Giornata di freeride partita metereologicamente molto male ma finita alla grande grazie all'apertura momentanea tra le nubi del Sass Pordoi verso la Val Lasties che ci ha così permesso di percorrere il canale Holzer in ottime condizioni con neve morbida e nessun risalto da superare. Grazie agli amici Mirko e Bruno ;)
lunedì 3 marzo 2014
lunedì 24 febbraio 2014
Altissimo, purissimo..di Nago
Zona: M.te Baldo Trentino
Cima: Altissimo di Nago (2079)
Dislivello: 900 mt
Esposizione: E
Difficoltà: BS
Materiale: Ciaspole e/o split - Bastoncini
Partenza: S. Giacomo di Brentonico
Discesa: Ampi pendii e bosco
Tempo: h 4
Finalmente una giornata di sole dopo un mese di maltempo, condizioni primaverili ma giornata impeccabile come condizioni della neve. Peccato per la poca neve tracciabile dovuto all'affollamento.
L'altissimo di Nago è una superclassica per ogni snowboarder alpinista in quanto con i suoi ampi pendii sommitali si presta ottimamente ma le condizioni buone del manto si trovano raramente vista la posizione a ridosso del lago di Garda che ne fa una cima eternamenete sferzata dal vento.
Si parte dai pressi dell'Hotel S. Giacomo, si risale un prato fino ad entrare nel bosco, al termine del quale iniziano i prati che conducono a malga Campo, da qui già in vista del rifugio Damiano Chiesa si risalgono faticosamente zigzagando due rampe divise da un passo e lo si raggiunge. Rifugio semi sommerso dalla neve tanto che lo pensavamo chiuso invece con notevole stupore i coraggiosi gestori si trovavano operosamente all'interno per rifocillare noi viandanti del bianco. Inutile citare il panorama mozzafiato a 360° sul Garda sulle alpi e le prealpi. La discesa purtroppo è stata penalizzata dal rischio valanghe: il pendio sud-est dirimpetto al rifugio impraticabile per gli evidenti ed impressionanti segni di distacco, abbiamo scelto quindi di ripercorrere la via di salita sfortunatamente torturata dalle ripetizioni quindi tracce fresche zero. Consiglio da malga Campo raggiungere la croce del Monte Campo e scendere da lì, neve vergine e non presenti segni di slavinamenti. Occhio nel bosco assai fitto, potreste centrare qualche albero.
Cima: Altissimo di Nago (2079)
Dislivello: 900 mt
Esposizione: E
Difficoltà: BS
Materiale: Ciaspole e/o split - Bastoncini
Partenza: S. Giacomo di Brentonico
Discesa: Ampi pendii e bosco
Tempo: h 4
Finalmente una giornata di sole dopo un mese di maltempo, condizioni primaverili ma giornata impeccabile come condizioni della neve. Peccato per la poca neve tracciabile dovuto all'affollamento.
L'altissimo di Nago è una superclassica per ogni snowboarder alpinista in quanto con i suoi ampi pendii sommitali si presta ottimamente ma le condizioni buone del manto si trovano raramente vista la posizione a ridosso del lago di Garda che ne fa una cima eternamenete sferzata dal vento.
Si parte dai pressi dell'Hotel S. Giacomo, si risale un prato fino ad entrare nel bosco, al termine del quale iniziano i prati che conducono a malga Campo, da qui già in vista del rifugio Damiano Chiesa si risalgono faticosamente zigzagando due rampe divise da un passo e lo si raggiunge. Rifugio semi sommerso dalla neve tanto che lo pensavamo chiuso invece con notevole stupore i coraggiosi gestori si trovavano operosamente all'interno per rifocillare noi viandanti del bianco. Inutile citare il panorama mozzafiato a 360° sul Garda sulle alpi e le prealpi. La discesa purtroppo è stata penalizzata dal rischio valanghe: il pendio sud-est dirimpetto al rifugio impraticabile per gli evidenti ed impressionanti segni di distacco, abbiamo scelto quindi di ripercorrere la via di salita sfortunatamente torturata dalle ripetizioni quindi tracce fresche zero. Consiglio da malga Campo raggiungere la croce del Monte Campo e scendere da lì, neve vergine e non presenti segni di slavinamenti. Occhio nel bosco assai fitto, potreste centrare qualche albero.
