lunedì 31 agosto 2015

Attraversata dell'Aiguille Marbrées

Campeggio ad alta quota, neve e sole, un tentativo e un attraversata integrale, questo è il riassunto di tre giorni sul ghiacciaio del gigante.

Con l'amico Andrea sono trascorsi tre bei giorni (uno solo anche metereologicamente) accampati nel pianoro glaciale sotto punta Helbronner..Arrivati pieni di obbiettivi da raggiungere e alla fine neanche uno portato a buon fine. La nevicata della prima notte unita alla nebbia ha prolungato fino al primo pomeriggio la ricerca dell'attacco alla normale della Tuor Ronde, salita vanificata al terzo tiro in cresta a causa del peggioramento meteo: nebbia e neve nuovamente. La terza notte annunciata tersa e serena ha completamente ghiacciato tutta la neve caduta e così anche il nostro materiale umido dai due giorni precedenti. Il morale inizia ad abbassarsi nonostante il meteo prometta buono per gran parte della giornata, e l'arzarsi tardi la mattina (7.00) unito al fattore vento gelido che ora soffia da nord vanifica la salita al Dente del Gigante. In un nuovo slancio d'animo comunque percoriamo la divertente cresta che dal Colle de Rochefort conduce alla vetta dell'Aiguille Marbees e di seguito la prosecuzione della frastagliata cresta fino agli anelli di calata per la doppia di discesa che deposita nuovamente sul ghiacciaio del Gigante.


Attraversata dell'Aiguille Marbrées

Zona: Rif. Torino, Ghiacciaio del Gigante
Dislivello: 150 m
Esposizione: E
Difficoltà: III
Chiodatura: Non presente
Materiale: Da ghiacciaio, cordini
Discesa: 1 doppia
Tempo: 2 h



Dopo la nevicata

Primo tiro della Tour Ronde

Rientro tra crepi e nebbie


Cena ristoratrice


Il dente

La terminale dell'Aiguille Marbrees

La cima e la cresta frastagliata

Fiamme di roccia

La doppia che deposita sul ghiacciaio



L'Aiguille Marbrees, dalla massima elevazione si percorre tutta la cresta verso destra

Foto by A. Bosaro

venerdì 21 agosto 2015

Lu mare, Lu sule..Porto Badisco


Come una consuetudine ormai degli ultimi anni mi trovo ad organizzare le vacanze "balneari" estive cercando comunque di non fermare l'attività arrampicatoria. Quest'anno si sceglie il Salento (Puglia) e quindi navigando in rete scopro che esattamente dietro ad una spiaggia che toccheremo durante il nostro viaggio itinerante in camper, si trova una piccola e simpatica falesia: Porto Badisco.

La parete è esposta al sole pomeridiano quindi è vivamente consigliato arrampicarci nei mesi estivi solamente durante la mattina. L'accesso purchè semplice non è alquanto intuitivo, l'area sottostante la parete è solcata da un profondo canale di scolo tagliato nella roccia ed invalicabile, l'unico ponticello con gradini che permette di superarlo si trova percorrendo il sentierino che superata la spiaggia sale sugli scogli di dx (faccia a monte).
Superato il canale proseguire per traccia in direzione delle evidenti rocce e così raggiungere le prime vie alla base della parete.
La lunghezza dei monotiri non supera quasi mai i 10 metri e l'attrezzatura in loco è nuova (Piastrine Raumer e doppio anello per la calata).

Caldo a parte, questo piccolo angolo di Salento regala un arrampicata divertente su calcarenite che vira dal dal giallo al bianchissimo, super lavorata, tanto che per arrampicare in autosicura non ho trovato difficoltà nel cercare clessidre alla base dei singoli monotiri. 

Buon divertimento a tutti!!

1. Vacanze salentine, 7a+
2. Fraci tana, 6c+ 
3. La ragnatela, 7a 
4. Balaiò, 6c
5. Arrisparmio, 5a
6. Martouche, 5b
7. 19 minuti, 5b
8. Lu piccione, 5a
9. Lu pizzarrone, 6b+ 
10. Mancu licheni, 6b
11. Tremo ma non mollo, 6a+
12. L’intuizione di Yalema, 6c

La spiaggetta

Le pareti viste dalle "docce"


La parete come si presenta dal sentierino




Autosicura


Roccia bianca e lavoratissima 



Nuova via in Moiazza: "L'approdo di Enea"

Aria di nuova apertura in dolomiti, durante l'avvicinamento per la ripetizione della Benvegnù alla Torre della Gigia in Moiazza, la nostra attenzione si è rivolta alla pala sud che si erge dal profondo canalone sovrastato da grandi tetti e che come un ferro da stiro appoggiato prosegue fino alla cima. Non facile è stato trovare il punto di accesso alla parete vera e propria e una volta raggiunto il nostro obbiettivo la qualità della roccia ha ampiamente ripagato le fatiche del ravanamento tra gli sfasciumi del canale. Ed è così che siamo approdati su questa nuova via..

Zona: Moiazza, Pala della Gigia
Sviluppo: 3 lunghezze
Esposizione: S
Difficoltà: V+
Chiodatura: Assente
Materiale: 9 rinvii, cordini
Discesa: Normale alla Pala della Gigia
Tempo: 3 h

Apritori: Simone Gianesini, Manuel Leorato

Avvicinamento 1 ora e 30 dal Passo Duran.
Giunti alla base dello zoccolo della Torre Gigia e della Torre Iolanda, risalire sul lato dx il canale sulla sx, che scende sotto la parete sud della Torre delle Gigia, fino a una strozzatura contro una fessura nera strabiombante; da qui percorrere a dx una stretta cengia (terreno infido, passo del gatto), fino a un balcone alla base di un evidente spigolo arrotondato, dove si attacca, prima sul fondo del camino, fino a passare sotto un masso incastrato, poi portandosi direttamente sullo spigolo.



Primo tiro


Ultimo tiro

Vetta