martedì 10 settembre 2013

"Antonella" al soglio Sandri-Menti

Zona: Campogrosso-Fumante
Sviluppo: 5 lunghezze
Esposizione: N-E
Difficoltà: V
Chiodatura: Mista
Materiale: 12 rinvii, mezze da 60 m
Discesa: Doppie
Tempo: 3 h
Partecipanti: io, Sandro, Ronco


Ultimamente sto collezionando vie con nomi di donna. Si dice che in genere portino sfiga, sai le donne "ti fanno tribolare"; ma tutto sommato Antonella al soglio Sandri-Menti si è comportata abbastanza bene, bè si a parte le doppie sotto la pioggia....

Dal grande anfiteatro di roccia che sta attorno "piazzale" SUCAI, il soglio è l'ultimo a sinistra faccia a monte, proprio sopra la frana del "Rotolòn", sinistro presagio dell'infimità della roccia? No! Stupore oltre ogni limite nel non aver smosso un sasso o staccato una pietra per tutti e 5 i tiri. La via è semplice, di quinto abbastanza continuo, il senso di esposizione appaga, la roccia altrettanto il panorama selvatico, roccioso, imponente: dal Soglio dell'inferno, al Dito di dio fino al piccolo ma cadente Milite.
Rispetto alla guida di Casarotto abbiamo trovato un tiro in più. Non serve descrivere altro oltre a poche osservazioni, la prima è che nel tiro finale che porta in vetta dovete allungare i rinvii all'inverosimile se non volete patire le pene dell'inferno nel recupero. La seconda riguarda le doppie: per la prima bisogna spostarsi più in basso sopra lo spigolo della Cipriani, si vede un cordino dalla vetta, poco dietro troverete un anello per la prima calata che avverrà da prima in un canalone per poi oltrepassare lo spigolo, 30 m esatti..Da li in poi la questione diventa più intuitiva. Byez



Attacco, indicato da una "A"


Il cadente "Milite"

Lungo la via


Guglie da dx: Gei, Negrin, Piccola, il Corno, Schio, Dito di Dio e la parete di P.ta Sibele




Prima doppia

Seconda doppia

Ultima doppia sopra il tetto della grande frana


mercoledì 4 settembre 2013

Rocca Pendìce - Punta della Croce: Via Claudia

Zona: Punta della croce Sud - Castelnuovo
Sviluppo: 4 lunghezze
Esposizione: S
Difficoltà: IV
Chiodatura: 2 chiodi, uno spit
Materiale: 5/6 rinvii, cordini, singola da 60 m
Discesa: Sentiero
Tempo: 2 h

Dove portare portare gli amici per essere battezzati al multi-pitch?? Il Trapezio dei Tessari  ormai mi ha stufato ed è sempre A-A follatissimo.. Un ottima soluzione a questo dilemma si chiama: Punta della Croce Sud a Castelnuovo sui Colli Euganei (PD). I primi due tiri sono carini, poi c'è un tiro su roccioni di cresta, uno nel bosco e quello finale stupendevole ma di soli 15 mt circa. Trachite ovunque solidissima, rovente sotto il sole di Settembre, acqua finita quasi subito. Il fattore che mi ha fatto optare per le vie di questo settore è la totale assenza di esseri umani della peggior specie dotati di corde/caschetto/imbrago, questi ultimi si limitano ad ammucchiarsi come mosche in zona numerate/dinamiche, ed è meglio così.
Si mette la macchina nel parcheggio vicino la chiesa di Castelnuovo da dove si vede già la croce di vetta, strada in cemento, prima curva, sentiero a destra fregandovene del cartello "proprietà privata", avanti dritti, primo bivio tirare dritti fin sotto allo spigolo da dove partono le vie con i nomi in giallo sulla roccia.
La via è alpinistica, senza soste, solo due chiodi in loco ma se ci si vuole proteggere si trova molto dove infilare.
La nostra idea iniziale era quella di concatenarla con Silvia ma viste le temperature l'acqua si è "evaporata" dalla borraccia e quindi abbiamo provato delle vie spittate di fresco su di una paretina non citata sulla guida della Rokka. Molto bella la centrale verticalissima con lama posseduta da ghiro soffiante seguita fessura "svasosa" da incastro di pugno e strapiombino finale sempliciotto: ocio che la corda gratta tanto!
Cacchio ma ora io ci voglio ritornare qua!!




sabato 31 agosto 2013

Lessinia, Cresta di Cima Potteghe

Zona: Malga Parparo Alto, Roverè, Lessinia
Sviluppo: 4 lunghezze
Esposizione: E
Difficoltà: VI continuo i tiri verticali, IV la cresta
Materiale: 10 rinvii, 2 mezze da 60 m
Discesa: facili prati
Tempo: 2 h
Apritori: Sconosciuti

