martedì 26 marzo 2013

SnowAlp Cima Porto

Zona: Cima Porto (1629)
Sviluppo: 5 km circa
Esposizione: S-O
Difficoltà: BS
Materiale: Ciaspole-Bastoncini
Partenza: Parcheggio Campofontana
Discesa: Canale
Tempo: h 2.00

 
24 Marzo, bufera di vento e neve sulla Lessinia, il nostro obbiettivo era quello di concatenare in discesa Cima Lobia e Cima Porto ma il tempo inclemente ci ha fatti ripiegare sulla seconda e più vicina cima. Partiti sempre dal parcheggio del cimitero con 20 cm di fresca e battuto traccia fino all'esile cima che si eleva a metà costiera che collega il Telegrafo alla Lobia. Cima quasi in condizioni patagoniche con forti raffiche di vento, proropenti cornicioni affacciati sul breve ma ripido canale di discesa il quale fortunatamente aveva già scaricato una slavina nei giorni precedenti, cosa personalmente mai vista in questa zona..quest'anno di neve ce n'è!
Spero di riuscire quest'anno a concatenare Lobia e Porto,  il che che potrebbe rappresentare il giro più vario e con maggior sviluppo in discesa per noi amanti della tavola da neve.

La partenza del canale di cima Porto

& i "ferri" del mestiere
 

lunedì 18 marzo 2013

SnowAlp Cima Trappola

Zona: Cima Trappola (1850)
Sviluppo: 6 km circa
Esposizione: S-E
Difficoltà: MS
Materiale: Ciaspole-Bastoncini
Partenza: Parcheggio S. Giorgio
Discesa: Vallon
Tempo: h 2.30


E' il 17 Marzo ma l'inverno quest'anno non se ne vuole andare (per fortuna..). Neve, vento e sopratutto tanta nebbia hanno un pò guastato la breve salita a questa cima sopra gli impianti di risalita di S. Giorgio. Siamo alle propaggini orientali della Lessinia, Cima Trappola è un must per ciaspolatori, scialpinisti e snowboarder agli inizi, si tratta di una salità breve, poco faticosa e forse l'unica della lessinia in cui si può surfare con la tavola senza impiantarsi, viste le caratteristiche decisamente collinari dell'altopiano veronese.
Insomma vale la pena fare questo giro più per i panorami sul vicino gruppo del Carega e oltre fino al Brenta, Adamello, Presanella e Cevedale che non per la discesa in se che dura solamente 10 minuti.
Si può salire in tre modi a mio avviso, il più gogliardico con gli impianti dal Rif. Gaibana attraversando poi tutte le creste, il più breve risalendo il Vallon (dove si trova lo skilift della baby) e il più lungo e soddisfacente, partendo il direzione di malga Malera compiendo un ampio giro attorno a Castel Malera e poi risalendo tutte le creste fino alla cima.

Per compiere una discesa degna di tale nome, dalle cima scendere a sinistra per l'ampio pendio non coperto da mughi, rimanere il più possibile in costa passando sopra il "Buco del Vallon" (dolina) stando attenti a non finirci dentro ovviamente, poi tavola dritta a manetta fino in fondo per non impiantarsi vista la scarsa pendenza dell'ultimo tratto.
Cima Trappola con lo snow falla una volta col bel tempo, portaci una volta una morosa, alla terza meglio spostarsi su altri "lidi".


