Zona: Baffelàn, parete S
Sviluppo: 380
Esposizione: S
Tempo: 4-5 h
Difficoltà: 6a+ A0 (5b obb)
Discesa: a piedi
Materiale: singola, 13 rinvii, qualche friend.
Apritori: Confente, Gianesini, Leorato 2017
Richiodatura: 2026
La via sale dal Vajo del Baffelan (o Canale Sud di Gane), comune accesso alle vie della stretta parete sud, prendendo avvio dal suo punto più basso. L’obiettivo è raggiungere lo scudo sommitale, da cui il nome Diretta, situato leggermente a sinistra rispetto alla verticale di partenza. Lo si raggiunge attraverso alcuni traversi dalla chiara logica alpinistica, che consentono di evitare i settori più strapiombanti della parete.
Il tracciato si sviluppa tra le vie Carretta-Sgreva e Roby Cocco, con la quale condivide solamente una sosta in corrispondenza della strozzatura del Vajo. Sull’ombrosa parete sud sono presenti vecchie e sporadiche tracce di passaggio, riconducibili a epoche differenti e oggi di difficile interpretazione. La documentazione storica permette tuttavia di distinguere con maggiore chiarezza gli itinerari aperti da Gino Soldà nel 1928. La via storica documentata è la Via del Camino, salita in solitaria da Gino Soldà il 18 agosto 1928: l’itinerario percorre il Vajo del Baffelan e, nel settore superiore, prosegue attraverso il caratteristico camino posto a sinistra dell’attuale via Roby Cocco, raggiungendo infine la cresta sommitale. Pochi giorni più tardi, il 23 agosto 1928, con A. Soldà salirono anche una variante, già nella relazione dell’epoca indicata come «non consigliabile secondo i primi salitori» (La Rivista del CAI 1929). Di questo secondo tracciato non rimangono oggi elementi sufficienti per una ricostruzione attendibile e, con ogni probabilità, proprio il suo scarso interesse alpinistico contribuì alla sua progressiva perdita e al successivo oblio. Nelle vicinanze della Diretta sono stati inoltre individuati alcuni vecchi chiodi di tipo Cassin, esterni al tracciato e posteriori all’epoca di Soldà (produzione iniziata nel '47), oltre a una vecchia sosta, anch’essa realizzata con chiodi Cassin, situata circa 5-6 metri a sinistra della settima sosta. Questi reperti testimoniano passaggi successivi, ma non consentono di attribuire con certezza un itinerario completo né di stabilire eventuali sovrapposizioni con tracciati storici oggi perduti. La via è stata richiodata a spit e migliorata nel 2026, in seguito alla manomissione avvenuta nel 2025 da parte di ignoti, successivamente agli appelli diffusi dai cosiddetti “montecchiani ribelli”. Alla luce della documentazione disponibile, non vi sono pertanto elementi sufficienti per sostenere che la Diretta coincida o si sovrapponga in modo significativo alla Via del Camino di Soldà; allo stesso modo, non è possibile ricostruire con precisione l’andamento della variante del 23 agosto 1928, ormai caduta nell'oblio, anche se indirettamente, per volere stesso del suo apritore.
Accesso: da Campogrosso lungo la strada del Re, che si lascia in corrispondenza dell’evidente canale che scende dalla parete Sud del Baffelan. Attraverso facili risalti per 50m fino ad un ampio terrazzo sulla verticale del colatoio.
Relazione :
L1: Si sale il breve diedro che porta direttamente alla prima sosta. 5b, 20 m
L2: Dalla sosta ci si sposta verso la placca sul fondo del colatoio, che si risale fino a quando lo stesso diventa uno stretto camino erboso. Lo si risale, con qualche passo difficile (A0 possibile) uscendo poi su un’altra placca appoggiata che porta ad una strozzatura, dove si sosta. 6a+. 35 m
L3: Si sale restando sul fondo del canale (1 cordone) verso il grande masso incastrato, sotto il quale si sosta (sosta in comune con la via Robi Cocco). III. 50 m
L4: Superato il masso incastrato, si guadagna di nuovo il fondo del canale (1 cordone), che si risale tenendo la destra e giungendo a un ripiano detritico. La sosta si trova sulla parete di destra. 2 spit, 6a+ o A0, II. 25 m
L5 : Rimontare la parete di destra (allungare i rinvii) per poi obliquare verso sinistra, passando alla sinistra di un camino umido e risalendo quindi per parete articolata verso un breve camino, oltre il quale, su cengetta erbosa a sinistra, si trova la sosta. 5c+. 45 m
L6 : Si sale verso sinistra prima per una fessurina, quindi in traverso verso sinistra ancora e poi in verticale per parete lavorata, passando per il tipico spuntone rovesciato. Poi per placche appoggiate si arriva in sosta. 5b. 40 m
L7 : Si traversa nettamente verso sinistra per 7-8 m, superando una grossa clessidra, quindi in verticale per un accennato diedrino e solide placche, spostandosi progressivamente sempre verso sinistra. Sosta su una stretta cornice. 5a, 35 m
L8 : Ci si alza sulla sosta con passo deciso, quindi per placche in leggera ascensione verso destra fino a una cengetta gialla esposta, che si percorre traversando verso sinistra fino a sostare sotto un tettino. 5a, 20 m
L9 : per placca verticale, aggirando sulla destra il tettino sopra la sosta, quindi in traverso verso sinistra (allungare le protezioni prima di traversare). Sosta in una nicchia. 6a+ o A0, 20 m
L10 : Si percorrono i primi metri del camino sopra la sosta, spostandosi poi in placca esposta a destra fino a una cornice che dà accesso a un diedro obliquo verso sinistra, abbastanza delicato, al termine del quale (mugo), si sale un muretto a destra, oltre il quale si trova la sosta (allungare le protezioni lungo il tiro). 4c, 30 m
L11 : Dalla sosta si guadagna dopo pochi metri una soprastante cengetta, obliquando verso sinistra, quindi per un camino poco marcato si arriva al terrazzo di sosta. 4a, 20 m
L12 : Per cresta fino ai golfari in vetta. III, II, I. 60 m
Discesa: dalla cima del Baffelan verso Ovest fino al Passo del Baffelan (I e II). Da qui sia a destra che a sinistra scendono i sentieri che riportano sulla Strada del Re.
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| Relazione aggiornata 2026 |
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| La rivista del CAI (1929) |






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