| Luna calante mattiniera |
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| Trova le differenze |
| A picco sul lago |
| Vetta |
| Discesa dal tetto del rifugio |
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| troppe tracce... :( |
domenica 19 gennaio 2014
Snowalp Sasso Rosso
Zona: Lagorai, Valle dei Mocheni
Sviluppo: 5 km circa
Esposizione: S-O
Difficoltà: BS
Materiale: Tavola-Arva-Bastoncini
Partenza: Parcheggio Frotten
Discesa: Bosco aperto, sentiero
Tempo: h 4.00
Scialpinistica poco raccomandabile ad uno snowboarder vista la mancanza di ampi pendii con pendenza costante e le buche provocate dai macigni sul pianoro sotto le cime del Sasso Rotto e il Sasso Rosso. L'idea iniziale era di chiudere l'anello percorrendo in discesa il Canyon del Prunn ma a 2300 metri il vento forte e la ridotta visibilità ci ha fatto desistere facendoci ritornare sulle nostre tracce. Magari la discesa dall'altra parte risulta più agevole..dovrò verificare con condizioni meteo e bollettini valanghe più favorevoli.
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| Foto by Orsetto Climber |
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| Rifugio Sette Selle accoglientissimo |
lunedì 16 dicembre 2013
Rocca Pendìce - Punta della Croce: Via Silvia
Zona: Punta della croce Sud - Castelnuovo
Sviluppo: 4 lunghezze
Esposizione: S
Difficoltà: V
Chiodatura: 4 chiodi lungo la via
Materiale: 5/6 rinvii, friends, dadi, singola da 60 m
Discesa: Sentiero
Tempo: 2 h
Roccia calda il 15 dicembre in piena pianura padana. A Verona se non arriva la perturbazione prevista per il 19 sono esattamente 28 giorni che non piove. La nebbia ristagna e la neve sulle cime di casa è quasi svanita. Puntatina alla Rocca, unica isola a forare il mare di grigiume che aleggia sulla bassa ormai da settimane. C'era voglia di alpinistico, solo l'idea di andare a monotiri in falesia mi nausea ultimamente, non so perchè, sarà il cambio di stagione e il fatto che in inverno ho occhi solo per neve e ghiaccio..La via comunque è carina, quella con maggior sviluppo su roccia della parete (se così si può chiamare). Bello assaye il secondo tiro da 35 m sul diedro, sulla guida lo danno come di "arrampicata fantastica" di V. Soste attrezzate e solo 4 chiodi contati in loco. Abusare di dati e friends più che un dovere è un divertimento su questa trakit-spaziale.
Sviluppo: 4 lunghezze
Esposizione: S
Difficoltà: V
Chiodatura: 4 chiodi lungo la via
Materiale: 5/6 rinvii, friends, dadi, singola da 60 m
Discesa: Sentiero
Tempo: 2 h
Roccia calda il 15 dicembre in piena pianura padana. A Verona se non arriva la perturbazione prevista per il 19 sono esattamente 28 giorni che non piove. La nebbia ristagna e la neve sulle cime di casa è quasi svanita. Puntatina alla Rocca, unica isola a forare il mare di grigiume che aleggia sulla bassa ormai da settimane. C'era voglia di alpinistico, solo l'idea di andare a monotiri in falesia mi nausea ultimamente, non so perchè, sarà il cambio di stagione e il fatto che in inverno ho occhi solo per neve e ghiaccio..La via comunque è carina, quella con maggior sviluppo su roccia della parete (se così si può chiamare). Bello assaye il secondo tiro da 35 m sul diedro, sulla guida lo danno come di "arrampicata fantastica" di V. Soste attrezzate e solo 4 chiodi contati in loco. Abusare di dati e friends più che un dovere è un divertimento su questa trakit-spaziale.
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| Punta della Croce con in cima la croce |
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| Shaobbella |
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| Pintagramm |
mercoledì 11 dicembre 2013
Canale N del Plische
Prima uscita snowalp dell'anno, neve in
scioglimento, non durerà fino a fine anno se non sopraggiungono precipitazioni a
salvare la situazione. Che inizio di inverno triste..
Per non farci prendere dallo sconforto scegliamo un canale a nord, che teoricamente dovrebbe essere ancora carico di neve residua. Il canale in questione scende dalla forcella tra la cime del Plische ed il dente fino a malga Campobrun, non troppo ripido in quando io devo testare la nuova splitboard e Sandro è alla sua prima uscita con gli sci da sci alpinismo.
Con le pelli saliamo rapidi dal Rifugio Revolto fino alla forcella in poco meno di due orette anche se la mulattiera è solo parzialmente innevata e ci dobbiamo più volte togliere gli sci. Giunti allo Scalorbi si prende il sentiero in salita in direzione della nostra cima, già tracciato in parte da dei coraggiosi ciaspolatori (questa zona non è molto frequentata in inverno). Nei pressi della forcella è consigliebile togliere la split e salira con ramponi e picca fino alla croce di vetta. Da qui scendere la prima pala ripida e poi giunti nel canale che via via diventa meno ripido fino a sfociare nei pressi di malga Campobrun con vari zig zag di rocce e mughi nella parte finale.