Blu salita, rosso discesa

Malera






martedì 5 marzo 2013

Freeride Punta Tognola

Giornata per nulla alpinistica ma non meno spettacolare all'Alpe Tognola (S. Martino di Castrozza) in compagnia dei miei amici riders Ale, Ronco e Mario. Tra una pista, un giro in snowpark e un giro di birre c'è stato del puro freeride: il mio obbiettivo principale della giornata. Consiglio quindi un fuoripista che ci ha letteralmente galvanizzati tanto da ripeterlo due volte, servito dalla seggiovia di Punta Tognola (e qui subentra l'etica..si, me ne vergogno un pò).
Scesi dalla funivia scendere a sinistra, dopo i primi due stretti tornanti  uscire di pista a destra, stare alti quasi sotto le rocce passando sotto la funivia e continuare in traverso scendendo fino a sotto al secondo cono di valanga che scende dalla cima (attendere nevi assestate!!!). Da qui scendere per via non obbligata a Malga Tognola (traccia rossa) oppure alla seggiovia che serve lo snowpark guadagnando ulteriore discesa (traccia blu).
Prestare attenzione a non volare sopra ai grossi massi nella parte centrale del pendio e, se si sceglie la seconda opzione, al ripido muro nella parte che costeggia il canalone alla dx idrografica sopra il bosco che potrebbe innescare pericolose slavine.

Buone surfate!

Trova l'intruso.. 

Punta Toniola, e Colbricon a destra

venerdì 1 marzo 2013

Vajo, che passione!!

Oggi voglio condividere con voi questa importante risorsa, essendo la prima edizione della guida in oggetto oltre ad essere introvabile è stata soppiantata da ben altre due nuove guide nel 2012, decisamente ben più vaste e complete, divise per zone: "Zevola-Tre Croci" e "Sengio Alto-Pasubio".

Io sono in possesso delle ultime edizioni ma per la prima ho dovuto fare non poche ricerche per riuscire a trovarla e scansionarla. Con questo file-share non voglio assolutamente danneggiare l'interesse del gentilissimo e bravissimo autore, anzi vi invito ad acquistare i due nuovi volumi scrivendo in privato direttamente a lui (..ve le manderà in breve tempo ed autografate ^^)

https://docs.google.com/file/d/0B4yhYKhl_efpaEtuZlp1Q1FCRkE/edit?usp=sharing

ciao
Manu

lunedì 18 febbraio 2013

SnowAlp: Vallone della Teleferica

Zona: Cima Carega (2259)
Sviluppo: 15 km circa
Esposizione: S-O
Difficoltà: BS
Materiale: Ciaspole-Bastoncini
Partenza: Lago Secco
Discesa: Canale e mulattiera
Tempo: h 5.30 

Dopo aver dormito solo due ore reduce di una serata in discoteca ci si trova come da accordi con i "butei" per scendere con le tavole da snowboard il canalone della teleferica che scende dal rifugio Fraccaroli per la via detta anche "Direttissima", discesa che ambivo già da tempo e che non ero mai riuscito a portare a casa.

Partecipanti all'impresa: Io, Sandro, il Ronco, il Pima e il Taso.
Strada chiusa dalla località "Lago Secco" conseguenti 4h ore di salita inizialmente tagliando i tornanti fino al Rif. Revolto poi direzione Rif. Passo Pertica, l'ultimo aperto della zona. Da qui una fitta nevicata ci ha accompagnando fino al Fraccaroli regalandoci solo per pochi istanti un breve varco tra le nubi per ammirare il panorama. Abbiamo preso il canalone non dalla "fontanella" dove inizia il sentiero della Direttissima in quanto non battuto, ma due tornanti prima del Rif. Scalorbi e da qui abbiamo seguito la traccia e il cavo della suddetta teleferica fino al passo dove si trova arroccato il Rif. Fraccaroli.
Salita veramente estenuante vista la neve molle poi breve sosta nel bivacco invernale e discesa aimè in mezzo alla nebbia.
Mentre si scende bisogna tenere possibilmente la dx per non rimanere impiantati tra alcuni mughi ma sopratutto in zone pianeggianti che costringerebbero a togliere la tavola. Arrivati alla mulattiera si riesce ad arrivare fino al Pertica spingendosi un pò e prestando attenzione a non volare nei boali di sotto in due-tre punti brutti in cui non c'è il guard rail. Mega birrone al Pertica e poi discesa lunga ma entusiasmante fino alla macchina tagliando i tornanti in mezzo al bosco con un botto di fresca!!! Figata totale!!
(Foto per gentile concessione del Pima e del Taso)
Sosta tra il rif. Revolto e il rif. Pertica

La salita e in fondo il rif. Scalorbi



Il profilo del rif. Fraccaroli

In discesa dal vallone della Teleferica


martedì 12 febbraio 2013

Ice Trip Armentarola/Travenanzes

Photo report dei due giorni del corso avanzato passati in compagnia con l'amico e guida A. Testa, Simone, Sandro, Matteo e Tiziana.