Importante presessa: non conoscendo nome ed apritori della via l'abbiamo identificata con il nome della cima.
L'attacco si raggiunge parcheggiando in prossimità del divieto di transito nelle vicinanze della malga Parparo, si prosegue per 15 minuti per il sentiero e quando si scorge un laghetto di malga recintato si attraversa in discesa i prati fino al muretto a secco sul bordo della scarpata che guarda il paese di Giazza. Da qui per sentiero fino alla base della parete, quando questo punta verso nord in discesa abbandonare il sentiero a dx per traccia di camoscio fino all'evidente grande tetto. Salire il diedro che strapiomba leggermente (chiodo) poi per roccia svasa seguire una fessurina, spostarsi a sinistra (chiodo) e salire sempre dritti fino alla sosta. Da qui sempre dritti per roccia svasa infima, e a tratti friabile fino alla cresta, sosta su spuntone. Altri due tiri di cavalcata molto divertenti porteranno ai prati sommitali, stando sempre attenti ai grossi bocchi instabili. 
La via merita molto per l'ambiente in cui si svolge e non certo per la qualità mediocre della roccia: la sensazione di ritrovarsi catapultati da un ambiente crollante e verticale ai dolci altipiani della lessinia è un contrasto impagabile.
La discesa si compie a vista per prati puntando il sentiero di accesso.

Attacco

Sosta fuori dai tiri ostici






La bella fessura finale



Verso il Grolla è la val Revolto




Parcheggiare qui! 
La cresta vista dal M.te Terrazzo


mercoledì 21 agosto 2013

Lucertola Schizofrenica, Totoga Land

Breve avventura in Totoga per me ed Andrea dopo aver rinunciato allo "Spigolo del Velo" causa freddo inaspettato e forti raffiche di vento da nord. L'avvicinamento non è assolutamente così proibitivo come descritto nei blog..(falesisti da plastica del menghia). La via è la più facile di tutta la falesia (4c, 5a, 6a, 6a+, 6c)  ma si dice che in tutta la via sono stati lasciati 9 chiodi. Primo tiro completamente da proteggere con friends e nuts, sosta presente..il secondo tiro versa in completo abbandono, arbusti, rovi e molto detrito, per questo siamo scesi per tornare in futuro un pò più attrezzati per completare e ripulire un pò la via.




martedì 20 agosto 2013

Piramide di Danerba, Via Quetzalcoatl

Zona: Val Daone,Val Danerba
Sviluppo: 17 lunghezze, 700 m
Esposizione: E
Difficoltà: max 6b
Chiodatura: ottima a spit
Materiale: 16 rinvii, 2 mezze da 60 m
Discesa: 13 doppie
Tempo: 7-8 h
Partecipanti: io, Sandro

Raggiungere il lago di malga Boazzo in Val Daone, poco prima del primo ponte sui due immissari del lago parcheggiare sullo spiazzo e salire per il sentiero che ripidamente in 40 minuti porta a Casina Danerba. Da qui si scorge già la nostra piramide azteca sulla sx, all'apparenza non altissima, ma solo all'apparenza, si tratta un grande colatoio composto da placche grigie di tonalite a micro ea volte macro funghetti. 
Proseguire oltre il bivacco fino ad una radura con un ponticello e puntate alla grande placca di base. La via si struttura in 4 macro sezioni: placca e tetti basali con soprastante traverso, il colatoio centrale erboso con macchie di larici, la seconda grande placconata a funghetti, e la punta della piramide composta da due muri verticali e la cresta finale. Abbiamo trovato la parte alta veramente molto bella e divertente, la chiodatura è sempre sicura a spit inox, a volte distanziata sul facile, ma è comprensibile capire gli apritori nel chiodare 700 m di via! Veramente complimenti! Vale la pena ripeterla anche per il notevole sviluppo allenante per affrontare vie in ambiente di maggiore impegno.


