Tempo:2 h
Difficoltà: VI
Discesa: a piedi
Materiale: nda
Accesso:
Da Bolognano (TN) si parcheggia bordo strada a questo tornante 45° 54′ 59.8″ N 10° 55′ 22.0″ E (pochi posti auto). Oltrepassare la sbarra, proseguire sulla sterrata e, al masso con bolli scendere a sinistra. Ad un bivio nel bosco con gli attacchi della parete dell'IR inferiore continuare dritti. Dalla cengia rocciosa ignorare un secondo bivio (discesa) e continuare in leggere salita e superato un ghiaione si giunge alla parete contraddistinta dal grande diedro dove sulla destra si sviluppa la nostra via. L'attacco si trova sulla sinistra della via Cercando la Trincea (scritta azzurra, clessidra). 20 min.
Descrizione:
L1 – 25 m, V. Placche appoggiate con breve traverso a destra.
L2 – 30 m, VI. Bella costola e poi placca compatta.
L3 – 30 m, V+. Placca, muretto verticale finale.
L4 – 20 m, V-. Camino terroso oltre lo spigolo (sosta facoltativa).
L5 – 20 m, VI-. Fessura verticale, traverso su placca.
L6 – 30 m, VI+. Strapiombo atletico, poi placche a fessure.
L7 – 30 m, IV. Muretto friabile e placca fino al boschetto dove terminerebbe la via.
L8 – 30 m, V. Dalla cengia proseguire per la via Claudia fino ad un secondo boschetto.
L9 – 25 m, V. Ultimo bel pilastrino della Claudia che permette di uscire direttamente sulla Cima.
Discesa:
Dalla panchina salire fino al grande traliccio; scendere sul sentiero (tratti attrezzati) fino alla palina “Garda Trek”, quindi prendere a sinistra (ometto) per ricongiungersi al percorso di avvicinamento e rientrare all’auto.
Zona: Monte Pastello
Sviluppo: 160 m
Esposizione: W
Tempo: 3 h
Difficoltà: VII, VI+ obb. R2
Discesa: a piedi
Materiale: nda
Via del 2021 della premiata ditta Maghella-Gnaccarini, risente un po' della ricrescita vegetativa nei tiri centrali. Bella la prima lunghezza su fessura strapiombante, la placca della terza lunghezza e il diedro fessura finale con passo strapiombante tutto da proteggere a friend: di soddisfazione. La chiodatura tradizionale è ridotta al minimo sui tratti facili mentre è sufficiente nei punti chiave. Soste a spit inox artigianali. Nel complesso è consigliata a cordate con esperienza con l'ambiente Pastello. Indispensabile una serie completa di friend, anche grandi; martello e chiodi per ogni evenienza. Per concatenare un'altra via della parete è possibile scendere rapidamente in doppia dalla via Comete (frecce nel bosco sommitale).
Accesso:700 metri prima di Forte Masua arrivando da Cavalo (frazione di Fumane, VR) prendere una strada sterrata sulla sinistra in località Molane (880 m), palina CAI del sentiero Molane-Dolcè. Parcheggiare al bivio o seguire brevemente la sterrata fino alla sbarra con slargo. Si segue il sentiero CAI in discesa prima per pascoli, poi per faggeto. Poco dopo aver oltrepassato un cancello per il pascolo si trova un cartello naturalistico sulla sinistra, abbandonare quindi il sentiero CAI che scende ripido e prendere la traccia sulla sinistra. Questa mantiene la quota per poi perderla brevemente nei pressi di un vecchio fronte di cava. Oltrepassato un vecchio rudere si continua in piano e poi in leggera salita fino a scavalcare una sella. Da qui sempre mantenendo la quota, oltrepassata una radura ci si trova alla base dello spigolo. Costeggiare tutto il grande zoccolo verso sud, arrivando così con un’ultima salita terrosa alle placche di attacco della via delle Quaranta Galee. Proseguire verso sud ed oltrepassare il Pilastro Centrale. Poco oltre, tra il grande camino del pilastro e la parete gialla sulla destra si trova l'attacco della via, cordone e nome alla base. (50').
