martedì 16 gennaio 2018

Artificiale in Valdadige: I Tre Re di Affi

Zona: Brentino, Gem 85
Sviluppo: 150 m
Esposizione: Est
Difficoltà: IV, A1/A2
Protezioni: fix da 8 mm
Materiale: Staffe e 27 rinvii
Relazione seguita qui

Presi dall'entusiamo verso l'artificiale come potevamo perderci la seconda via in Valdadige della cordata Filippi-Bertolotti? Ed ecco che cade all'assedio anche "I Tre Re di Affi" (in realtà gli apritori sono tre:  Filippi, Bertolotti, Spinelli NDR), in zona Pale Basse di Brentino, sulla sinistra dell'indimenticabile diedro di GEM85. Giornata uggiosa da nebbie "alte", mentre sopra i 2000 mt si scia su powder e sui nostri amati Vaji ci si diverte sul glacionevato e cascate di ghiaccio, eccoci a battere i denti in cengia in due, anche noi come i Re in tre, aspettando che il nostro compagno scompaia dalla nostra vista al di là del grande tetto da superare dondolando sulle staffe. Tecnica di allunghi sul verticale e buona chiodatura sull'orizzontale rendono la via semplice ma non banale, se l'affronterete dopo piogge sappiate che anche se oltre il tetto ci sarà il sole, sotto il tetto pioverà ancora, inesorabilmente. 
Sensazione di smarrimento sui primi metri del soffitto, come Rusconi lo descriveva sulla Piussi, se pur per noi in scala nettamente minore, ma per un attimo non si capisce se si è capovolti, dov'è il sotto e dov'è il sopra, mal di mare da staffe che comunque passa rapidamente tutti presi nelle lente manovre che dilatano il tempo e lo spazio.
Al di sopra del grande strapiombo un'ultima lunghezza facile e divertente che alterna libera e artificiale, su parete via via più lavorata da carsismo superficiale ma anche via via sempre più invasa dalla vegetazione, qualche masso instabile obbliga ad un minimo di delicatezza.

Giunti al boschetto basta seguire i numerosi ometti che conducono all'ancoraggio di una brevissima doppia che ci deposita sulla bocca del vertiginoso diedro di GEM85, da li basta tuffarsi nel vuoto (in doppia!) e ci si ritrova dove il nostro viaggio ha avuto inizio, di fronte al sentiero da percorrere in discesa che ci porterà alle nostre case, dove passeremo i prossimi giorni sognando e desiderando nuovamente di poterci, ancora una volta, cullare sulle staffe.

M.Leorato










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