Dalla malga 200 m in salita e ci si ritrova sulla mulattiera percorsa in salita.
Per non farci prendere dallo sconforto scegliamo un canale a nord, che teoricamente dovrebbe essere ancora carico di neve residua. Il canale in questione scende dalla forcella tra la cime del Plische ed il dente fino a malga Campobrun, non troppo ripido in quando io devo testare la nuova splitboard e Sandro è alla sua prima uscita con gli sci da sci alpinismo.
Con le pelli saliamo rapidi dal Rifugio Revolto fino alla forcella in poco meno di due orette anche se la mulattiera è solo parzialmente innevata e ci dobbiamo più volte togliere gli sci. Giunti allo Scalorbi si prende il sentiero in salita in direzione della nostra cima, già tracciato in parte da dei coraggiosi ciaspolatori (questa zona non è molto frequentata in inverno). Nei pressi della forcella è consigliebile togliere la split e salira con ramponi e picca fino alla croce di vetta. Da qui scendere la prima pala ripida e poi giunti nel canale che via via diventa meno ripido fino a sfociare nei pressi di malga Campobrun con vari zig zag di rocce e mughi nella parte finale.
Dalla malga 200 m in salita e ci si ritrova sulla mulattiera percorsa in salita.
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| Il tracciato |
lunedì 14 ottobre 2013
Carè Alto, prima volta sulla Cresta E
Zona: Val Borzago - Rif. Carè Alto
Sviluppo: 300 m
Esposizione: E
Difficoltà: AD / IV°
Materiale: Picca, ramponi, corda, 5 rinvii, qualche nut e friend.
Discesa: Via normale
Tempo: 7h
Partecipanti: io, Sandro
Splendida ascensione di soddisfazione in ambiente alpino selvaggio e di interesse storico senzadubbio inequiparabile, le difficoltà risultano varie ed omogenee tali da consentire un buon utilizzo delle varie tecniche alpinistiche, un ripasso completo che non guasta di certo alle cricche che crea a volte la memoria.
Dalla bucolica val Borzago si sale ripidamente fino al rifugio dove è consigliabile pernottare. Di qui la traccia di sentiero parte esattamente dietro di esso per raggiungere prima la bocchetta del cannone e poi la vedretta di conca, risalirla puntando alla base della parete che scende dalla cresta nel punto più basso e sulla verticale di un gendarme. Da qui si attraverla la terminale e si sale con un tiro di 30 mt di III/IV non obbligato, seguire qualche chiodo e integrare eventualmente con qualche dado. Gente che ha fretta in montagna affronta slegata questa parte semplice, ma pur sempre delicata. Raggiunta la cresta iniziano i veri divertimenti: si prosegue in conserva cercando i passaggi più semplici ora di quà e ora di là mantenendo sempre una esposizione magnifica sui ghiacciai del versante nord, l'unico passaggio ostico si ha quando si raggiunge una placca povera di appigli e che costringe a prendere letteralmente a cavalcioni il crestone per 3-4 metri. Quando iniziano a vedersi resti di baraccamenti militari si è raggiunta la cresta nevosa che di li a poco porta alla sella da cui ci si abbassa un poco per superare l'ultima cuspide rocciosa che sorregge la croce di vetta.
Per scendere bisogna raggiungere di nuovo la cresta, proseguire dalla parte opposta fino a raggiungere dei sassoni sui quali sono fissati degli ancoraggi che permettono una doppia che deposita direttamente sul ghiacciaio sottostante. Da qui si segue a ritroso la via normale attraverso la vedretta di Lares fino alla sella del Niscli, poi faticosamente per sassoni si scende verso il fondovalle fino ad affrontare l'erta scalinata tra due pareti chiamata Bus del Gat che fa sbucare esattamente al rifugio.
Sviluppo: 300 m
Esposizione: E
Difficoltà: AD / IV°
Materiale: Picca, ramponi, corda, 5 rinvii, qualche nut e friend.
Discesa: Via normale
Tempo: 7h
Partecipanti: io, Sandro
Splendida ascensione di soddisfazione in ambiente alpino selvaggio e di interesse storico senzadubbio inequiparabile, le difficoltà risultano varie ed omogenee tali da consentire un buon utilizzo delle varie tecniche alpinistiche, un ripasso completo che non guasta di certo alle cricche che crea a volte la memoria.