Casina Danerba

La piramide

Pecore all'attacco

Bivacco su  giaciglio di camoscio

Placca chiave

Tiri finali

Primo muro a funghi

Secondo muro, senza funghi ma con lame

Vista dalla cima

Penultima doppia di 60m da sosta 6 che depone in sosta 1

lunedì 5 agosto 2013

La favola del lupo e delle due sorelle

Una spiaggia isolata, un mare cobalto a picco da altissime scogliere in maiolica, con ciuffi di pini dagli aghi smeraldo più in alto verso la cima di questo monte piantato in mezzo alla costa piatta, da cui prende il nome il parco naturale. E' la solita vecchia storia italiana, di cui sono arcistufo e manco vorrei perder tempo a parlarne, ma in questo bel paese di una bella regione del Bel Paese le cose sono andate così, ancora una volta. E' cattiva gestione delle risorse, un posto del genere se si trovasse più a nord, e il mare fosse un laghetto alpino, diverrebbe un cult tra i ferratisti della domenica, con tanto di rifugista che vende le salamelle alla base..qui a S. il comune ha deciso di multare indiscriminatamente qualsiasi persona che venga colta a calpestare i sassi del sentiero. Questi luoghi quasi incontaminati, selvaggi e pregni di quell'odore caldo del mediterraneo sono off limits. 

E' colpa dell'amministrazione o delle persone che frequentavano questi posti? Persone che non sanno cos'è un sentiero di montagna perchè sono al mare e che si avventurano sulle cenge appese a centinaia di metri dagli scogli sottostanti, magari in infradito. E' vero, forse manca quel poco di cultura alpinistica qui a S ed è giustificabile, ma mi chiedo io, perchè non diamo la colpa al CAI come si fa di solito (ironicamente ndr)? Mi appello alle sezioni più vicine ad S:  fate qualcosa per questo sentiero, è una perla posta in bilico su di un balcone che si affaccia su di un mare bellissimo, inoltre le potenzialità della falesia sono infinite, le placche sovrastanti mi ricordano tantissimo i lastoni di Dro..sarebbe pure pane per la bocca affamata di qualche chiodatore plaisir.  

Sono venuto a conoscenza che alcune vie sono state tracciate (una?), vedo il brillare di uno split la in alto mentre qui tutti i goffi bagnanti arrivati col il battello, spaesati dalla nuova dimensione selvatica a cui non sono abituati,  guardano le onde.. io guardo le pareti dalla parte opposta. 
Voglio ritornare qui, con chiodi e martello magari, ho visto una bella linea di salita e vorrei trovare una situazione diversa in cui il bello venga ripagato dall'attenzione delle amministrazioni..ma per ora muoversi in verticale in questi posti continuerà ad essere possibile solo per contrabbandieri di arrampicate.








sabato 20 luglio 2013

Sengio Alto: Un posto al sole + Gioco estivo

Zona: Sengio Alto, Piccole dolomiti
Sviluppo: 10 lunghezze "Un posto al sole" + 6 lunghezze "Gioco estivo", tot. 500 m
Esposizione: S
Difficoltà: max VI+
Chiodatura: ottima artigianale + soste su cordini
Materiale: 10 rinvii, cordini.
Discesa: Sentiero dell'Emmele
Tempo: 4h in totale
Partecipanti: io, Simone


Mezza giornata a disposizione per arrampicare e Simone mi propone questo interessante concatenamento di due vie di A. Castagna, semi sconosciute ai più, che si presentano come due cavalcate in cresta di bassa difficoltà rispettivamente la prima sulla dx orografica del Boale dell'Emmele e la seconda un pò più alta sulla sinistra. 
Ottima alternativa per raggiungere gli attacchi delle vie che portano in vetta alla Torre dell'Emmele (Super Mario ecc.) la via "Un posto al sole" attacca su delle placche sovrastanti il sentiero della Loffa, subito dopo il Boale degli Onàri ed il Vajo Dente Piccolo. Molto belli i primi 3 tiri in cui si concentrano le difficoltà (VI) che si sviluppano su due belle placche ed un diedro fessurato. Sopra le difficoltà si abbattono notevolmente e conviene quasi procedere in conserva se non per il superamento di alcuni muretti. Il tutto termina sul sentiero sotto l'attacco di Attraverso l'Emmele che potrebbe rappresentare la naturale prosecuzione della via.

Si scende per tracce di sentiero per raggiungere la base del crestone sud dalla parte opposta del boale dove parte "Gioco Estivo". La qualità della roccia del primo tiro lascia perplessi, ma per il resto è molto compatta e divertente specie sulla torretta gialla dove si trova il singolo passaggio chiave (VI+, evitabile a dx). Gli ultimi tiri si possono unire fino a sbucare sul sentiero dell'Emmele quasi in prossimità della sella sommitale, al cospetto della parete sud dello stesso dove attacca la via di Soldà.


Attacco di "Un posto al sole" come si vede dal sentiero


Secondo tiro 
Uscita terzo tiro 
Murettini vari 

Attacco poco convincente di "Gioco estivo"..

...la via poi si rivela molto divertente.