venerdì 1 giugno 2018

Phainomena e Alalazo, due vie "rumego" sulla Roda del Canal

Zona: Roda del canal, Valdadige
Sviluppo: 100 m
Esposizione: Est
Difficoltà: IV
Protezioni: Fix
Materiale: corda singola, rinvii, cordini

Dopo aver ripetuto tutte le vie della Roda del Canal entrate nella guida "V per Valdadige", sorge spontanea la curiosità di conoscere anche le vie vicine della concorrente guida "Trapezio e dintorni". Accade quindi che in un dopo lavoro mi trovo con il Nick per ripetere "Sopra il fiume sull'acqua", a detta di tutti una delle vie più belle della Roda, accade anche però che mi dimentico la relazione a casa: "ma sì, tanto basta trovare il nome e andar su", mi ripeto. Il proposito così spontaneo altrettanto ovvio non è, primo perché nessuno della cordata ha fatto gli studi classici e non conosciamo l'alfabeto greco, secondo perché le scritte sono sbiadite e poco decifrabili e gli attacchi non così ovvi, dato che le placche sono disseminate di fix e chiodi più o meno alla rinfusa. 
Ok, buona la prima (scopriamo poi che sarà Phainomena). "Ma si va di qui o di là?" "Ma non doveva essere una via alpinistica?" - Invece ci sono fix ogni mezzo metro, anche dove ottime clessidre erano lì proprio per darne egregie alternative. Ok, seguo la linea più evidente e arrivo in sosta. "Oh, ma poco più in là, tre metri a sinistra, ce n'è un'altra" (scoprirò poi che si tratta di Alalazo). Segue sul secondo tiro una lunghezza di placca molto bella ma con ancora parecchia roba instabile nonostante le molte ripetizioni, spit apparentemente inutili vista la quantità di clessidre presenti, fori ciechi inspiegabili, tralasciando misericordiosamente che la via corre ossessivamente parallela ad Alalazo, due metri più a sinistra (chiodatura compulsiva forse?). Giunti alla solita cengiona quasi sommitale, ci attende l'ultimo tiro, solitamente il più bello della struttura. Noi scegliamo la difficoltà sul divertente strapiombino appigliato della via Alalazo, evitando l'originale canale inerbato (occhio all'edera velenosa nella bella stagione!). 
Tirando le somme, viene da chiedersi come fanno certe vie ad essere descritte in termini entusiastici. Poi sovviene la possibilità dell'inesperienza da parte di certuni cattivi estensori. Forse quando non c'erano altre vie erano queste le più belle, in quanto uniche (e quindi anche le più brutte - ma questo ieri come oggi). Probabilmente chi le definisce "oltre il plaisir" non ha mai ripetuto le altre vie più meritevoli presenti su questa struttura; e certe altre ancora, classificate come "rumego", sicuramente sono state aperte con maggior rispetto per la roccia qui forata come un gruviera, in un'ansia penetratoria che lascia sconcertati. Insomma, un bel pasticcio alla Roda: andare per credere!


Primo tiro 

Soste parallele 











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