materiale: NDA, friends medio-piccoli
Roccia: Calcare lavorato sui tiri sommitali


Via inizialmente individuata e aperta per i primi due tiri nel 2008 dalla cordata A.Serpelloni-G.Pinamonte e poi abbandonata a causa del lungo avvicinamento che avveniva a piedi da Dolcè. Dopo l’apertura delle Quaranta Galee la cordata Confente-Leorato-Gianesini si è presa in carico, con il consenso degli apritori, la conclusione dell’itinerario mantenendone inalterato lo stile a chiodi, aggiungendo solamente i fix alle soste.
La via assume così un sapore classico e di ricerca dei punti di minor resistenza della parete; il secondo tiro abbastanza erboso è il pegno da pagare per accedere alla bella roccia dei tiri sommitali: sempre esposti, tecnici e di soddisfazione. Necessario qualche friend medio piccolo, cordini e serie di nuts.

Accesso:
700 metri prima di Forte Masua arrivando da Cavalo (frazione di Fumane, VR) prendere una strada sterrata sulla sinistra in località Molane (880 m), palina CAI del sentiero Molane-Dolcè. Parcheggiare al bivio o seguire brevemente la sterrata fino alla sbarra con slargo. Si segue il sentiero CAI in discesa prima per pascoli, poi per faggeto. Poco dopo aver oltrepassato un cancello per il pascolo si trova un cartello naturalistico sulla sinistra, abbandonare quindi il sentiero CAI che scende ripido e prendere la traccia sulla sinistra. Questa mantiene la quota per poi perderla brevemente nei pressi di un vecchio fronte di cava. Oltrepassato un vecchio rudere si continua in piano e poi in legegra salita fino a scavalcare una sella. Da qui sempre mantenendo la quota, oltrepassata una radura ci si trova alla base dello spigolo. 
Costeggiare e superare tutto il grande zoccolo verso sud, arrivando così con un’ultima salita terrosa, nella sezione centrale della parete si troverà la Via delle 40 Galee. Continuare in leggera discesa lungo la parete fino all'evidente pilastro di attacco. Nome e cordone blu. (50').

Relazione :
L1: Salire verticalmente dall'albero attraversare a sinistra per appigli minimi per poi rientrare in centro per superare lo strapiombetto e aggirando il pilastrino a destra con movimento tecnico. Seguono poi roccette abbattute e facili. VI, 30 m - 8 chiodi, 2 cordoni. Sosta 3 chiodi. Tiro aperto da Serpelloni-Pinamonte.
L2: Tiro delicato: traversare a sinistra, risalire i gradini erbosi poi prendere la placca compatta che termina in una zona friabile, superarla fino ad una breve fissa che aiuta nell'uscita erbosa fino alla sosta su due chiodi e un fix con anello. IV+, 25 m - 7 chiodi. Tiro aperto da Serpelloni-Pinamonte.
L3: Da qui in poi i tiri sono stati aperti con lo stile dei nuovi apritori dalla cordata Confente-Leorato. Partire su roccia a strati ma molto sana, appigli svasi, puntare al diedro sulla destra (utili friends medi) e seguirlo fino a superare un pilastro evidente e uno spuntone successivo. Sosta a fix su ampia cengia. V,  25 m - 5 chiodi.
L4: Traverso verso destra in leggera discesa su appigli ottimi, al suo termine alzarsi ancora verso destra per difficoltà minori (roccia delicata). Arrivati all'albero tenere leggermente la sinistra e puntare le successive placche difficili ma ben chiodate. V+, 20 m - 6 chiodi. Sosta su un fix con anello e chiodo.
L5: Risalire la bellissima placca soprastante grazie ad un intaglio orizzontale molto buono, stare leggermente a destra dello spigoletto e risalire i facili gradoni. (sulla dx si vede un cordone su pianta, NO). Continuare facilmente verso sinistra in direzione del diedro tozzo con formazioni calcaree; lo si risale con decisione e si traversa a sinistra passando da un canalino erboso di 2m, attenzione! Rimontare tutto lo spigolo. V, 20 m - 5 chiodi un cordone. Sosta su due fix con kevlar e 2 anelli.
L6: Risalire il diedro fino al chiodo per poi traversare a sinistra in direzione dello spigolo, arrampicata sostenuta ed esposta. Ritornare leggermente a destra fino ad individuare la sosta su 3 chiodi. VI+, 30m - 4 chiodi e due cordoni.
L7: Continuare diritti per l’evidente diedro molto aperto che permette di alzarsi grazie alle due fessure opposte a destra e sinistra; proseguire sempre verticalmente con arrampicata di soddisfazione su roccia entusiasmante in direzione del muretto che si supera grazie alle ottime prese, giungendo così ad una comoda sosta con due fix, uno con anello. VI+, 20 m - 3 chiodi.
L8: Alzarsi in concomitanza di un pilastrino sulla sinistra e la placca adiacente, chiodo e sasso incastrato con cordone. Proseguire su placca fino alla piantina con cordone. Da qui traversare a sinistra qualche metro raggirando lo spigolo per poi alzarsi grazie a buoni appigli e appoggi. Si rimonta su un terrazzino e incrociando un cuneo si scala l’ultimo muretto fino alla sosta su due fix con cordone e anello. Libro di via qualche metro più avanti sotto ad una nicchia di sassi. V, 30 m - 5 chiodi, 3 cordoni, 1 cuneo.