Discesa: Risalire il bosco (ometti) fino ad una una traccia che conduce a destra (sud) fino ad una radura. Costeggiarla in salita sbucando su una seconda più ampia e continuare sulla traccia, individuare un primo albero isolato in mezzo al prato e lasciarselo alla sinistra quindi continuare sulla destra nel bosco (ometti) per traccia fino al tornante della forestale. Scendere lungo questa oltrepassando ad un certo punto un cancello fino a raggiungere l’auto (30').
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| L1 |
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| L2 |
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| Penultimo tiro |
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| Fessura finale |
Zona: Sojo Lovalbante (Monte Majo)
Sviluppo: 160 m
Esposizione: S
Tempo: 3 h
Difficoltà: VII, V obb
Discesa: doppie
Materiale: NDA
Relazione seguita
La via, aperta dai fratelli Balasso nel 2021, cerca i punti deboli, correndo sullo spigolo sud-est del Pilastro Margàn, sul Sojo Lovalbante – o Dente di Cane, come fu ribattezzato dalle truppe italiane durante la Prima Guerra Mondiale. Si sviluppa su ottima roccia, in un ambiente solitario e suggestivo con esposizione a sud, ideale anche in giornate invernali asciutte. L’arrampicata è varia, su difficoltà contenute ma non banali, con due tratti più impegnativi (VI/VII) facilmente azzerabili. La via è consigliata ad alpinisti che arrampicano con spirito esplorativo. Chiodatura e soste tradizionali con chiodi e vecchi cordoni. Consigliato martello, qualche chiodo e una serie di friend medio-piccoli.
Nota storica: Il Sojo Lovalbante, importante caposaldo austro-ungarico, fu teatro di duri combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale. La cima ospitava un bunker inespugnabile con osservatorio, feritoie, mitragliatrici e un complesso sistema di gallerie tuttora visitabili.
Accesso: Da Arsiero si prende la strada per Posina. Dopo circa 2 km da Posina, in direzione del Passo della Borcola, si raggiunge località Ganna. 50 metri oltre la vecchia scuola, svoltare a destra su una stradina stretta che in 1 km porta a Contrà Lambre. Parcheggiare nello slargo 100 metri prima della contrada. Seguire la carrareccia verso Casa Betta, quindi attraversare il prato antistante (privato) salendo al margine alto a destra. Entrare nel bosco seguendo ometti e un sentierino, superare tre grandi massi erratici e deviare a sinistra alla base del terzo, seguendo una ripida traccia ben segnata. Proseguire in direzione est tra pareti e valloni, superare un breve salto, entrare e risalire un vallone, quindi attraversarlo. Giunti a un anfratto, traversare 20 m su cengia e salire obliquamente a destra fino alla base del Pilastro Margàn (grande ometto all’attacco). Attenzione: durante l’avvicinamento, in particolare nei tratti boschivi e nei prati, è frequente la presenza di zecche. Si consiglia abbigliamento adeguato e controllo al termine dell’escursione. 55 minuti da Lambre.
Descrizione:
L1 – IV, V, un passo di VI e uno di VII-. Tiro vario e sostenuto prevalentemente in fessura.
L2 – III, IV, un passo di V. Più facile, di collegamento.
L3 – IV, V, un passo di V+. Sezione tecnica e ben protetta.
L4 – IV, V, un passo di VI-. Pilastro e poi traverso tecnico a sinistra.
L5 – IV, V, un passo di VI e uno di VII. Due placche verticali in sequenza.
L6 – II. Breve trasferimento su cresta erbosa.
L7 – IV, V. Tiro finale su larga fessura.
Discesa: Dalla sosta del 5° tiro (libro di via) abbiamo due opzioni: calarsi con 2 doppie 45+60 m fino alla base, oppure scalato anche L7 proseguire per la lunga cresta (tratti di IV e una calata da 25 m) fino a raggiungere il sentiero 511 che attraverso il Passo del Colombo in circa 40 minuti riporta a Contrà Lambre.
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| L1 |
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| L4 |
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| L5 |
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| Ph credits GRRC |
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| Ph credits GRRC |