sabato 31 agosto 2013

Lessinia, Cresta di Cima Potteghe

Zona: Malga Parparo Alto, Roverè, Lessinia
Sviluppo: 4 lunghezze
Esposizione: E
Difficoltà: VI continuo i tiri verticali, IV la cresta
Materiale: 10 rinvii, 2 mezze da 60 m
Discesa: facili prati
Tempo: 2 h
Apritori: Sconosciuti

Importante presessa: non conoscendo nome ed apritori della via l'abbiamo identificata con il nome della cima.
L'attacco si raggiunge parcheggiando in prossimità del divieto di transito nelle vicinanze della malga Parparo, si prosegue per 15 minuti per il sentiero e quando si scorge un laghetto di malga recintato si attraversa in discesa i prati fino al muretto a secco sul bordo della scarpata che guarda il paese di Giazza. Da qui per sentiero fino alla base della parete, quando questo punta verso nord in discesa abbandonare il sentiero a dx per traccia di camoscio fino all'evidente grande tetto. Salire il diedro che strapiomba leggermente (chiodo) poi per roccia svasa seguire una fessurina, spostarsi a sinistra (chiodo) e salire sempre dritti fino alla sosta. Da qui sempre dritti per roccia svasa infima, e a tratti friabile fino alla cresta, sosta su spuntone. Altri due tiri di cavalcata molto divertenti porteranno ai prati sommitali, stando sempre attenti ai grossi bocchi instabili. 
La via merita molto per l'ambiente in cui si svolge e non certo per la qualità mediocre della roccia: la sensazione di ritrovarsi catapultati da un ambiente crollante e verticale ai dolci altipiani della lessinia è un contrasto impagabile.
La discesa si compie a vista per prati puntando il sentiero di accesso.

Attacco

Sosta fuori dai tiri ostici






La bella fessura finale



Verso il Grolla è la val Revolto




Parcheggiare qui! 
La cresta vista dal M.te Terrazzo


mercoledì 21 agosto 2013

Lucertola Schizofrenica, Totoga Land

Breve avventura in Totoga per me ed Andrea dopo aver rinunciato allo "Spigolo del Velo" causa freddo inaspettato e forti raffiche di vento da nord. L'avvicinamento non è assolutamente così proibitivo come descritto nei blog..(falesisti da plastica del menghia). La via è la più facile di tutta la falesia (4c, 5a, 6a, 6a+, 6c)  ma si dice che in tutta la via sono stati lasciati 9 chiodi. Primo tiro completamente da proteggere con friends e nuts, sosta presente..il secondo tiro versa in completo abbandono, arbusti, rovi e molto detrito, per questo siamo scesi per tornare in futuro un pò più attrezzati per completare e ripulire un pò la via.




martedì 20 agosto 2013

Piramide di Danerba, Via Quetzalcoatl

Zona: Val Daone,Val Danerba
Sviluppo: 17 lunghezze, 700 m
Esposizione: E
Difficoltà: max 6b
Chiodatura: ottima a spit
Materiale: 16 rinvii, 2 mezze da 60 m
Discesa: 13 doppie
Tempo: 7-8 h
Partecipanti: io, Sandro

Raggiungere il lago di malga Boazzo in Val Daone, poco prima del primo ponte sui due immissari del lago parcheggiare sullo spiazzo e salire per il sentiero che ripidamente in 40 minuti porta a Casina Danerba. Da qui si scorge già la nostra piramide azteca sulla sx, all'apparenza non altissima, ma solo all'apparenza, si tratta un grande colatoio composto da placche grigie di tonalite a micro ea volte macro funghetti. 
Proseguire oltre il bivacco fino ad una radura con un ponticello e puntate alla grande placca di base. La via si struttura in 4 macro sezioni: placca e tetti basali con soprastante traverso, il colatoio centrale erboso con macchie di larici, la seconda grande placconata a funghetti, e la punta della piramide composta da due muri verticali e la cresta finale. Abbiamo trovato la parte alta veramente molto bella e divertente, la chiodatura è sempre sicura a spit inox, a volte distanziata sul facile, ma è comprensibile capire gli apritori nel chiodare 700 m di via! Veramente complimenti! Vale la pena ripeterla anche per il notevole sviluppo allenante per affrontare vie in ambiente di maggiore impegno.


Casina Danerba

La piramide

Pecore all'attacco

Bivacco su  giaciglio di camoscio

Placca chiave

Tiri finali

Primo muro a funghi

Secondo muro, senza funghi ma con lame

Vista dalla cima

Penultima doppia di 60m da sosta 6 che depone in sosta 1

lunedì 5 agosto 2013

La favola del lupo e delle due sorelle

Una spiaggia isolata, un mare cobalto a picco da altissime scogliere in maiolica, con ciuffi di pini dagli aghi smeraldo più in alto verso la cima di questo monte piantato in mezzo alla costa piatta, da cui prende il nome il parco naturale. E' la solita vecchia storia italiana, di cui sono arcistufo e manco vorrei perder tempo a parlarne, ma in questo bel paese di una bella regione del Bel Paese le cose sono andate così, ancora una volta. E' cattiva gestione delle risorse, un posto del genere se si trovasse più a nord, e il mare fosse un laghetto alpino, diverrebbe un cult tra i ferratisti della domenica, con tanto di rifugista che vende le salamelle alla base..qui a S. il comune ha deciso di multare indiscriminatamente qualsiasi persona che venga colta a calpestare i sassi del sentiero. Questi luoghi quasi incontaminati, selvaggi e pregni di quell'odore caldo del mediterraneo sono off limits. 

E' colpa dell'amministrazione o delle persone che frequentavano questi posti? Persone che non sanno cos'è un sentiero di montagna perchè sono al mare e che si avventurano sulle cenge appese a centinaia di metri dagli scogli sottostanti, magari in infradito. E' vero, forse manca quel poco di cultura alpinistica qui a S ed è giustificabile, ma mi chiedo io, perchè non diamo la colpa al CAI come si fa di solito (ironicamente ndr)? Mi appello alle sezioni più vicine ad S:  fate qualcosa per questo sentiero, è una perla posta in bilico su di un balcone che si affaccia su di un mare bellissimo, inoltre le potenzialità della falesia sono infinite, le placche sovrastanti mi ricordano tantissimo i lastoni di Dro..sarebbe pure pane per la bocca affamata di qualche chiodatore plaisir.  
Sono venuto a conoscenza che alcune vie sono state tracciate (una?), vedo il brillare di uno split la in alto mentre qui tutti i goffi bagnanti arrivati col il battello, spaesati dalla nuova dimensione selvatica a cui non sono abituati,  guardano le onde.. io guardo le pareti dalla parte opposta. 
Voglio ritornare qui, con chiodi e martello magari, ho visto una bella linea di salita e vorrei trovare una situazione diversa in cui il bello venga ripagato dall'attenzione delle amministrazioni..ma per ora muoversi in verticale in questi posti continuerà ad essere possibile solo per contrabbandieri di arrampicate.