Discesa: 
Risalire con attenzione il bosco, ometti, fino ad intercettare una traccia poco marcata che conduce a destra (sud) fino ad una radura. Costeggiarla in salita sbucando su una seconda più ampia e continuare sulla traccia, individuare un primo albero isolato in mezzo al prato e lasciarselo alla sinistra quindi continuare sulla destra attraversando un gruppo di cardi, rientrare nel bosco fino a un sentiero più evidente in salita. Lungo questo si raggiunge la mulattiera che conduce in discesa all’auto (30').





Nuovo avvicinamento in Viola consigliato: permette di non perdere quota
e dover poi risalire









mercoledì 1 luglio 2020

Lagorai Rock di Alessio Conz

La prima riedizione integrata ed estesa della famosa guida interamente dedicata all'arrampicata sportiva ed alpinistica nel più singolare massiccio roccioso incastrato nelle Dolomiti: il Lagorai.

La Guida Alessio Conz vive in questo territorio ed in un certosino lavoro di raccolta ed archiviazione ha collezionato, percorso, chiodato centinaia di tiri dal porfido nero e sfuggente della Valle del Vanoi fino al grigio granito del plutone di Cima d’Asta, a chiodi e a spit.

Vale la pena percorrere le interminabili strade forestali, respirare il profumo di selvaggio che solo in queste valli appartate e pochissimo antropizzate ancora si riesce a respirare. Un gruppo al centro del mondo ancora da esplorare dove l’avventura e la sorpresa sta sempre dietro alla prossima forcella.


Acquistabile Qui



Cresta della Pria Favella

Itinerario poco conosciuto e non presente sulle cartine che permette di risalire tutta la cresta rocciosa e mugosa che unisce la cima del Baccheton fino al Col di Fieno in prossimità della galleria d’Havet sul massiggio del Pasubio passando per il Sengio dell’Avvocato e la Pria Favella.  Ottimamente bollinato di giallo e manutenuto da anonimi volontari inizia in prossimità dell’antico cippo di confine tra Austria e Repubblica di Venezia al passo Pian delle Fugazze. Costeggiando inizialmente la sinistra dell'evidente ghiaione soprastante il passo raggiunge prima una selletta boscosa che separa i primi torrioni di roccia, da qui con risalti rocciosi e terrosi ripidi ed esposti si guadagna quota molto velocemente per raggiungere un secondo importante intaglio. A questo punto con brevi tratti di arrampicata di II si arriva alla cima del Baccheton dove è presente la bandiera italiana (ben visibile dal Passo) e il libro di via. Per continuare con l'itinerario si passa sopra un ponte naturale creato da un masso incastrato, a questo punto diventa evidente la grande opera di taglio dei mughi che è stata messa in atto per aprire questo sentiero che a questo punto definirei senza remore Alpinistico. Con vari saliscendi e solitari panorami su tutto il gruppo si raggiunge la via di fuga in prossimità di un faggeto con paravalanghe.

Continuando ora per sentiero  ora più escursionistico, con vari saliscendi si raggiunge prima la vetta aerea del Sengio dell'Avvocato e poi compiento una deviazione sulla quale sono preenti due corde fisse, la vetta della Pria Favella: la romantica "Roccia Che Parla". Da qui in discesa si perviene alla bocchetta dell'ameno Col di Fieno in vista della strada degli Eroi che fungerà da rientro al punto di partenza qualora si decidesse di non raggiungere il vicino Rif. Papa.