Day 1: Spiccozzaggio sulle colate lungo la pista Armentarola, sulla destra 5 minuti prima di arrivare al Rif. Scotoni. Difficoltà varie, ambiente stupendo e affollamento nullo (tranne l'eterogeneo pubblico di sciatori).

Day 2: dopo la notte in tenda con una decina di gradi sotto lo zero, avvicinamento di un ora e mezza per raggiungere la Val Travenanzes e salita (parziale) della cascata Belvedere. Inutile spendere troppe parole sull'ambiente di questa vallata gelida ed isolata dai soprannomi quali "Valle Incantata" & "Valle delle Meraviglie"....
Gran finale culinario a Malga Misurina, consigliatissima!! Ma solo per 4x4 =)


























lunedì 28 gennaio 2013

Machu Picchu, Val Daone

Zona: Val Daone (parte alta)
Sviluppo: 5 lunghezze, 200 m
Esposizione: O
Difficoltà: II° / 3°
Materiale: da ghiaccio + 2 mezze corde
Discesa: in doppia o a piedi
Avvicinamento: 1h dalla sbarra del lago Boazzo
Partecipanti: io & Sandro


La Val Daone ha uno spazio riservato nel mio cuore perchè ha sempre esercitato in me un grande fascino, fin dai tempi dei campeggi con i boy scout, vederla trasformata in un infinito giardino di cristalli di ghiaccio ha suscitato in me una dipendenza istantanea. Ci devo già ritornare!! La cascata in questione vale come approccio alla valle, è la più ripetuta e caratteristica tra le basse difficoltà visto il facile accesso ed è pure la più duratura visto che si tratta in parte di una goulotte incassata che non prende mai sole. Il lato oscuro della medaglia è rappresentato dal fatto che scarica puntualmente una "caterba" di neve dopo forti nevicate e se si è più di una cordata quelli sotto si beccano i "regalini" in testa per essere arrivati tardi.
Noi per non arrivare in ritardo abbiamo piantato l'igloo nello spiazzo delle casette dell'enel con -8°C...eh che vuoi, non c'avevamo i soldi per il b&b!


Arrivati a Daone si sale fino alla sbarra presso le sopracitate casette dell'Enel, sopra il lago di Boazzo, sulla sbarra trovate scritto "strada chiusa per (f)rana" ma non è una frana...è il valangone di "machu pichu" a bloccare la strada...
Si risalgono i tornanti, si attraversa il ponte nei pressi della malga e dove la strada diventa più pianeggiante incontrerete davanti a voi il cono di slavina che ingombra la carreggiata e di conseguenza la goulotte sulla destra.
Si lasciano gli zaini alla base, confidando nell'onestà dei passanti e ....


L1: su per la stretta goulotte si esce e sinistra dove si apre, sosta cordone/chiodo, 30 m
L2: brevi risalti fino a terrazzino, sosta a fix con anelli per calata a destra (i primi due tiri si possono unire), 30 m
L3: altri semplici risalti fino ad altro ampio terrazzino, due soste a fix sulla destra, 40 m
L4: grande scivolo inclinato, sostare su ghiaccio, 60 m
L5: breve risalto fino ad uscire con cordone su pianta a sinistra, 40 m


Per scendere o si fanno delle doppie, le prime due su alberi fino a calare alla sosta 3, oppure se c'è gente sotto come successo a noi si sale il pendio molto esposto a sinistra, arrivare nel pressi della "Porta del Sole" e calare fino ad arrivare alla strada prestando molta attenzione a non rovinare di sotto specie se c'è molta neve fresca (sempre caso nostro..).
Di li se non ne avete ancora abbastanza cacciatevi "Giazzo Pazzo" che è li di fronte, sopra il traliccio e il paravalanghe della funivia dell'enel. A noi Machu Picchu invece è bastata.