Dalla bucolica val Borzago si sale ripidamente fino al rifugio dove è consigliabile pernottare. Di qui la traccia di sentiero parte esattamente dietro di esso per raggiungere prima la bocchetta del cannone e poi la vedretta di conca, risalirla puntando alla base della parete che scende dalla cresta nel punto più basso e sulla verticale di un gendarme. Da qui si attraverla la terminale e si sale con un tiro di 30 mt di III/IV non obbligato, seguire qualche chiodo e integrare eventualmente con qualche dado. Gente che ha fretta in montagna affronta slegata questa parte semplice, ma pur sempre delicata. Raggiunta la cresta iniziano i veri divertimenti: si prosegue in conserva cercando i passaggi più semplici ora di quà e ora di là mantenendo sempre una esposizione magnifica sui ghiacciai del versante nord, l'unico passaggio ostico si ha quando si raggiunge una placca povera di appigli e che costringe a prendere letteralmente a cavalcioni il crestone per 3-4 metri. Quando iniziano a vedersi resti di baraccamenti militari si è raggiunta la cresta nevosa che di li a poco porta alla sella da cui ci si abbassa un poco per superare l'ultima cuspide rocciosa che sorregge la croce di vetta.
Per scendere bisogna raggiungere di nuovo la cresta, proseguire dalla parte opposta fino a raggiungere dei sassoni sui quali sono fissati degli ancoraggi che permettono una doppia che deposita direttamente sul ghiacciaio sottostante. Da qui si segue a ritroso la via normale attraverso la vedretta di Lares fino alla sella del Niscli, poi faticosamente per sassoni si scende verso il fondovalle fino ad affrontare l'erta scalinata tra due pareti chiamata Bus del Gat che fa sbucare esattamente al rifugio.
lunedì 7 ottobre 2013
Falesia di Brendola
Esposizione Nord-Ovest con 12 vie abbastanza durette dal 5c al 7c: ho scovato questa falesietta nei meandri della rete su un vecchio sito e in un giorno di incertezza metereologica ci ho messo il naso.
Bello si, ma tutto schiodato..chi sarà stato e con queli motivazioni? Questa è il quesito che non mi ha fatto dormire la notte, perfino le catene e le calate per la doppia...rimane solo una vecchia roverella per un eventuale top-roping, a meno che non vi portiate dadi e piastrine da casa.
Raggiungere il Golf Club di Brendola (Vicenza), parcheggiare all'esterno nello slargo di fronte all'ingresso. Quindi prendere un sentierino che aggira esternamente il parcheggio privato, dopo 20 m troverete una panchina, vi troverete sul belvedere sopra la parete, scendere a vista a dx per la scarpata o attrezzare una doppia dall'albero.
La falesia è composta da due grotte separate da un pilastro grigio da altre due grottine più piccole, inizio quasi sempre su forte strapiombo a buchi.
Le vie "erano" queste da dx a sx:
Free foot 7b
Tira ostie 6b
Forrest Jump 6a+
Logaritmo di un gesto 5c+
Wild wolf 6c+/7a
L'ultimo dei moicani 6c+/7a
Ghiro ghiro mondo 7a
Pigri riposi 7c/7c+
Black Wall 6a+
Baby sitter 5c
Tribulus terrestris 6c+
Psylocibe ?
Canne e gatto 7a+
Bello si, ma tutto schiodato..chi sarà stato e con queli motivazioni? Questa è il quesito che non mi ha fatto dormire la notte, perfino le catene e le calate per la doppia...rimane solo una vecchia roverella per un eventuale top-roping, a meno che non vi portiate dadi e piastrine da casa.
Raggiungere il Golf Club di Brendola (Vicenza), parcheggiare all'esterno nello slargo di fronte all'ingresso. Quindi prendere un sentierino che aggira esternamente il parcheggio privato, dopo 20 m troverete una panchina, vi troverete sul belvedere sopra la parete, scendere a vista a dx per la scarpata o attrezzare una doppia dall'albero.
La falesia è composta da due grotte separate da un pilastro grigio da altre due grottine più piccole, inizio quasi sempre su forte strapiombo a buchi.
Le vie "erano" queste da dx a sx:
Free foot 7b
Tira ostie 6b
Forrest Jump 6a+
Logaritmo di un gesto 5c+
Wild wolf 6c+/7a
L'ultimo dei moicani 6c+/7a
Ghiro ghiro mondo 7a
Pigri riposi 7c/7c+
Black Wall 6a+
Baby sitter 5c
Tribulus terrestris 6c+
Psylocibe ?
Canne e gatto 7a+
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